“Ci pensa il mare a perdonare i nostri inverni”
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“Ci pensa il mare a perdonare i nostri inverni”
Mi piace conoscere qualcuno di nuovo. A inizio serata c’è la massima diffidenza e non sai come comportarti, alle 2 di notte sai già metà della sua vita e ti stupisci per l’ennesima volta che l’apparenza inganna.
Riepilogo di settembre
Ho passato molto tempo a domandarmi come avrei gestito questo aggiornamento, ma alla fine è arrivato senza che mi fossi decisa, perciò credo che mi lascerò guidare dal momento e improvviserò.
Ultimamente sentivo che il mio sistema degli obiettivi mensili non funzionava più: riuscivo a raggiungerli sempre più di rado e questi riepiloghi sembravano diventati una lista deprimente di cose che avrei potuto fare ma che non avevo fatto. Per questo ho deciso che nei prossimi mesi sperimenterò diversi formati. Per il riepilogo di oggi, invece di concentrarmi su quello che avrei voluto/dovuto fare questo mese, mi concentrerò su quello che ho fatto, nel modo più organico e naturale possibile.
Quindi ecco cosa c’è stato di nuovo questo mese.
Ho fatto molto brainstorming per la mia sitcom: a marzo, mentre lavoravo in un’agenzia di marketing, ho avuto il primo abbozzo d’idea per una sitcom e dopo un paio di mesi di indecisione, a giugno ho deciso di cominciare a lavorarci. Questo mese aver ripreso a lavorare per la stessa società mi ha fatto tornare l’ispirazione, così ho buttato giù diverse idee per i personaggi, il tema, i conflitti principali e alcune trame di episodio. Nonostante sia molto lontano da ciò a cui lavoro di solito, questo progetto mi sta appassionando parecchio ed è probabile che me ne sentirete parlare di nuovo nel prossimo futuro.
Ho cominciato un nuovo racconto: sì, lo so, sto tradendo Cacciatori di streghe, ma credo che, in questo periodo in cui faccio così tanta fatica a trovare il tempo e le energie per scrivere, avere più progetti a cui dedicarmi a seconda dell’ispirazione del momento sia la cosa migliore per me. Questo racconto è frutto di un’idea (assurda) che ho avuto diverso tempo fa: scrivere un racconto distopico ambientato nell’universo dei Teletubbies. Soltanto a dire una cosa del genere mi sento scema, ma pensateci solo per un momento: il faccione del bambino nel sole, che osserva ininterrottamente gli abitanti di questo mondo e pretende che lo intrattengano per il suo diletto, non vi comunica brividi orwelliani? Comunque, una mattina l’incipit si è presentato da me con l’urgenza di essere scritto, e così ho fatto. Continuerò a scriverlo? Non ne ho davvero idea, ma il racconto è lì che mi aspetta e se l’ispirazione dovesse colpire di nuovo, perché no?
Ho lavorato all’outline de La casa delle maschere: non tanto quanto avrei voluto, ma l’ho fatto. Ho letto alcuni libri sulla storia della psicologia e della psichiatria per assicurarmi che le ricerche di Eva e del professore non fossero troppo anacronistiche per l’epoca e ho schematizzato una buona parte del primo atto. Ho ancora moltissime cose da fare e questo mese di lavoro e università da pendolare mi ha fatto rendere conto di due cose: la prima è che non riuscirò ad avere un’outline pronta per il primo novembre; la seconda è che voglio dedicare a questa stesura tutta l’attenzione e la cura di cui ha bisogno. Non voglio (né, avendo così poco tempo a disposizione, posso permettermi di) affrettare il processo di riscrittura, e questo mi ha portato a un’altra realizzazione...
Ho deciso che quest’anno non parteciperò al NaNoWriMo: è stata una decisione terribile. Ho dovuto fare i conti con la mia testardaggine e con la paura di non essere in grado di lavorare con costanza a un progetto al di fuori del NaNo, ma una volta affrontato e superato il lutto, mi sono sentita libera. Il NaNo è un’esperienza utile e meravigliosa, ma al momento non si concilia né con il mio stile di vita, né con le esigenze del mio libro. Devo trovare il modo di farcela da sola e scrivere Lcdm al ritmo di cui ho bisogno. Sarà difficile, ma forse è ciò che serve per farmi crescere come scrittrice. Mi dispiace di non potermi unire a coloro che parteciperanno: il mio cuore sarà con voi per tutto il mese e mi troverete sempre qui, pronta a incoraggiarvi. Magari il prossimo anno mi troverò in una situazione diversa e potrò partecipare, ma per il 2018 penso che la cosa migliore sia fare un bel respiro e tirarmi indietro.
Questo è tutto per quanto riguarda la scrittura; per il resto, come avete forse intuito, ho ripreso a lavorare e ho ricominciato l’università dopo due anni di pausa. Studiare mi mancava moltissimo: è una parte importante di quello che sono e forse è anche uno dei motivi per cui mi piace tanto scrivere.
Per il momento non ho altro da aggiungere: spero di non aver blaterato troppo. A presto!
--Silvia
Sono belli questi ultimi giorni di settembre, sono tiepidi e pieni di promesse.
Mi piace ricominciare yoga, è un bel modo di volersi bene.
niente da aggiungere
Riepilogo di agosto
Questo è stato l’agosto più strano che io ricordi: è come se l’estate fosse durata un mese in meno e questo agosto fosse stato una specie di settembre in incognito. Con la differenza che di solito adoro settembre, mentre questo pseudoagosto è stato breve e impegnativo. Non ho raggiunto quasi nessuno dei miei obiettivi legati alla scrittura e inizio a dubitare che il mio sistema degli obiettivi mensili giovi davvero alla mia produttività. Sto pensando di sostituirlo con qualcos’altro, ma non saprei cosa. I suggerimenti sono bene accetti. :P
Obiettivi di agosto: cosa sono riuscita a fare
1) Scrivere la prima stesura di Cacciatori di streghe
Non riesco a credere di averlo di nuovo rimandato per quasi un mese, eppure l’ho fatto. Soltanto negli ultimi giorni mi sono costretta a lavorarci seriamente. Ho cominciato (dolorosamente) la prima stesura e ho sentito il peso di ogni mese in cui non ho scritto niente di nuovo. Credo di aver buttato giù poco più di 300 parole, ma in compenso ne ho scritte diverse migliaia tra annotazioni e ricerca.
2) Cominciare l’outline de La casa delle maschere
Per questo non ho scusanti. Ho ignorato Lcdm per quasi tutto il mese, aspettando l’occasione giusta per potergli dedicare tutta la mia attenzione, ma si sa che le occasioni non si presentano mai da sole, perciò sono arrivata alla fine di agosto senza neanche aver cominciato l’outline. Dato che la nuova outline deve essere pronta per il NaNoWriMo, nei prossimi due mesi sarà il mio progetto principale. In compenso il mio fidanzato ha cominciato a comporre i temi di alcuni dei personaggi e questa cosa mi manda in visibilio. *_*
3) Finire il testo di The Winter Song
Credo che la maggior parte delle mie energie di questo mese sia stata prosciugata da questo testo: è stata una questione di orgoglio personale, altrimenti avrei lasciato perdere molto prima, ma anche se è stato frustrante e doloroso come cavarsi un dente senza anestesia, almeno posso dire di avercela fatta. Non posso dire invece che il risultato mi faccia impazzire, ma dopo diverse revisioni è comunque migliore di com’era all’inizio. Il processo di scrittura non è stato affatto semplice e spensierato come quello della mia prima canzone e di questo sono dispiaciuta, perché credo che sia dipeso dalla mia pretesa di fare qualcosa di “bello” invece di creare e basta. Le mie aspettative erano troppo alte ed era inevitabile che le deludessi. Come dicono in inglese, I set myself up for failure. Spero che almeno averlo riconosciuto mi aiuti per il futuro.
4) Leggere almeno due libri
Se c’è stato un obiettivo che ho pienamente realizzato, è stato questo. Sto cercando di leggere di più e ho anche preso l’abitudine di puntare la sveglia mezz’ora prima per leggere un capitolo ogni mattina. Questo mese ho letto Women in Pants, un bellissimo saggio sulla storia delle donne in abiti maschili, Il regalo più grande di Philip Van Doren Stern (anche se non so se considerarlo un “libro”, dato che in effetti si tratta del racconto da cui è stato ispirato uno dei miei film preferiti, La vita è meravigliosa), Il collezionista di ossa di Jeffery Deaver e L’unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr.
Obiettivi di settembre:
Scrivere la nuova outline de La casa delle maschere
Finire la prima stesura di Cacciatori di streghe
Leggere almeno due libri
Per il momento preferisco fissare un numero minore di obiettivi, sperando di riuscire a concentrare le forze per realizzarli, ma nei mesi futuri forse opterò per un nuovo sistema.
L’Islanda mi ha lasciato la nostalgia dei suoi colori, la consapevolezza che si può vivere con se stessi e pochi altri, che la natura è una potenza. Sentirsi vivi non è solo un modo di dire.
Catania