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Tagliatelle burro fuso aglio e parmigiano come se piovesse
Capítulo 3.1 Sim, estava tudo sobre controle, escola, trabalho, casa.. planejando minha segunda viagem e sempre salvando aquele dinheirinho já pensando na renovação.
Agosto de 2019 lá vou eu para minha segunda aventura com minhas duas melhores amigas na Itália! <3
Ah, que viagem! Estava ali com as duas melhores amizades, num momento único de estarmos vivendo na Europa e podendo viajar. Os destinos foram bem saindo da curva turística, escolhemos Bergamo que é belíssima e fica perto de Milano, depois fomos para Lecco, uma cidade pequena, mas incrivelmente linda com suas altas montanhas rochosas e o lago que fez nosso verão valer a pena e por último e mais aleatória, Rovetta. Rovetta é uma cidadezinha que é província de Bergamo e que a porcentagem de jovens na cidade é baixíssima haha mas é uma cidade conhecida pelo turismo ecológico e esportivo (hiking/trilhas/bike).
Bom, só para avisá-los se você planeja algo parecido pela itália, é bom você garantir os tickets de trem ou ônibus e confirmar os horários várias vezes. Porque perrengues podem acontecer.
Como aconteceu em Lecco, fomos para uma cidade vizinha chamada Abbadia Lariana e no fim da tarde já não havia mais trem para voltar. (Pegamos carona com uma italiana super simpática) e o mesmo ocorreu quando estávamos indo para Rovetta (não havia mais ônibus num domingo de tarde) e mais uma vez conseguimos carona com um senhor italiano que nos deixou na porta da nossa acomodação.
5 dias lindos banhados de sol, vinho, pizza e boa companhia.
Enfim, tudo lindo maravilhoso, hora de voltar para Dublin...
Todas as fotos são de minha autoria (@analuisamph)
Sei mesi fa il ragazzo che ieri mi ha indicata e ha commentato al suo amico “pure la ragazza di S. non è male” l’avrei abbracciato. Ieri invece ho pensato che la ragazza di S. non vorrei esserla più, ma nemmeno per sogno, e che quel ragazzo dovevo correggerlo
E brindiamo a quest'estate, se volete fatelo in compagnia del "il comunicatore!" Appuntamento a fissato per sabato nella bellissima valle Seriana! #malowriter #mauriziolorenzi #rovetta #valleseriana #ilcomunicatore #book #libro #presentazione #presentazionilibri https://www.instagram.com/p/B0nGkxZozF6/?igshid=1pqugmhezpz3d
“Io ho perso non solo la guerra, ma la mia città, la mia Dalmazia. Avevo giurato di vincere o di morire. Una guerra si può perdere, ma con onore, non servendo ed ossequiando il nemico. Noi non abbiamo tradito! Viva il Duce, viva l’Italia!”. Tenente Giuseppe Mazzoni 1^ Legione M d’Assalto “Tagliamento” della G.N.R.
Siamo all’indomani del 25 aprile 1945 data convenzionalmente fissata come giorno dell’insurrezione generale delle forze partigiane. I tedeschi sono in ritirata verso quello che rimane del Terzo Reich e le forze molto consistenti ancora in armi della Repubblica Sociale si ritrovano senza ordini e con il dilemma su cosa fare. Resistere in armi in attesa di consegnarsi ai comandi alleati, sbandarsi o consegnarsi alle forze partigiane che promettono salva la vita, ma che come vedremo in seguito faranno tutto l’opposto.
Siamo nella bergamasca, è il 26 aprile 1945 un plotone della 6ª Compagnia della Legione Tagliamento di presidio al Passo della Presolana, al quale si aggiungono alcuni militi della 5ª, sentite le notizie della disfatta tedesca decise, malgrado la contrarietà di alcuni, di arrendersi, sollecitato in tal senso anche dal Franceschetti, proprietario dell’albergo che ospitava i militi e si dirige verso Clusone.
Si trattava di un reparto composto da 47 militi comandati dal giovane S.Ten. Panzanelli di 22 anni, appartenente alla 1ª Legione M d’Assalto “Tagliamento” della Guardia Nazionale Repubblicana che si era distinto per la ferocia con cui aveva condotto la lotta anti partigiana. Giunti nei pressi di Rovetta intavolarono trattative con il locale C.L.N. che promise un trattamento conforme alle convenzioni internazionali. Deposte le armi, furono alloggiati nelle locali scuole elementari. Il prete del luogo, Don Giuseppe Bravi, era anche segretario del C.L.N. locale e garantiva il rispetto degli accordi.
Questo comitato CLN si era autoproclamato tale, non aveva poteri effettivi e le sue garanzie non avevano alcun valore, cosa che il Panzanelli non sapeva. I militi, lasciate le armi, vennero trasferiti nei locali delle scuole elementari del paese in attesa di essere consegnati alle autorità del Regno del Sud o agli eserciti regolari degli Alleati. Erano giorni concitati, giorni di vendetta in cui nessuna garanzia valeva, erano giorni da far west in cui improvvisati giustizieri mietevano vittime in nome di una giustizia che colpiva senza nessun processo.
Fu così che il 28 giunsero a Rovetta, due camion di partigiani provenienti da Lovere, questi si appartenenti al C.L.N. che avevano saputo della presenza dei prigionieri e arrivati in paese chiesero brutalmente la consegna dei prigionieri. Nessuno poteva e forse voleva opporsi, pur sapendo a quale destino i ragazzi, ricordiamoci che andavano da un età di 15 a un massimo di 22 anni, andavano incontro.
Il sottotenente Panzanelli esibì inutilmente la copia dell’atto di resa, che fu fatto a pezzi. Chiese ancora che fosse lui e lui solo a pagare, e sollecitò per i suoi soldati un trattamento equo così come previsto dai patti sottoscritti, ma tutto fu inutile. Dovette così raccogliere dignitosamente gli occhiali e avviarsi al suo crudele destino ; fu fatto poi seguire, divisi a piccoli gruppetti, dai suoi soldati. Don Bravi protestò energicamente solo quando i partigiani gli dissero che avrebbero fucilato i militari conto il muro della chiesa, dicendo che glielo avrebbero sporcato, e per il resto subì e fu parzialmente acquiescente.
Merico Zuccari comandante della Tagliamento con Mussolini
Anche lui si rimangiò la parola: l’importante, per lui, era l’aver scongiurato una futura sconsacrazione della parrocchiale, e tanto gli bastava in quel momento. Cosi dopo feroci maltrattamenti, 43 di loro (uno, Fernando Caciolo, della 5ª Cmp, sedicenne di Anagni, riuscì a fuggire e tre giovanissimi, Chiarotti Cesare, 1931, di Milano, Ausili Enzo, 1928, di Roma e Bricco Sergio, 1929, di Como, vennero risparmiati) vennero condotti presso il cimitero di Rovetta e qui fucilati. Ben 28 di loro avevano meno di 20 anni. L’ultimo ad essere ucciso, dopo aver assistito alla morte di tutti i camerati, fu il Vice brigadiere Giuseppe Mancini, figlio di Edvige Mussolini sorella del Duce.
Dopo la guerra alcuni di quei partigiani ritenuti responsabili della strage furono individuati e processati. Ma la sentenza fu di non luogo a procedere in forza del Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 194 del 12 aprile 1945, firmato da Umberto di Savoia, che in un unico articolo dichiarava non punibili le azioni partigiane di qualsiasi tipo perché da considerarsi “azioni di guerra”.
Fu, cioè, dalla viltà dei giudici, considerata azione di guerra legittima anche il massacro di prigionieri inermi compiuta, per giunta, quando la guerra era ormai terminata. Sotto riportiamo elenco dei 43 legionari della TAGLIAMENTO fucilati.
ANDRISANO Fernando, anni 22 AVERSA Antonio, anni 19 BALSAMO Vincenzo, anni 17 BANCI Carlo, anni 15 BETTINESCHI Fiorino, anni 18 BULGARELLI Alfredo, anni 18 CARSANIGA Bartolomeo Valerio, anni 21 CAVAGNA Carlo, anni 19 CRISTINI Fernando, anni 21 DELL’ARMI Silvano, anni 16 DILZENI Bruno, anni 20 FERLAN Romano, anni 18 FONTANA Antonio, anni 20 FONTANA Vincenzo, anni 18 FORESTI Giuseppe, anni 18 FRAIA Bruno, anni 19 GALLOZZI Ferruccio, anni 19 GAROFALO Francesco, anni 19 GERRA Giovanni, anni 18 GIORGI Mario, anni 16 GRIPPAUDO Balilla, anni 20 LAGNA Franco, anni 17 MARINO Enrico, anni 20 MANCINI Giuseppe, anni 20 MARTINELLI Giovanni, anni 20 PANZANELLI Roberto, anni 22 PENNACCHIO Stefano, anni 18 PIELUCCI Mario, anni 17 PIOVATICCI Guido, anni 17 PIZZITUTTI Alfredo, anni 17 PORCARELLI Alvaro, anni 20 RAMPINI Vittorio, anni 19 RANDI Giuseppe, anni 18 RANDI Mario, anni 16 RASI Sergio, anni 17 SOLARI Ettore, anni 20 TAFFORELLI Bruno, anni 21 TERRANERA Italo, anni 19 UCCELLINI Pietro, anni 19 UMENA Luigi, anni 20 VILLA Carlo, anni 19 ZARELLI Aldo, anni 21 ZOLLI Franco, anni 16
28 aprile 1945, l’eccidio di Rovetta “Io ho perso non solo la guerra, ma la mia città, la mia Dalmazia. Avevo giurato di vincere o di morire.
#lifeland #rovetta #stefanopain #bergamo
askinkypiranha((Uh-oh, looks like Rovetta got drunk as hell as a comping mechanism and she’s giving him a piece of her mind, though not all of it makes total sense. That’s what happens when you drunk, guys.))
((The King doing his classic ‘no pouting’ rule coming in, pinching and pulling cheeks.))
((Oh, that’s it, this freak is gonna-!))
((???))
((If you ever wanted a more detailed version of the King....well, here you go.))
((Oh boy, Rerun’s behind this. What, did he spike her drink or something?!))