Lello Voce, (1991), (Musa!), Foreword by Romano Luperini, Afterword by Franco Fortini, Marco Saya Edizioni, Milano, 2026

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Lello Voce, (1991), (Musa!), Foreword by Romano Luperini, Afterword by Franco Fortini, Marco Saya Edizioni, Milano, 2026
È morto lo scrittore e critico letterario Romano Luperini (Lucca, 6 dicembre 1940 – Siena, 11 aprile 2026). Lo ricordiamo qui, dando spazio alle sue parole dedicate alla presentazione del suo romanzo "La rancura" (Mondadori, 2016).
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Therefore I distrust, in an essay, the lyrical forms, the fragmentary style that would like to be 'intelligent', the unsubstantiated claims, the demonstrations of skill for skill's sake. We have to be humble. Put ourselves at the service of the collective intelligence that still persists, even if tainted by dominant consumerism and commodityism. I will never tire of repeating (and I'm not the only one, fortunately) that the plague of these years (from postmodernism to this day) is narcissism.
Romano Luperini, 28 october 2020
I really should be finishing my final thesis but luperini requires more energy that I have rn so here I am
Ma fra questi fatti non trovo una legge, un ordine. Posso spiegarli uno per uno; ma non formano una trama, non costituiscono un romanzo. Il vuoto s'insinua fra l'uno e l'altro; il significato rifugge l'insieme, balena precario nei dettagli, negli attimi, subito si perde. La memoria che lascio è frantumata. Il continuo appartiene ad altri: lo gestisce la forza anonima del potere che controlla la durata delle istituzioni, distribuisce i significati correnti e l'oblio. È lui che conduce la narrazione, l'unico protagonista. A noi resta la descrizione, lo scialo trito della minutaglia. [...] Ogni dettaglio di può descrivere, spigare, capire. Niente si può comprendere. ______________________ Ogni cosa doveva esistere in sé e per sé, nella propria casualità, senza relazione con le altre, destinata solo alla morte. L'dea che un qualche filo le unisse, che una stessa corrente le attraversasse volgendole verso un fine, non poteva che essere arbitraria. Un vizio del cervello umano, bisognoso di senso e di storia, ammalato di cultura, deviato dalla metafisica occidentale. L'unico divenire è quello che macina ogni molecola, in un eterno ritorno di ogni atomo su se stesso: una girandola di morte. Eppure, allo sguardo che si protende al di là della finestra le foglie si compongono nell'ombrella larga della magnolia. E, al di là della siepe, le erbe e i fiori del pendio, la terra dei campi, la macchia del bosco a fondovalle, la linea nera dei cipressi sulle colline formano inevitabilmente un paesaggio. L'esigenza di comprendere non è meno motivata della coscienza del nulla. L'insieme non è meno necessario del dettaglio. Forse anche considerare le foglie una per una è un trucco, un arbitrio dell'intelligenza e della cultura, dunque una scelta, anch'essa parziale. [...] L'esigenza che lui avvertiva di comprendere ciò che vedeva non era superbia, era restare nel limite, riconoscere il vincolo stretto delle umane mediazioni, l'orizzonte dei rapporti concreti e materiali. Le stelle stanno lì, segni di un ordine o di un disordine inconoscibili; ma le costellazioni le costruiamo noi. I nomi e le figure che gli diamo non colgono alcuna essenza, variano da luogo a luogo, da tempo a tempo, da cultura a cultura: Orsa, Carro, Cucchiaio; e tuttavia, anche se l'universo risucchia chi guarda in un vortice vuoto insondabile, i loro segni, pur così convenzionali. così fragili e insussistenti, orientano gli uomini da secoli. _____________________ Anche una sedia, un pullover, un cucchiaio erano degni di racconto perché segnati da una esperienza reale e custoditi da una memoria amorosa che li salvaguardava dall'insensatezza. Niente di quanto era stato vissuto doveva andare sprecato. La vita per la mamma era ben diversa che per lui: non era fatta a salti, a vuoti di senso, a momenti e intervalli. Era un tutto pieno, intessuto di tanti piccoli tasselli egualmente necessari. Il suo racconto componeva un intreccio ordinato di minuscoli episodi che lentamente, definitivamente si sgrovigliavano, si chiarivano, si componevano. Il senso stava lì, nelle minuzie di un'epica quotidiana che ogni volta ripeteva il proprio ritmo. Non in una trascendenza, né in qualche filosofia, Lì, nella lentezza, nella ripetizione, in gesti e in cose concreti, dove lui aveva disimparato a cercarlo e dove ormai non poteva trovarlo più. ______________________ L'uno e l'altro scomparsi da poco; eppure già totalmente, completamente scomparsi. Sembravano così necessari, così organicamente inseriti in un posto, in una funzione, in un mondo che solo attraverso di loro sembrava potere acquistare un significato; e tutto invece proseguiva come prima senza di loro, tutto - persino la vita dei familiari più vicini - funzionava egualmente anche senza di loro. [...] Posto, funzione, mondo esistono dunque a prescindere dagli individui concreti, dai corpi reali, dagli uomini stessi. Sono meccanismi inventati dall'uomo per tenere in scacco la morte e di cui invece la morte si serve per affermare il proprio dominio, per mostrare l'assoluta inutilità della vita. ______________________ La ripetizione non è il ritmo circolare della vita che continua, abbraccio delle cose fra loro e dell'uomo con le cose, trapasso della fine in nuovo inizio. È lacerazione della linearità dell'esistenza che invece tende a uno scopo e a un senso, infinita interruzione, morte che trionfa. La lezione della madre era scomparsa con lei, apparteneva a un altro tempo. Forse altri la riprenderà in futuro, non lui. ______________________ La vita era questa, fatta di istantanee, di frammenti isolati di esistenza, travolti da un vento funebre, insensato.
Romano Luperini, I salici sono piante acquatiche
Università, una giornata di mobilitazione
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L’università è stretta in una morsa mortale, tra un’intollerabile riduzione delle risorse finanziarie e una soffocante burocrazia. Un appello per promuovere una giornata di mobilitazione a Napoli l’11 febbraio
Ai docenti, Agli studenti, Al personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, Agli esponenti della società civile,
Gli estensori di questa lettera-appello e i suoi sottoscrittori sono…
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