3. Padre Petrus. Giochi di potere.
Padre Petrus non aveva più una bella voce, ma si unì volentieri al coro dei fedeli che sanciva la fine della funzione. Dopo che i fedeli si furono ritirati al di fuori della chiesa di San Lucio, attese in un angolo con le braccia conserte mentre gli sgabelli da preghiera venivano riordinati dagli inservienti, dopo di che si diresse verso la canonica immaginando che padre Amadeo fosse pronto a riceverlo. Bussò con le nocche alla porta ma si fece strada senza attendere risposta. L’uomo lo osservò inizialmente distratto, poi focalizzò su di lui ogni sua attenzione. Invitò il vescovo a prendere posto ad un piccolo tavolo al centro della stanza a pianta rettangolare. Nonostante non si trattasse di uno spazio ridotto, la quantità di mobilio e l’assenza di finestre rendeva l’ambiente soffocante.
Padre Amadeo recuperò una bottiglia ed un paio di bicchieri, e si apprestò a servire entrambi.
<Per essere la prima funzione sull’isola, direi che è andata molto bene, non siete d’accordo padre?> la voce del vescovo gracchiò quasi.
<Eccellenza! Sono ancora emozionato! Non mi aspettavo una raccomandazione per questa mia missione, dal Cardinale di Thélème! Come avete fatto a... io...>
Petrus sollevò una mano, mostrando il palmo per arrestare il fiume di parole del giovane sacerdote <sua eccellenza è un uomo che sa essere riconoscente e capisce quando concedere un piccolo favore ad un vecchio amico. È un bene che il suo potere venga riconosciuto anche così lontano da casa.>
Padre Amadeo non sembrò cogliere l'allusione, o semplicemente lasciò correre. Petrus si riteneva soddisfatto di aver appena guadagnato un nuovo contatto, per anni si era mosso così, guadagnando e riscattando un favore alla volta verso la vetta nel vecchio mondo, nel nuovo non avrebbe fatto differenza.
Petrus lasciò che Amadeo gli servisse il vino e perse con lui in chiacchiere che, sebbene non riscattassero per nulla il suo interesse, avevano il pregio di consolidare il suo rapporto con il sacerdote.
Una volta all'esterno il vescovo si diresse verso la taverna. Sebbene San Matheus non fosse grande quanto Hikmet, poteva vantare strade lastricate, una pianta regolare, alte mura protettive ed un enorme porto organizzato in maniera impeccabile, tutti segni che secondo lui dimostravano un maggiore livello di civilizzazione.
In fondo alla via principale vide le guardie in attesa, e quasi annoiate, intente a cercare un riparo dal sole battente del mezzodì. Una giornata come molte altre insomma, che scorreva pigramente inconsapevole delle macchinazioni del vescovo.
Raggiunta la piazza principale, recuperò dalla tasca della cappa un taccuino, e scorse le pagine alla ricerca del prossimo punto della sua agenda <Sua eccellenza Tadeusz ed il ministro Giustino...>
Fece sparire il blocchetto con gesto soddisfatto, che si trasformò in breve in una nota di rimprovero verso sè stesso <Il fatto che abbia dovuto appuntarmelo probabilmente significa che sto diventando troppo vecchio per questo genere di vita.> Con le mani sui fianchi rimase fermo qualche altro istante ad osservare la piazza circondata da negozi ed alimentata da un continuo via vai di coloni o inquisitori dell'Ordo Luminus. Riprese a camminare, accantonando l'idea di concepire un possibile cambio di attitudine, ma decise di trovare il tempo per un piccolo fuori programma, si avvicinò infatti agli uffici destinati all’Inquisizione e si addentrò all’interno, salutando con cenni educati i confratelli che incrociava.
Lì incontrò il neo-eletto inquisitore Aloysius, nel pieno dei suoi studi, almeno a giudicare da come risultava impegnato a leggere alcune liste insieme ad i suoi confratelli.
<Inquisitore> Petrus cercò con un cenno di attirare la sua attenzione <permettete due parole?>
L’uomo lo osservò torvo per qualche istante, non si trattava di un ragazzino, questo era evidente, ma riusciva a risultare ben più vecchio a causa dei tratti tirati e del reticolo di rughe ed imperfezioni che caratterizzavano il suo volto. Probabilmente aveva militato i primi anni da missionario all’interno di qualche lazzaretto, in fondo la Malicore non era certo l’unica piaga ad ammorbare il Vecchio Continente e per molti fedeli era ritenuto un esordio comune per dimostrare la propria fede in San Matheus, un esordio che, tuttavia, lasciava diversi segni e spesso era considerato un pretesto per sentirsi dei “miracolati”.
Aloysius aveva piccoli occhi castani ed un naso aquilino, dettagli che alimentavano la sua aria da rapace. Petrus sorrise con calore e serenità, ben conscio di non avere nulla da temere, data la sua condotta impeccabile.
<Eminenza> concesse quello, con un cenno liquidò i confratelli ma si premurò di nascondere le liste alla vista di Petrus <...la luce rischiari la vostra Via. Come posso esservi utile?>
<A dire il vero passavo di qui, ed ho pensato di cogliere l’occasione di complimentarmi con voi per la vostra nuova nomina. Inoltre speravo di trovare sua Eccellenza Tadeusz.>
Aloysius lo scrutò a lungo prima di rispondere, formalità a parte, il vescovo non gli andava certo a genio, e Petrus non poteva dire che non fosse reciproco.
La risposta scivolò dall’alto, letteralmente, insieme all’attenzione dell’inquisitore <Credo… che sua Eccellenza si trovi nei suoi appartamenti. Il dottore si è caldamente raccomandato affinché riposasse.>
Petrus dovesse fare un grosso sforzo per non compiacersi di questa notizia <Spero che le sue condizioni non siano peggiorate.>
<A dire il vero temo che la sua ulcera sia degenerata a tal punto da impedirgli di camminare a lungo.>
<Oh, ne sono molto dispiaciuto.>
<Sono certo che troverà conforto nella preghiera.> L’inquisitore riprese in mano le sue carte ed aggirò il proprio scrittoio, esaurito l’argomento non si fece troppi problemi a cercare di mettere il vescovo alla porta <Sarei lieto di restare a chiacchierare con voi Eccellenza, ma temo di aver molto lavoro da sbrigare. Immagino possiate comprendere...>
In effetti Petrus aveva ottenuto le informazioni che cercava, non aveva senso restare oltre e rischiare di irritare gli inquisitori per nulla. Colse invece l’occasione di congedarsi esaudendo la richiesta di Aloysius, tra saluti formali ed auguri di repertorio.
Se l’Ordo Luminus avesse riversato in politica una parte del suo zelo religioso avrebbe avuto degli avversari temibili lungo la sua scalata sociale. Per sua fortuna gli inquisitori avevano ben altre mire.
Non gli restò che l’ultimo nome della sua lista, l’ultimo che avrebbe potuto risultare di intralcio quando avrebbe avanzato la sua nomina ad Ambasciatore nei confronti della Madre Cardinale, un posto che aveva deciso di rendere vacante non appena aveva saputo che il Principe d’Orsay aveva inviato il giovane Costantin ed il suo seguito sull’isola per assumere il ruolo di Governatore. Si chiese se avrebbe avuto modo di rivedere anche la figlia dell’isolana, un pensiero che fece dilagare nella sua mente una sequela di dubbi ed emozioni differenti.
Tirò un lungo sospiro e si rimproverò mentalmente per la sua mancanza di concentrazione, certo che se avesse esultato prima del tempo, o fatto un solo passo falso, i suoi obiettivi non sarebbero stati di più che castelli costruiti in aria da una mente troppo creativa.
Un pensiero che dovette mantenere bene a mente, come se si tappasse il naso, quando raggiunta la taverna si fece largo verso il livello inferiore, un postribolo di allibratori e giocatori d’azzardo, che lasciò il posto ad un covo di meretrici quando fece il suo ingresso nella stanza successiva. Anche Thélème aveva le sue luci e le sue ombre, tuttavia Petrus non era certo lieto di mostrarsi in un posto simile.
Un paio di prostitute si fecero avanti per accoglierlo, ma il tenutario le allontanò mandandole verso altri clienti. Lo accolse con discrezione, una dote che Petrus apprezzò sinceramente, così come la scelta di risalire al piano principale e spostarsi verso il retro della taverna.
<Spero che il ministro Giustino abbia apprezzato questa piccola festicciola…>
<Assolutamente padre. Il ragazzo che si è occupato di lui è stato particolarmente zelante nell’accontetare ogni sua richiesta...> rispose l’uomo <...non avrei mai detto che un uomo integerrimo come il ministro preferisce la compagnia maschile a quella femminile.>
Petrus non ne fu affatto sconvolto: aveva già avuto modo di fare le sue ricerche quando aveva pianificato come liberarsi dei possibili candidati più fastidiosi.
<Il messaggio gli è stato riferito?>
<Si è unito giusto questa mattina alla missione diretta verso Wenshaganaw.> il tenutario si grattò il mento, insinuando le unghie sporche sotto la barba scura, un modo come un altro per cercare di dissimulare la cupidigia nel suo sguardo mentre seguiva la mano di Petrus diretta alla cintola, da cui recuperò una scarsella che abbandonò al centro del tavolo, con un tintinnio eloquente proveniente dal suo interno.
Il tenutario non perse tempo, raccolse la scarsella e si accomodò meglio per mettersi a contare le monete.
<Ma ditemi, come facevate a saperlo?>
<Immaginavo soltanto che l’idea che la Madre Cardinale ricevesse le prove della sua perversione lo avrebbe aiutato a ritrovare la sua vocazione.> Fu la risposta del vescovo, innocente e… distratta, come se l’argomento non avesse importanza.
Concesse all’uomo il tempo necessario a contare tutte le monete, Petrus non potè fare a meno di provare un certo disgusto: il ministro si era rovinato con le sue stesse mani, ma erano stati sufficienti sei pezzi d’oro e dieci d’argento per convincere il tenutario a vendere a chiunque un uomo che per lungo tempo era stato un’autorità a San Matheus.
<Ci sono tutti.> confermò il tenutario con un sorriso soddisfatto, Petrus rispose con un cenno soddisfatto, mentre quello continuò <Posso dire, padre, che fare affari con voi è stato molto... piacevole.>
Petrus si alzò dalla seduta che aveva occupato, senza fretta, ma si sentì in dovere di mettere un freno all’avarizia dell’uomo, per dissuaderlo dall’idea di mettere un prezzo anche sulla sua testa.
<Sarà pure proficuo, se continuerete a fare affari con me, e non su di me.>
L’uomo ridacchiò, il messaggio era arrivato dove doveva arrivare, questo Petrus lo comprese grazie al silenzio che lo scortò sino alla porta.








