Soffiò in tutto il Mezzogiorno un vento di morte, delazione e ricatto che non bastò per eliminare i ribelli: molti di loro venivano da un mondo duro e senza speranza ed erano abbastanza fatalisti e feroci per reggere quella sporca guerra; serbavano la memoria, tramandata dai racconti dei vecchi, degli eccidi e delle rappresaglie compiuti dai francesi, delle stragi di Laurìa e di Pedace, dei decreti di Manhés, delle sue sanguinose operazioni di polizia militare, cioè delle sue mattanze. Il progresso con i cafoni del Sud non era mai stato tenero, spesso aveva affrontato la diffidenza contadina più con la critica delle armi che con le armi della critica.
Salvatore Scarpino, La guerra 'cafona’ - Il brigantaggio meridionale contro lo Stato unitario, Boroli editore, 2005; p. 42