Genesi secondo Koba
La creazione della Terra, della vita e dei suoi abitanti... Allora, che dire, che dire: io ero là, non scherzo. Sui libri c'è scritta una cosa, le religioni dicono altro (nel dubbio, sono tutte stronzate). La verità? Nessun umano può saperlo perché nessun umano era lì. Come sempre, la loro arroganza non conosce limiti (e detto da un obscurius sarebbe un complimento se non stessimo parlando di esseri diversamente evoluti: e male, se posso permettermi).
Tutto ciò che ricordo è solo una luce, più abbagliante del sole e più calda del fuoco, più bella di ogni meraviglia degna di essere definita tale. E poi? Sinceramente? È tutto confuso. È passato veramente tanto tempo, io ero giovane ed aitante (e sono invecchiato bene come il vino, se posso permettermi) e la Terra non aveva padroni bensì abitanti, di ogni tipo e dimensione: dai cieli più alti al mare più profondo. I colori erano diversi, l'aria era diversa, l'acqua pure. Tutto aveva un aspetto più naturale, senza torri di metallo o lo smog che ti si infila sotto i vestiti, nelle narici, sotto pelle... Vorrei incolpare l'uomo di tutti i mali che sono capitati a questa palla fluttuante in un universo infinito (Madre mia che poeta, soprattuto modesto) e posso farlo, perché altrimenti non sarei io. Camminando su questa Terra in mezzo agli umani mi rendo conto che alcuni di loro (troppi pochi per dargliene merito) cercano di recuperare le loro origini, le loro radici in un mondo dove la carta (che viene sempre dagli alberi) vale più della pianta stessa che appare insignificante, davanti al minuscolo uomo con l'ego gigantesco. Aaah ma non temete, la mia Lei sa difendersi: perché pensate che gli uragani prendano nomi femminili? Perché nascosto da qualche parte dentro di sé l'essere umano sa (oh, se lo sa) che l'entità che poteva dargli la vita (e che gliela può togliere) non poteva altro che rispondere al nome di "Lei" A voi, che ve ne siete accorti, batto le mani con sufficienza; per chi si ostina a voler avere a che fare con forze più grandi di lui... proverei pietà, ma non è nel mio stile. Ora me ne andrò, uscirò dalla finestra e mi farò un bel volo in notturna, lasciando i vostri cervellini ad oliare gli ingranaggi. Se entro mattina avrete tratto le vostre conclusioni, bene. Se così non dovesse essere, beh, non stupitevi. Il Velo e i suoi abitanti non sono per tutti, specie per chi ha perso le proprie radici tempo addietro.
Che la Luna possa farti da guida, facendoti ricongiungere con Lei, la mia adorata.
-Koba
















