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Concordato preventivo di cosa si tratta e come puoi salvarti da un fallimento?
Come Puoi salvarti da un fallimento usando lo strumento del concordato preventivo? Premesso che oggi non si chiama più Fallimento ma “liquidazione giudiziale” dopo l’ultima modifica del codice da parte del Governo Conte. Ma che cos’è il concordato preventivo? Il Concordato preventivo è una procedura concorsuale attraverso la quale l’imprenditore ricerca un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato fallito o comunque per cercare di superare la crisi in cui versa l’impresa. I creditori possono essere assemblati in classi omogenee e quindi trattati in modo diverso a seconda della classe d’appartenenza. In poche parole è un accordo formale che implica delle spese di procedura tra i 15 e i 50.000 Euro e produce una decurtazione dei debiti al fine della continuità aziendale. Il concetto di fondo è più che apprezzabile. Ci sono stati effettivamente dei casi di buona riuscita di questo espediente. Non sono molti ma ci son stati. Poi dipende sempre da chi ti segue. Ad ogni modo non spariscono i debiti. In parte li devi comunque pagare e prima ancora di pagare quelli devi detrarre le spese di procedura. Io non sono a favore di questa procedura. A nostro avviso non ottieni nulla. L’incertezza, la crisi di liquidità e l’outlook negativo ti suggeriscono di pensare alla tua famiglia più che alla tua impresa. Senza contare che puoi ottenere accordi molto vantaggiosi anche senza queste procedure costose e laboriose. Dipende sempre da chi ti segue e da quaeli strategie vuoi mettere in campo per salvare l’azienda e la tua famiglia. Cos’è la Richiesta di fallimento ? Preparati al peggio e non lo conoscerai mai. Presupposto lo stato d’insolvenza, il fallimento può essere chiesto da tre soggetti: Il debitore stesso. (l’imprenditore) Uno o più creditori. Il pubblico ministero. Visto tutto quanto ti spiegherò in modo semplice e brevemente queste 3 forme preoccupandomi soltanto di porre i giusti accenti in modo semplice con un linguaggio comprensibile. La prima ipotesi dice che se l’imprenditore è in uno stato d’insolvenza questo HA FACOLTA’ di chiedere la liquidazione giudiziale per evitare la chiusura della società e il suo fallimento. Questo significa che non è obbligato, è un’opzione. Quindi, mi raccomando, non correre a portare i libri in tribunale. Sempre riguardo questa prima ipotesi devi però porre attenzione all’articolo 217 della Legge Fallimentare. Questo infatti, al comma 4, evidenzia che l’imprenditore può aggravare il dissesto anche con la mancata dichiarazione di fallimento. In poche parole, se l’omessa dichiarazione di fallimento non impatta sul dissesto finanziario, ovvero debiti e crediti rimangono tali, è meglio pazientare prima di portare i libri in tribunale. La seconda ipotesi è quella classica. Uno o più creditori, solitamente muniti di titolo esecutivo in quanto è necessaria prova certa del credito, chiedono istanza di fallimento. In questa situazione non bisogna far altro che prepararsi e, se conveniente e indispensabile, fare opposizione alla richiesta di fallimento. A mio avviso è meglio arrivare preparati, soldi e tempo risparmiati. La terza ed ultima ipotesi è prevista solamente in due specifici casi: Quando…














