“L’anima la si ha ogni tanto, nessuno la ha di continuo, per sempre. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, possono passare senza di lei. A volte nidifica un pò più a lungo, sole in estasi e paura dell’infanzia, a volte solo nello stupore dell’essere vecchi. Di rado ci da’ una mano in occupazioni faticose, come spostare mobili, portare valige o percorrere le strade con scarpe strette, quando si compilano moduli, si trita la carne, di regola ha il suo giorno libero. Su mille nostre conversazioni partecipa ad una, ed anche a questo non necessariamente, poiché preferisce il silenzio, quando il corpo comincia a dolerci e dolerci, smonta di turno, alla chetichella, è schifiltosa, non le piace vederci nella folla, il nostro lottare per un vantaggio qualunque e lo strepito degli affari, la disgusta, gioia e tristezza non sono per lei due sentimenti diversi, è presente accanto a noi solo quando essi sono uniti. Possiamo contare su di lei quando non siamo sicuri di niente e curiosi di tutto, tra gli oggetti materiali le piacciono gli orologi a pendolo e gli specchi, che lavorano con zelo anche quando nessuno guarda. Non dice da dove viene e quando sparirà di nuovo, ma aspetta chiaramente simili domande. Si direbbe che così come lei a noi, anche noi siamo necessari a lei, per qualcosa.“ Wislawa Szymborska