Panic on the pitch of Salionze
Salionze e Colà sono due frazioni rispettivamente di Valeggio sul Mincio e di Lazise: siamo nella profonda pianura veronese tra l'autostrada A4 e il lago di Garda. Salionze e Colà sono separate da una manciata di chilometri, che nel veronese - dove per definizione i suoi abitanti sono tutti matti - può dar vita a quanto di incredibile vi andiamo a raccontare.
Ultima domenica di novembre, pomeriggio uggioso, piove, c'è la nebbia: campionato di Terza Categoria veronese (per capirsi: dieci livelli al di sotto della Serie A, campi dissestati senza tribune, un solo arbitro). Si affrontano per l'appunto Salionze e Colà. I padroni di casa hanno un non invidiabile primato di 10 sconfitte in altrettante gare, il Colà naviga a metà classifica, a nove punti dalla vetta. Piove dicevamo, fa freddino, c'è la nebbia e il campo è una bella poltiglia fangosa: non il massimo effettivamente, ma il dovere chiama, c'è il babbo in tribuna che non si perde una partita, la fidanzata che assiste a questo tormento come più alta dimostrazione d'amore. In poche parole si gioca: la partita non ha storia, il Colà passa in vantaggio dopo dieci minuti di gioco nel primo tempo. Il Salionze in campionato ha una impressionante media di 5 gol fatti e 41 subiti, e come se non bastasse perde Dud per espulsione: l'attaccante dei padroni di casa viene colpito al volto, rimedia un taglio. L'arbitro lascia proseguire. Dud si rialza, esprime le sue rimostranze al direttore di gara che gli sventola in faccia un cartellino rosso: il Salionze gioca in dieci. Nella ripresa il divario si allarga, gli ospiti in 10' segnano tre gol e mettono in ghiaccio la partita.
I giocatori del Salionze a questo punto sbroccano: vengono espulsi (oltre a Dud) anche Rapiti, Galluzzo e Cataldo. I padroni di casa restano in 7. E incomincia il pandemonio. Proteste, parole grosse, insulti, spintoni: il direttore di gara, signor Turri, fatica a tenere a bada la situazione anzi, espelle il presidente (e allenatore) dei padroni di casa Alessandro Volontà. Il quale non ci pensa su un secondo e urlando - supponiamo - "muoia Sansone e tutti i filistei" uscendo dal campo ordina allo sparuto manipolo di suoi giocatori (i sette rimasti) di abbandonare con lui la partita. E mentre il Salionze abbandona il campo ecco che arrivano sul terreno di gioco i carabinieri, chiamati a riportare un po' di ordine in questo delirante pomeriggio proprio dal direttore di gara. Il quale, una volta riportata la calma sul terreno di gioco ed aver constatato che i padroni di casa non erano più sul terreno di gioco decide di sospendere la partita al 35' del secondo tempo.
E così, sulle note di una versione rivisitata di Panic degli Smiths, un pomeriggio di ordinaria follia volge al termine.
Panic on the streets of Salionze / I wonder to myself / Could life ever be sane again?