coinquilina annuncia che la sua compagna praticamente l’ha costretta ad andare all’ikea, le dico, che cosa curiosa ti volevo chiedere di accompagnarmici proprio domani, per cosa, per prendere delle cose, perché in camera mia ho poco spazio e gestito malissimo, avrei bisogno di almeno una scarpiera e un appendiabiti da muro, inoltre vorrei una libreria e un nuovo cesto per i panni sporchi, mi dice, mandami i link no e te li compro, improvvisamente mi si illumina il cervello, così vado sul sito di ikea e inizio a scegliere tutto, penso, e se al posto della libreria comprassi degli scaffali tipo magazzino, fa scena, gli appendi abiti sono quasi tutti terrificanti e non riesco a sceglierne uno, alla fine le mando tutti i link, lei va all’ikea ma a causa del fatto che l’attaccapanni non è disponibile, che la libreria non entra in macchina, alla fine mi compra solo la scarpiera (il cesto per i panni non gliel’ho più chiesto). a questa combinazione sfortunata di eventi si aggiunge il fatto che ora internet sa che cerco una libreria e mi bombarda di pubblicità di librerie, ne vedo una bellissima, mi immagino una parete ricoperta di questa libreria bellissima, per curiosità vedo il prezzo, cinquemila euro, PRCD, però è bella, morale della favola ho una scarpiera in più e la testa piena di desideri per una casa tutta mia, mi immagino dover comprare tutto daccapo con la sensazione elettrizzante di comprare qualcosa di tuo, per te, che ti rimarrà per anni, ogni posata, ogni ciotola, ogni piatto, passerei una settimana a studiarmi le piante per capire quali comprare, le lampade (tutte calde), il divano, le tovaglie, i quadri, sono una persona minimalista attorno voglio soltanto il minimo indispensabile, tutto in ordine, nel mio ordine, sistemato, a portata di mano, in questi giorni penso che non ho affatto la vita che pensavo avrei avuto alla mia età, sono infelice, mi sento solo, di quella solitudine brutta in cui i pensieri germogliano dentro e appassiscono perché non ho nessuno a cui dirli, inseguo un pomeriggio sereno, combatto il malumore, cerco stabilità nella consapevolezza che la mia vita è instabile, un lavoro che non vorrei fare a vita, una casa anzi una stanza in affitto, allora tutto diventa più ingestibile, a parte in quei rari momenti in cui cerco di mettere un poco di ordine nella mia vita: oggi inizio da una scarpiera













