Sulle community (parte 1)
Prima di essere una fitta rete di macchine, internet è una rete umana: non è più possibile considerare i rapporti umani all’interno di un gruppo di persone senza tener conto delle loro interazioni sul web. Non è dunque sbagliato considerarlo come una società alternativa e parallela a quella reale connessa orizzontalmente con essa, ciò che succede fuori da internet influenza ciò che accade dentro e viceversa. Questo fenomeno di integrazione tra questi due aspetti della vita viene spesso visto come negativo da chi lo osserva dall’esterno per paura che il mondo reale venga inglobato dal quello digitale e che si smetta di vivere. Questa paura non è del tutto infondata; non è raro che -soprattutto tra i giovani e i giovanissimi- troppe energie vengano assorbite dalla realtà virtuale e che ci si trovi in una situazione di squilibrio che rischia di ripercuotersi sulla giovane psiche in formazione. Non devo essere io a specificare quali siano le difficoltà che si presentano durante l’adolescenza e come, a differenza di come si faceva fino alla prima metà del ‘900, sia diventato necessario per la società affrontare l’argomento; internet ha offerto a tutti questi ragazzi una via di fuga più economica e sicura di alcol e droghe. Nonostante ciò, ritengo che sia improbabile se non impossibile assistere nel prossimo futuro ad una prevaricazione del mondo virtuale su quello reale principalmente perché l’essere umano ha l’intrinseco bisogno d’entrare in contatto (fisico, sonoro o ottico) con un gran numero di suoi simili. Finché non sarà possibile sostituire in modo esaustivo questi tipi di contatti non c’è da temere per uno scivolamento della società nel web.
Detto questo, lo stretto legame tra società fisica e società virtuale è di perse inevitabile: entrambe sono composte dalle stesse persone, ergo le meccaniche di base sono le medesime, ma le regole sono diverse; un esempio banale. Giocando a calcio in un campo da undici o farlo al computer, l’obbiettivo sarà sempre calciare la palla in rete e si sfrutteranno le leggi della fisica nel farlo, ma nel primo caso si utilizzerà la propria persona materiale, nel secondo si comanderà una striscia di dati e via dicendo. È dunque impossibile che il rapporto tra due individui sul web non influenzi il loro rapporto all’esterno di esso dato che, in effetti, si sviluppano allo stesso modo.
All’interno di un gruppo di individui, accomunati da determinate caratteristiche, che interagiscono in uno o più siti -detto community- si potranno osservare alcune analogie con ciò che accade nella realtà, ma spesso i risultati non saranno i medesimi. La principale differenza risiede nella non empatia con l’interlocutore telematico; specialmente nei soggetti digitalmente immaturi, si tende a non considerare come umani gli individui con cui ci si rapporta, ma solo come profili o entità astratte. Questo particolare fattore va a rivoltare completamente l’etichetta delle community più mature dove è fondamentale conoscere questo aspetto per evitare di finire completamente estraniati dai discorsi.