I SATANASSI
Un po' di ricerca sul mio cognome mi ha portato a diversi “Satanassi” coinvolti nella guerra di Liberazione in Romagna. Tra i partigiani dell’8° Brigata Garibaldi c’era Angelo Satanassi, detto ‘Leone’, di Santa Sofia, commissario di distaccamento che diventerà sindaco di Forlì; poi Aurelio detto ‘Fresi’, manovale di Civitella; Dante, barbiere e staffetta di Sarsina; Giovanni detto ‘Gianni’, membro del CLN di Sarsina e ferito in uno scontro coi tedeschi durante l’occupazione del paese; poi Tarcisio detto ‘Lama Mora’, commerciante sempre di Sarsina e capo squadra; e infine Stefano Satanassi di Civitella, catturato durante il rastrellamento d'agosto e deportato in Germania. Per diverso tempo fu dato per disperso. Morì, forse sotto un bombardamento, nel campo di Wanne-Eickel. Riposa nel cimitero italiano di Francoforte. Tra i morti per mano tedesca risulta anche il 78enne Giovanni Maria Satanassi detto ‘Zanmaria’, del podere Torto di Sotto, colpito da un cecchino mentre pascolava le pecore. Riuscì a tornare a casa dove morì dissanguato. La moglie e i proprietari del podere, rimasti a vegliare il corpo, furono raggiunti e uccisi dai tedeschi e la casa incendiata. Un Satanassi Dario di Sarsina risulta anche in un bollettino dell'8 Brigata in data 31 ottobre ’44, il quale "informa che i nuclei di partigiani locali dell'8° Brigata continuano l'operazione verso Forlì.” Credo fosse il padre di uno dei partigiani già nominati. Anche il partigiano Sergio Giammarchi ricordò di un amico, Giovanni Satanassi di Forlì, che lo presentò ad Adriano Casadei prima di raggiungere Corbari. Giammarchi diede proprio a Giovanni il compito di informare la madre che sarebbe andato in montagna. L’immagine ritrae invece un gruppo di partigiani stranieri in zona Biserno. La foto fu scattata da Edwige Satanassi, di cui non so nulla.











