Tre domande sul destino a Massimo Rainer, Sara Bilotti e Romano De Marco
1. Cos’è il destino secondo te?
Un insieme di circostanze che noi stessi riteniamo tali perché, a volte, non abbiamo la lucidità di analizzare i fatti. In realtà, eventi naturali catastrofici a parte, niente avviene per caso e tutto è determinato dalle nostre azioni e scelte.
2. Ci credi alla sfortuna e alla fortuna?
No, credo che ci meritiamo sempre quanto ci accade. Siamo noi che ci costruiamo la nostra vita e chi interagisce con noi fa parte delle nostre scelte, anche quando le sue ci danneggiano.
3. Ci racconti un episodio in cui ti è sembrato che la sfortuna ti avesse colpito senza pietà?
Ci penso e ci ripenso ma non mi sovviene. Sono un uomo fortunato, evidentemente.
Massimo Rainer è un avvocato milanese che scrive sotto pseudonimo. Nel 2007 ha pubblicato "Rosso Italiano" con Barbera editore e nel 2011 “Chiamami Buio” con Todaro Editore.
1. Cos'è il destino secondo te?
Quello che molti chiamano destino, io la chiamo predisposizione. Una sorta di impronta genetica che determina il nostro atteggiamento generale nei confronti della vita, e condiziona gli eventi in base alle reazioni degli altri ai nostri comportamenti istintivi.
2. Ci credi alla fortuna e alla sfortuna?
No. Credo nel ruolo fondamentale che ha il caso nelle nostre vite, non al fatto che una persona sia più o meno fortunata.
3. Ci racconti un episodio in cui ti è sembrato che la sfortuna ti avesse colpito senza pietà?
Qualche anno fa, nel giro di pochi giorni ho perso il lavoro, i miei genitori sono andati a vivere lontano, e una moltitudine di problemi di varia natura saltavano fuori come funghi. Ma non la chiamerei sfortuna: il caso ha generato il caos, mettendomi contemporaneamente di fronte a una serie di situazioni difficili da gestire.
Sara Bilotti è nata a Napoli, dove vive. Diplomata in danza classica, ha compiuto studi linguistici e filologici. Ha scritto “Nella carne” (Termidoro Edizioni, 2012).
1. Cos’è il destino secondo te?
È una equazione matematica formata dalla somma dei nostri sbagli meno tutto ciò che di buono siamo riusciti a portare a termine nella vita.
2. Ci credi alla sfortuna e alla fortuna?
Beh, è innegabile che a volte le cose potrebbero andare diversamente, nel bene e nel male, se non fosse per dei piccoli, trascurabili particolari. Diciamo che, in genere, siamo portati a dare per scontati i particolari e le situazioni che ci arrecano benefici e ad enfatizzare quelli che ci penalizzano. Per questo è frequente parlare di sfortuna per se stessi e fortuna altrui, molto meno il contrario.
3. Ci racconti un episodio in cui ti è sembrato che la sfortuna ti avesse colpito senza pietà?
Per non smentire quanto affermato sopra, direi che la casistica è quanto mai ampia. Dovendo citare un singolo caso, la peggiore sfortuna che mi sia capitata è stata di innamorarmi perdutamente, a vent’anni, di una donna che mi ha rovinato gran parte della vita. Per fortuna, poi, il destino (ovvero quella equazione di cui sopra…) ti ripaga sempre. Nel mio caso si è riscattato facendomi incontrare la mia attuale compagna.
Tra critica e narrativa, Romano De Marco ha scritto diversi romanzi. L’ultimo è “Ferro e Fuoco” (già Giallo Mondadori, ora ripubblicato Pendragon). Sempre per Pendragon, a fine anno uscirà “Codice di Ferro”.