下次換我當風箏 只要飛就好了 拉緊或鬆都讓他去擔心吧 #settimana5
seen from Belarus

seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from United Kingdom

seen from Italy
seen from Malaysia
seen from Türkiye
seen from Finland

seen from Ukraine
seen from Brazil
seen from Finland

seen from Russia
seen from Russia
seen from United States
seen from Switzerland
seen from United Kingdom
seen from United States
seen from Germany
seen from Russia
下次換我當風箏 只要飛就好了 拉緊或鬆都讓他去擔心吧 #settimana5
Settimana 5, Giorno 4.
Quindici minuti di corsa, uno di camminata veloce.
Quindici minuti di corsa, uno di camminata veloce.
Ritmo splendido, polmoni in forma, angoli della bocca tesi verso le nuvole.
Niente da dichiarare a questo giro, solo tanta felicità.
Settimana 5, Giorno 2.
Altra sessione che parte col piede sbagliato: molta paura dell’affaticamento muscolare del polpaccio destro e un sacco di pensieri che rendono pesante il corpo.
Dal mio passato ho imparato che, per quanto io mi sforzi di guarire definitivamente da questa cosa che mi scava dentro e che non mi lascia mai, alla fine poi sono tutti tentativi fallimentari. Il punto è che quando ti ritrovi a scontrarti con certe cose che sei ancora una ragazzina rachitica ed acerba tutto quel dolore e tutta quella fatica in qualche modo le trasformi in forza e per qualche strana ragione poi - anche se cresci, anche se cambi, anche se le tieni a bada, anche se maturi - non riesci a liberartene mai. Sembra che siano un po’ la sorgente di tutto il tuo coraggio, di tutta la tua ostinazione.
Io mi definisco spesso tossica, perché non è che dalla droga ci esci, non è che poi non ti ritorna più la tentazione, che ti fa schifo e che non ne vuoi più: semplicemente vivi i tuoi giorni tenendo a bada quella fame, quella voce che all’orecchio ti dice piano ed in modo sensualissimo: “Ancora una volta, dai”.
Mercoledì ho corso così, con quella voce calda che dalla sera prima mi tormentava la testa - e con l’ansia che mi annodava la pancia, mi toglieva il sonno e non mi dava tregua. Mercoledì, come capita spesso nella vita sia in modo metaforico che no, ho dovuto correre contro tutti i miei demoni. Sono partita stanca, avendo dormito poco e male, e la mia cara amica milza si è risvegliata dal torpore della notte a metà della prima ripetuta (13 minuti di corsa leggera). Più di una volta ho pensato di fermarmi, di mollare, di ripetere la sessione oggi, ma poi quella voce in cuffia continuava a dirmi: “Sei a metà della tua ripetuta”; “ Sei a 3/4 della tua ripetuta”; “Ti mancano trenta secondi”. Alla fine l’ho conclusa, con un ritmo abbastanza penoso e basso anche per i miei standard bassi (7.34) ma l’ho conclusa.La seconda ripetuta non è andata granché meglio: il dolore è cominciato forse al terzo passo e stavo percorrendo un lungo tratto in salita con un dislivello di 70m circa. E così che mi sono concentrata sul respiro, sulla strada, sulle canzoni che mi scorrevano nella testa passando per le orecchie. Ho concluso la seconda ripetuta con un tempo migliore, e l’ultima (i due minuti lenti) anche meglio. Il fiato era tornato normale, la milza aveva interrotto l’insurrezione.
La lunga sessione di stretching che avevo in programma è andata in fumo causo il presunto smarrimento delle chiavi di casa, che invece erano rimaste sul tavolo della cucina - stupida Bibiana.
Però...
C'è da dire che la corsa mi ha salvato dalla mia storia e dal suo finale che sembrava già scritto e che invece sta assumendo nuove forme - morbide, scontornate e senza spigoli. C'è da dire che mi ha salvato da me stessa, dalla carnefice crudele ed inclemente che so perfettamente essere. C'è da dire che mi ha restituito gli occhi per guardare e tutto il resto per sentire... Sentire. Sentire, e amare.
Insistere. Resistere. Ostinata(mia)mente.
Abbracci ed esistenzialismo Senza averne bisogno.
- Fast Animals and Slow Kids, Coperta