Perché sono qui?
Siete in diecimila occhi forse siete due ma non c'è nessuno che non sia la notte perché voi siete dolore siete morte.
Chiusa in un angolo bloccata in melodie malinconiche, io riesco ad uscirne solo tramite note.
Andate via, sono in tensione mi consumate aria non respiro, lo giuro siete nel mio cazzo di spazio vitale, io sento gli occhi chiudersi mentre mi incammino in un incubo senza mai fine in una strada desolata senza confini in una notte in cui danzano gli spiriti e le anime dannate senza mai fermarsi, in festa da ormai anni senza morfina, senza una divina voce che porti fine ai loro dispetti.
Sono posseduta dal panico io qui non resisto più sto per scoppiare insieme al mio cuore che palpita nel cervello. Rimbombi assordanti accompagnati da un buio accecante, continuo a sentire l'eco del mio cuore che scappa nell’inferno in braccio al demonio.
L’ho visto che mi baciava con passione mentre bruciavo nelle fiamme mentre sprofondavo in sabbie mobili lui mi rubava il cuore per dare amore alla notte.
Le lacrime mi mangiano il viso sono fiamme che mi bruciano per farmi luce, il vento non aiuta il mio affanno mentre cerco di scappare con una croce sulle spalle inchiodata alla realta sottomessa alla morte.
Tu mi fai impazzire sfuggi in un momento nel patos disperato nel patos alterato e poi ritorni alle mie spalle pronta ad accoltellarmi per poi baciarmi sulle ferite dissanguate, che piangono e godono allo sfiorar delle tue labbra allo scocchiar delle lancette del tempo che scorre lento grazie alla mia ossessione che mi mangia simultaneamente al tuo amore.
Voglio liberarmi da te oscilla l incertezza di stringere o allargare questo cappio che si oppone al mio respiro e cessa ogni mia forma ogni mia personalità ogni dimensione della mia essenza. Mi perdo in un cielo stellato così in alto, lo guardo per poi cadere così in basso, io piango e innaffio quelle piante carnivore circondate da fiori velenosi e salici piangenti che mi picchiano e poi abbracciano come la vita non ha fatto fin ora perché la vita ti ignora ed è cinica come Nietzsche che ha sussurrato all’universo che l unico scopo della vita sarà trovare lo stimolo per le energie vitali, ma lo stimolo sarà il coltello e la morte l'antidoto.
E suonava un triste ukulele in una notte di maggio stesa sul letto, ammiravo lontano anni luce un paesaggio desolato gli alberi mutavano mutavano quei fiori e mutò anche il nostro spirito come una poesia d'amore finita e strappata mai dedicata in questa notte desolata...




