Ho sempre avuto un rapporto un po’ complicato con mio padre.
Da quando si sono separati con mia madre lui è come se si fosse separato anche da me e mio fratello. Per astio nei confronti di mia madre, per ripicca nei suoi confronti, in tutte le ricorrenze più importanti per noi lui non c’è stato.
Ricordo ancora la mia cresima, quel giorno avevamo deciso di andare a mangiare in un ristorante dopo la messa e da poco tempo loro si erano lasciati. Quel giorno si è presentato con la sua famiglia (nonna, nonno, zii ecc..) alla fine della messa, mi ha dato gli auguri e se ne sono andati via tutti lasciandomi sola in lacrime perché io non volevo il regalo, volevo solo la loro presenza.
Quando al diciottesimo compleanno di mio fratello è venuto, 2 secondi solo per dargli gli auguri, farsi una foto alla torta e se n’è andato.
Il giorno in cui mio fratello si è diplomato non c’è stato. Il giorno in cui io mi sono diplomata non c’è stato.
Dall’11º compleanno mio in poi lui non c’è stato.
Dal 8º compleanno di mio fratello lui non c’è stato.
Ci vedevamo solo una volta ogni due settimane, passavamo il sabato e la domenica insieme ma facevamo sempre le stesse cose. Ci veniva a prendere, andavamo a mangiare da qualche parte, tornavamo a casa e ogni uno andava a letto. Il giorno dopo sveglia, ogni tanto ci portava a fare colazione, quelle poche volte. Altre usciva con gli amici e tornava per l’ora di pranzo. Mangiavamo da mia nonna, dopo pranzo dormiva si svegliava verso le 16:00 andavamo a prenderci qualcosa al bar e dopo subito ci riaccompagnava a casa di mia madre. E la cosa continua ancora tutt’ora. Tranne che andiamo noi con la macchina da lui e la domenica lui non c’è quasi mai.
Non che volessi chissà che cosa, ma almeno creare dei ricordi. Creare degli attimi da ricordare.
Sono passati quasi 13 anni da quando loro hanno divorziato.
Il rapporto con lui è cambiato da più o meno 5 anni. Ora lo vedo tutti i giorni perché lavoriamo insieme. Ho visto mio padre piangere per la prima volta, sono riuscita a comprendere i suoi atteggiamenti, sono riuscita ad aprigli il cuore, ho compreso il suo dolore nell’affrontare tutto e speravo che in fondo lui avesse capito il mio, da figlia.
Due anni fa mi hanno trovato un fibroadenoma, nulla di preoccupante però fin quando non sapevo cosa fosse, inutile dire che l’ansia era alle stelle.
Il 24 ottobre del 2023 mi hanno operato a Roma e lì nella sala d’attesa dell’ospedale da sola c’era mia mamma. Lui non c’era. È stata l’ennesima coltellata nel cuore, l’ennesima conferma che il ruolo di “padre” forse non è poi così tanto chiaro, ma va bene dico tra me e me.
È così, cosa ci posso fare.
Non lo fa con cattiveria.
Quel che giorno fa mio padre ci ha dato la notizia che la compagna è incinta. Siamo felici, un piccolo in casa.
Ho sempre pensato che se loro sono felici io sono felice per loro.
Però sapete cosa mi ha fatto male?
Sentire mio padre dire “…questa volta ho più tempo, più possibilità di godermelo al 100%.”
E questa volta non è stata una coltellata, è stato come se mi avesse preso il cuore e ci avesse camminato di sopra.
Perché il tempo che dice di avere ora, che avrà per questo bambino, io non l’ho mai avuto e mai lo riavrò più indietro.












