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troppo? troppo poco?
che forse potrei meritarla anch'io la felicità
♠️_È sabato sera e il tempo sembra sospeso tra due respiri...
La luce è dolce e il mondo sembra stanco di scappare.
C'è un silenzio denso nell'aria, come una promessa non detta.
Stasera non chiede nulla, solo di essere.
Di lasciare che il giorno svanisca senza fretta,di sentire il tuo battito, i tuoi pensieri, il desiderio che si deposita silenzioso.
C'è qualcosa di sacro nel modo in cui la notte ti deposita dentro di te, come se l'universo ti ricordasse che tutto ciò che è vivo respira di desiderio, di silenzio, di luce...🖤🌹
©️Licaonia Lupe
…infinita voglia di connessioni profonde❤️🔥
La sicula.
Era buona, oltre che bella.
Soprattutto buona.
Una semplice pasta e broccoli, con 8 kili di Grana.
In un sabato sera Sanremese.
C’è una cosa che solo due mani, di due persone, sanno fare alla perfezione: incastrarsi.
Non è questione di misure prese con il metro, di dita lunghe uguali o palmi identici. È un incastro silenzioso, quasi inspiegabile, come se le dita avessero già provato mille volte quella posizione in vite precedenti. Quando si intrecciano non c’è spazio per l’aria, per il dubbio, per il freddo. Diventano una cosa sola, solida, un nodo che tiene insieme il mondo.
Quelle dita lì non erano solo dita. Erano il modo in cui le nostre anime si riconoscevano senza bisogno di parole. Cuori che si cercavano da sempre e finalmente trovavano la presa giusta, quella che dice: “Ora non cadiamo più, non da soli almeno”.
Le nostre vite si legavano in quel gesto semplice, come radici che si incontrano sottoterra e decidono di crescere insieme, anche quando il vento sopra fa finta di niente.
Adesso è sabato notte, le strade di Bergamo sono vuote, l’aria pizzica le nocche.
Le mie mani sono fredde, troppo libere, troppo inutili. Cercano un calore che non arriva più, un incastro che non si riforma.
Eppure lo sento ancora, quel fantasma di dita che si chiudono sulle mie, quel calore che saliva dal palmo e scendeva dritto dentro il petto, come se qualcuno avesse acceso una piccola stufa proprio lì, dove batteva troppo forte.
Mi manca quella presa che dava vita.
Mi manca sapere che esisteva un posto esatto, preciso, dove le mie mani non erano sole al mondo.
Se chiudo gli occhi, per un attimo, le sento ancora.
E per un attimo, il freddo sembra un po’ meno vero.
Buona notte, a chi ha mai avuto mani che sapevano incastrarsi così bene da far sembrare possibile l’eternità.