A volte, in riva all'acqua tra i boschi, ci imbattevamo in una casa di campagna, isolata, sperduta, che non vedeva altro intorno a sé se non l'acqua che la lambiva. Una giovane donna il cui viso pensoso e i veli eleganti indicavano non essere del paese, e che forse era venuta, secondo l'espressione popolare, a "seppellirsi" laggiù, ad assaporare l'amaro piacere di sentire che il suo nome, il nome soprattutto di colui di cui non aveva saputo conservare il cuore, vi era sconosciuto, si inquadrava nella finestra che non le permetteva di guardare al di là della barca attraccata accanto alla porta. La donna alzava distrattamente gli occhi sentendo dietro gli alberi della riva la voce dei passanti di cui, prima ancora di vederne il viso, era certa che mai avevano né avrebbero conosciuto l'infedele, e che niente nel loro passato portava un segno di lui, nulla nel loro avvenire avrebbe avuto occasione di accoglierlo. Si sentiva che nella sua rinuncia aveva abbandonato volontariamente luoghi dove avrebbe almeno potuto vedere colui che amava, per questi che non l'avevano mai visto. Ed io, tornando da qualche passeggiata lungo un sentiero sul quale lei sapeva che lui non sarebbe mai passato, la guardavo sfilare con mani rassegnate i lunghi guanti con inutile grazia.
Marcel Proust - Dalla parte di Swann - Alla ricerca del tempo perduto - 1913










