Tutti mi chiamano “il ragazzo profondo”. Forse perché osservo più di quanto parlo, perché ascolto i silenzi più delle parole, perché non mi accontento delle risposte facili. Vivo dentro le sfumature delle emozioni, nei dettagli che altri ignorano, nelle domande che non hanno una risposta immediata. Non è sempre facile essere così, ma in questo modo scopro il mondo con occhi diversi, e ogni piccola verità mi colpisce più di quanto immaginiate.















