ventidue gennaio duemilaventi
Come Napoli
che poi era come napoli.
una realtà cruda, quasi cattiva.
in lui c’era la bellezza e la profondità del mare, il sole tutto e il timore di un’esplosione.
era bello come napoli.
di quella bellezza che ti lascia basita, quella bellezza che stenti a credere.
stenti a credere che, sebbene la difficoltà, la bellezza esiste anche qui. anche in lui.
era dolce come napoli.
come le passeggiate per la città, le bibite fresche ai chioschi del lungomare.
come i sorrisi che ti regalano le persone nei vicoletti piccoli e caratteristici.
era proprio come napoli.
le sigarette scroccate e le birre a un euro e cinquanta.
come la pizza fritta a un euro, quando muori di fame e hai solo un euro.
come il caffè al bar con le tue amiche in un pomeriggio soleggiato.
era proprio come napoli.













