REINCARNAZIONE, ALDILA’ O NULLA?
E poi perché questa ansia di saperlo in fin dei conti?
Perché ogni civiltà si è sempre data così tanto da fare per spiegare il viaggio che compiamo dopo la morte?
Oramai la prassi comune è credere nella re incarnazione, ovvero che la morte non è tutto e che una parte di noi,(quella che ora semplicemente chiamiamo anima) sopravvive e deciderà di tornare in una nuova vita, per evolvere e imparare dai propri errori.
La natura stessa ci ha insegnato che essa non muore mai: dopo l’apparente morte invernale essa torna a rivivere nella primavera. Il Sole non “muore" per sempre con la notte, ma risorge ogni mattina per riscaldarci. La natura ci insegna la ciclicità.
Noi è possibile pensare che faremo qualcosa di simile, in fin dei conti se ci riesce il Sole allora possiamo farlo anche noi in quanto “ogni uomo e ogni donna è una stella” (per citare A. Crowley).
E’ possibile.
Forse molti di noi stanno accettando la re incarnazione perchè è comodo, ci garantisce la continuità dell’Io, lo stesso che però abbiamo cura di dire di essere falso ego.
Ci stanno stretti i dogmi del Cristianesimo ma siamo pronti a accettarne altri senza farci troppe domande. Cerchiamo la soluzione al mistero nelle culture lontane a noi, forse perchè il Cristianesimo ci sta ormai un po’ stretto...
Questo è un tema che deve tenerci svegli la notte a pensare. Abbiamo paura della morte, va bene così, è comprensibile, è umano.
Nel corso dei millenni l’uomo ha cercato sistemi per capire, per svelare ciò che è il mistero della morte.
Abbiamo sistemi, credenze, aldilà più o meno ben descritti.In base alla credenza a cui risuoniamo maggiormente possiamo o ritornare su questa terra o fonderci con l’assoluto.
Può anche esserci la possibilità di sparire per sempre.
Leggiamo libri, seguiamo conferenze e molto altro per sapere cosa avviene dopo, ma nessun libro, nessuna conferenza, nessun insegnamento può e deve svelarci il grande mistero.
Forse la scelta più “spirituale” che possiamo fare non è credere ciecamente in sistemi che ci garantiscono "la sopravvivenza” forse dettati dalla grande paura inconscia di “sparire per sempre” ma accettare che non lo sapremo mai fino all’ultimo. La scelta esoterica e spirituale non deve dare risposte ma insegnare a fare le domande.
Conosco anche io casi ben anche ben documentati di persone che ricordano vite passate fornendo dati dettagliati, e conosco anche storie di contatti con presunti entità che veicolano messaggi da un aldilà.
Ma queste sono le loro storie, le loro esperienze. Ognuno deve fare o non fare le proprie. Non può accontentarsi delle esperienze degli altri. Se dobbiamo trovare noi stessi dobbiamo trovare anche il nostro “aldilà”, il nostro punto in questo mistero. Non possiamo continuare a ingoiare il cibo masticato da altri prima di noi.
Il grande mistero ha il diritto di rimanere tale. Solo il tempo (Chronos o Saturno se esisterà ancora o se avremo deciso che nemmeno esso esisterà più) ne sarà custode. Ognuno di noi avrà diritto di scoprirlo quando sarà ora.
E va bene così...














