Sonia DâAlto - CODE South Way associate editor - interviews ROBERT RUSH in Domenica-Prima cottura: emerge la questione della spiritualitĂ
La prima volta che ho visitato lo studio CODE SOUTH WAY durante la residenza di Robert Rush era domenica, lâultima domenica di agosto. Io e Robert avremmo parlato piĂč tardi proprio del sapore di quella giornata, assolata, calma, distante dal frastuono di Londra, cittĂ da cui viene Robert. Siamo a Marsiglia.
Questo Sud Ăš costeggiato dalla luce estiva e dallâatmosfera nitida. Rintoccano le campane. Intorno, en plein air, quasi ovunque, ci sono i colori pastello degli edifici. Lo studio della residenza Ăš una vecchia carrozzeria, architettura quasi industriale, ma piĂč specificamente artigianale, posta accanto alla piĂč antica industria di torrefazione della cittĂ .  I pastelli ricorrono anche allâinterno dellâofficina, questa volta dalla superficie dei contenitori di plastica in cui ci sono i pigmenti, spesso naturali, che usa lâartista. CâĂš un poâ di disordine. Eppure câĂš un ordine annunciato dalla materia âprontaâ.  Dal forno Robert ha estratto la prima âcotturaâ. Associando questo connubio tra la materia e fare la natura ad una spiritualitĂ incarnata dalla produzione, penso subito al Gutai. Robert del resto Ăš stato in GiapponeâŠQuando mi ha raccontato del passaggio dalla pittura alla ceramica mi ha descritto un processo lento e graduale, ma che a posteriori sembra essere determinato da due eventi personali. Uno di questi eventi Ăš proprio il suo viaggio in Giappone. LĂŹ ha visitato una serie di aree dove continua la vecchia âmanieraâ di produrre ceramica. Ha potuto vedere come sono costruiti e come funzionano i forni. Il processo di produzione Ăš integrato nelle cittĂ come testimonianza. Aree come quella di Tanba, che Robert ha visitato, sembrano non aver mai mutato la proprio identitĂ nonostante il corso degli anni e apparentemente la produzione di ceramica continua da centinaia di anni. Accade lâequilibrio provvisorio della natura e i nipponici sanno adagiarvisi, evitando uno stazionamento definitivo.  Per esempio nellâarea di Kagoshima le fabbriche di ceramica si diffondono attorno ad un vulcano semi attivo che espelle polvere tossica. Il vulcano â monte Sakuraijma- Ăš unâisola della baia della cittĂ di Kagoshima. Ovunque câĂš una connessione con la natura. Lâestetica giapponese e la sua cultura trovano una buona espressione nellâimperfezione della natura piuttosto che nellâessenza delle cose. Eâ il corso dello Zen, filosofia che si modella nel divenire e nello scorrere, una conoscenza che non esclude niente, ma accoglie, nel corpo del singolo come nella sua azione. Tuttavia solo a distanza di anni da quel viaggio Robert si avvicina alla filosofia ZenâŠUna certa aderenza ad essa possiamo trovarla nel lavoro di Robert non in senso estetico quanto in quello etico, che poi in effetti coincidono, come accade proprio nella produzione nipponica. Etico in quanto si avvale di un processo che fa piazza pulita del pensiero e si avvale del fare secondo un respirare. Un ritmo vitale, naturale, scorrevole, scandito da polaritĂ che si autoalimentano e autodistruggono a vicenda. In effetti da quel primo incontro, dalla prima cottura Ăš giĂ emersa la questione della spiritualitĂ . Al cospetto della ceramica, nellâatelier, Robert ama parlarmi della tecnica, mostrarmi i pigmenti che usa, o vari oggetti che ha trovato nel Sud della Francia. Ma fa fatica a parlare delle forme e dei colori che sceglie. La materia Ăš protagonista, il colore cosĂŹ come la forma perdono una propria autonomia. Il prodotto di un atto senza forma e senza premeditazione che coglie materialitĂ e gesto. Del resto, nello zen la semplicitĂ Ăš una qualitĂ cruciale. Robert mi riferisce che la produzione dipende piuttosto dallo spazio, dagli strumenti, e ovviamente dal formato del forno. Non si approccia alla produzione con unâidea prestabilita. La sua creazione Ăš un operare che deriva proprio dal connubio tra lâosservazione/contemplazione e la pratica immediata che ne deriva. Sembrerebbe un atto di onestĂ artistica, una cospicua dose di spontaneitĂ , purezza e semplicitĂ . Sembrerebbero anche i caratteri propri dellâInformelle (Un arte autre), del lâArt Brut e ancora del Gutai. Queste tendenze artistiche condividevano tutte la volontĂ di eliminare ogni traccia di fittizio e di artificio, di raggiungere anche il rapporto tangibile di spazio e tempo della materia viva. Lâarte Gutai, in particolare, fonda la propria concretezza nel rapporto tra corpo, spirito e materiale. Il fine non Ăš di trasformare la materia ma conferire ad essa la vita. Materia e spirito non si respingono. Ecco ancora la spiritualitĂ , incarnata da un fare, quasi vernacolare.
Robert Ăš interessato allâINFORME: espressione indeterminata, amorfa, capace di esprimere unâistantanea del dinamismo vitale. La materia Ăš quindi protagonista: la forma, il colore derivano dallâorganico materico. Â Nel suo lavoro, si incontrano soprattutto colori primari che spesso si riferiscono al modernismo. Un modernismo piuttosto legato al Sud-MirĂČ o Picasso. Tra agosto e dicembre 2016 Ăš stato ospitato in diverse residenze, tutte al Sud: Marsiglia (Code South WAY studio), Aubagne (Ravel Poterie), Grecia.
Ma questa fascinazione viene non solo dal Sud. Come infatti la collezione di ceramica ereditata dopo la morte della nonna abbia forse orientato in un certo qual modo il passaggio dalla pittura alla ceramica, insieme al viaggio compiuto in Giappone, cosĂŹ il collezionismo piĂč recente della sua famiglia, concentrato sul modernismo inglese, debba avere in qualche modo, a sua volta, canalizzato le sue energie e il suo gusto verso un certo primitivismo. Â Â Come se Robert avesse imparato a trarre dalla contemplazione delle piccole cose una sorta di conforto malinconico, allievato ulteriormente dallâinforme e dallâespressione primitiva; il suo agire Ăš un dare forma in sintonia con lo spazio e la materia e dallâenergia che essi conferiscono in uno scambio circolare e continuo.
SOUTH WAY STUDIO PRODUCTION:
Nello studio Robert ha lavorato su degli âscartiâ di argilla colorata. Ha prodotto una serie di brocche e altre tipologie di contenitori e ha poi collocato lungo tali superfici delle pipe (ancora dâargilla), giocando e articolandole secondo lâidea del fumo (inteso come azione umana, come atto antropologico) a cui infine gli scarti colorati, quali forme primitive, conferivano un âsignificatoâ sciamanico. Sciamanico inteso come una sorta di passato o come una âmaterializzazioneâ per un futuro âtempestosoâ. Ma alla fine la sua funzione o rappresentazione Ăš indeterminata. Una sorta di koan (parabola senza risposta, perchĂ© non puĂČ essere compresa dallâintelletto) sebbene visuale.
 Studio Visit 2_Domenica- Ancora spiritualitĂ , come conciliare produzione artistica e spiritualitĂ ? Â
Durante il secondo studio visit con Robert parliamo di materia e spiritualitĂ . Produzione e diffusione. Robert mi racconta del MUD Museum fondato a Londra.
âLa nostra consapevolezza contemporanea ci porta a considerare le opere dâarte convenzionali come contraffazioni che ostentano unâapparenza ricca di significato. Ă tempo di dire addio a questi simulacri [âŠ]â. La concretezza propria del fare dellâarte Gutai la troviamo anche nel lavoro di Robert Rush: la sua produzione (sia la pittura, che la scultura, che i suoi congegni meccanici) si trova agli antipodi dellâastrattismo, e del realismo, questâultimo fondato sullâillusorio.  Eâ una sorta di ritorno allo stato innocente, puro e in quanto tale anche lo spazio che utilizza, che gli sta intorno non Ăš solo lo spazio dove lavorare, ma Ăš una forza che agisce nel suo processo di creazione. La semplicitĂ e lâumiltĂ di questo procedere comporta un rifiuto del sistema artistico convenzionale. Il mercato dellâarte, per esempio, si basa sul principio dellâ âaccessoâ, si basa su un collezionismo che sempre piĂč spesso Ăš lontano dal binomio vita-arte. Inoltre le gallerie prevedono un sistema di mediazione spesso troppo pesante e ostile agli artisti, in generale ridicolo. Contro la decontestualizzazione, lâallontanamento che questo sistema comporta, Robert insieme a Rose de Borman ha fondato il MUD MUSEUM, presentando nuove modalitĂ di produzione e di diffusione artistica. Il termine MUD fa riferimento allâattrazione viscerale e spontanea: MUD come Terra, argilla, natura, crescita, base, suolo, dove tutto ha inizio e dove tutto finisce ... in un movimento circolare dove lâordine e la materia confinano con la confusione e lo âsporcoâ. Il MUD MUSEUM incorpora ancora un rapporto tra collezionismo e commercializzazione, ma senza intermediari, i due artisti in collaborazione e in sintonia, sia nella produzione dei manufatti artistici che nellâallestimento e nella vendita, producono, espongono e mettono in vendita oggetti da utilizzare per mangiare, per pregare e creare dei rituali. Lâoggetto come manufatto (artistico) che ritorna alla terra- humus, umiltĂ , MUD- alle sue funzioni, dalla rivoluzione della decontestualizzazione ad una neo-contestualizzazione. Lâoggetto sembra rifiutare la sterile oggettualitĂ dell âoggetto-arteâ. Lâoggetto e la sua funzione, lâoggetto e il suo statuto antropologico, lâoggetto e il suo rapporto con il corpo dellâuomo. Tra gli oggetti preferiti di Robert ci sono, non a caso, un piatto smaltato di stagno nel Museo di Londra, con la scritta 'io e te siamo Terra 1661' scritto in cobalto; una brocca ârompicapoâ da cui bisogna versare il contenuto senza lasciare fuoriuscire il liquido dai fori che la costellano; o ancora un piatto di bronzo del 16â secolo A.C., decorato da una serie di incisioni che figurano delle piovre, simbolo di saggezza. Il suo interesse, dunque, si rivolge verso un gusto da âetnografoâ, un âfolklorizzazioneâ e un gusto popolare che ricordano le teorizzazioni di Yanagi Soetsu. Per questâultimo esiste un osmosi alchemica che unisce spirito e materia; in questo senso la spiritualitĂ assume un ruolo primario: egli stesso in una lettera a B. Leach lâ8 novembre 1925, scrive âcome sai sono stato molto interessato al misticismo cristiano, in parte a causa della mia propria natura, in parte a causa dei miei studi su Blakeâ. Dunque ancora una certa spiritualitĂ in rapporto alla materia e alla produzione di manufatti; lo stesso Robert mi ha parlato nella seconda domenica di studio visit di Blake e di come sia stato una delle letture che piĂč lâabbiano condizionato.
In conclusione, la poetica dellâopera di Robert Rush Ăš una commistione di immediatezza e naturalezza. Â La sua produzione ricorda alcuni aspetti propri di alcune avanguardie del passato: primitivismo, art brut, estetica Gutai, e infine prossimo anche alla piĂč recente closterfuck aesthetics, improntata su una ricerca sovversiva nel rapporto con la nostalgia e da un gusto verso il caotico, pregno di un sostrato popolare âspiritualizzanteâ.














