A little veena player made for the new edition of the roleplaying game "On The Way To Chrysopoeia" from Morgane Reynier :) ⭐ now available in english and italian version : https://nessundove.it/en/shopping/crisopea/
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😇 Cerco fan di Good Omens che ruolino Aziraphale in una role gay con Crowley 😈
☁ Requisiti 🔥
✨ role medio/lunghe;
✨ buona grammatica;
✨ pazienza se non rispondo subito o visualizzo soltanto
EHI TU CHE STAI LEGGENDO, LEGGI TUTTO.
Per caso ruoli? Fai parte di un GdR fantasy su facebook? O vuoi creare un GdR fantasy su Facebook? Contattami, vorrei troppo tornare a ruolare, ma non ho nessuno con cui farlo.
Dungeon and Dragons 🐲! With @gidierre_net 🎲 . . . #dungeonmaster #dungeonsanddragons #gdr #roleplayita #roleplayer #roleplay #giochidiruolo #giochidatavolo #dandd #dungeons_and_dragons #dungeons #dragons #ravnica #ravnicacityofguilds #minotaur (presso Marina Di Carrara, Toscana, Italy) https://www.instagram.com/p/BqVSQ-HD5g5/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=3f49ws9ojdbe
❛ Sometimes revenge comes back and it tastes like dirty blood ❜
Delle volte bisogna scegliere fra una pallottola e un'uccisione. Delle volte bisogna liberarsi dei propri peccati e perdonare se stessi. Gli sbagli fanno noi umani una mina vagante in mezzo a questa civiltà corrotta. Ovunque protesti per una pietà mai data. La prigione era solo un altro posto dove forgiare il proprio rancore per chi si meritava vendetta. In questo luogo desolato senza un briciolo di coscenza. Fuori oltre le sbarre aspettavo solo il momento giusto per pareggiare i conti: una vendetta e una liberazione. Fuori oltre i parassiti qui dentro e insidiati fra le mura di qualsiasi palazzo, attendevano solo di essere giustiziati. I miei vicini si vantavano solo di azioni senza senso. Nei confronti di una donna come me, avevano solo da perdere. Le mille attenzioni di luridi individui senza palle e senza coraggio. Ero stata fregata un'altra volta, perché la terra mi stava franando sotto i piedi. Era un mondo crudele dove il resto delle persone spendavano il proprio tempo a rincorrere falsi miti. Oh, no. Non glielo avrei permesso! La tempesta che stavo attendendo si avvicinava lentamente. Contavo le ore e i secondi, condannata a secondi fini. Liberata da un uomo dalle mille sfumatore nei sobborghi della città. Un nuovo cattivo, che mi voleva sulla piazza per un lavoro sporco tanto quanto i suoi soldi. La giustizia aveva salutato l'alba di Gotham su cui era scesa un'oscura anarchia. Quello che attendevo era un'altra notte da rubare al giorno. Gli eroi raffiguaravano la speranza delle persone, mentre quel simbolo faceva capolino fra le nuvole grigie degli scarichi di fabbriche abbandonate. Rompere le ossa e mandare un messaggio. Il cavaliere oscuro, il vigilante di questa città. Appariva quasi come una leggenda che si muoveva nell'ombra di un'autorità non dettata dalla legge. Il solito bar, il solito drink e un ennesimo cliente a cui spiegare come si svolgeva il lavoro. « Signorina Kyle. » Quelle parole mi diedero un leggero brivido, come il sapore di quei soldi sul tavolo. « L'ho fatta scagionare perché una come lei non potrebbe di sicuro passare le migliori giornate in una cella imbottita di farmaci antidepressivi. » Maschera Nera. Avevo già sentito parlare di quest'uomo dall'identità sospetta. Eppure sembrava essere a suo agio. Falcone poteva andare al diavolo, avevo di meglio da fare che fregare i traficcanti di droga. Qui era in ballo qualcosa di più appettitoso. « Non doveva disturbarsi per così poco. In fondo non le ho chiesto nulla. » Agitò l'indice a destra e sinistra per ammonire le mie parole. « Invece sì. Lei ha mandato in galera due miei assassini provetti. Lei sa la storia meglio di chiunque altro. » Stava parlando dell'uccisione sospetta di poliziotti e del coinvolgimento di Holly. Forse la sua intezione reale era quella di giustiziarmi, ma volevo vedere come andava a finire. « Il mio prezzo? » chiesi, bevendo quel drink che mi pizzicò la lingua. « La sua vita. » « E in cambio che cosa dovrei fare? » domandai incuriosita, fissando quegli occhi dietro alla maschera nera di ebano. Avevo raccolto pochissime informazioni su di lui, dato che poteva essere chiunque a dirigere quel branco di uomini senza onore. Traficcare donne, armi e droghe. Gotham era l'inferno sulla terra. Lo aveva dimostrato lo stesso Joker che aveva tentanto di avvelenare tutti a farli impazzire. Il mio pensiero si orientò all'Arkham Asylum dove regnavano psicopatici di ogni genere. I brividi che correvano lungo la spina dorsale solo a sentirne il nome. « Portarmi Batman. » Lo fissai per qualche istante e scoppiai a ridere. Cercai di essere molto più seria, ma quella proposta era una chimera. Chi mai poteva catturare un uomo del suo calibro? La mia risata si smorzò quando estrasse una pistola dal calibro grande come una palla da ping pong. Maschera Nera mi fissò senza far trasparire nulla. « Ok, ma non credi che tutto questo è una pazzia? » Mi morsi il labbro inferiore capendo che non stava affatto scherzando. Potevo tentare una fuga, ma in quella situazione le vie erano solo una fottuta chimera. « Sei la persona giusta. E voglio distruggere Bruce Wayne una volta per tutte. » Corrugai la fronte cercando di capire il suono di quelle parole. Ora ricordavo! « In questo caso non potrò fare nulla, dottore. » Mi poggiai allo schienale del sedile, gettendo uno sguardo al casco vicino al mio bicchiere. « Oh, ma lo farai. » La sua identità era stata celata per molto tempo ed era ora di scovarne quella fittizia. « Non hai nulla con cui minacciarmi. » Maschera nera scoppiò in una risata che aveva del famigliare. Dall'ombra di un incubo senza fine qualcuno di mia conoscenza si nascondeva alla luce del sole. « Hai appena bevuto un veleno a lento effetto. Mia cara gattina, sei ingenua! » L'uomo si levò la maschera che ne scoprì l'orrendo orrore di un manicomio lasciato a se stesso. La sua labbra rosse, le cicatrici, la faccia dipinta di bianco e i capelli tinti di un verde acido. Si mise in una posizione disinibita, fissandomi intensamente con un sorriso innaturale. Dal suo sguardo traspariva: pazzia. « Ok, ok. Questo è uno scherzo, dimmi che è un dannato scherzo o ti porterò direttamente da Batman con il collo spezzato! » Mi alzai gettandomi sul clown e la sua pazzia, atterrandolo. La sedia si ribaltò fraccandosi al suolo dove mi ritrovai su quel lurido uomo che odorava di morte e totale psicosi. Lui continuava a ridere senza controllo, mentre si dimenava nervosamente sotto di me. Gli sferrai un gancio sulla maschella, i suoi denti gialli risaltavano dalle labbra rosse sporche di sangue. Le sue pupille si allagarono innaturalmente fissandomi. « Questo ti farà sentire meglio, gatta? » Ripresi fiato con la mano alzata per un secondo pugno su quella faccia ridotta a motivo d'imbarazzo. "No, ma qualcuno al posto mio potrebbe fare di meglio." « Uno. Due. Tre. La pistola brandisco. Quattro. Cinque. Sei. Il diavolo bussa alla porta. Sette. Otto. Nove. L'orologio corre ed io impazzisco. » Joker rimase immobile serio a fissare il vuoto. « Sei pronta ad affrontare le dieci notti che ti separono? » Alzò lo sguardo su di me con un sorriso inquietante, mentre la sua pelle divenne quasi cadente. « Dovresti sorridere di più. » Mi prese il capo e lo avvicinò al suo baciandomi le labbra con forza violando la mia bocca, stringendo la presa delle sue mani.