I TEMPI DURI CREANO UOMINI FORTI GLI UOMINI FORTI CREANO TEMPI FACILII TEMPI FACILI CREANO UOMINI DEBOLI.
La Silent Generation (nati 1925-1945) ha un ruolo molto complesso: è stata la generazione della ricostruzione e del sacrificio, ma anche quella che ha gettato le basi del sistema attuale.
Sebbene il debito sia esploso soprattutto dagli anni '70 in poi, le basi di una spesa pubblica generosa e spesso non coperta da entrate sono state poste dai governi guidati da esponenti della Generazione Silenziosa.
Molti membri della Silent Generation hanno beneficiato di sistemi pensionistici (come le "baby pensioni" o il calcolo retributivo) oggi non più sostenibili, creando quello che viene definito il divario generazionale a danno dei giovani.
Essendo la Generazione Silenziosa una generazione che ha vissuto a lungo e in salute, ha mantenuto posizioni di vertice nella politica e nell'economia per decenni, rallentando il ricambio generazionale.
La Silent Generation ha creato il sistema, lo ha fatto in un contesto di euforia post-bellica e crescita costante che faceva sembrare quelle risorse infinite.
I Baby Boomer hanno poi ereditato e spesso ampliato quel modello di benessere basato sul debito.
Per garantire la pace sociale e il benessere immediato, la Generazione Silenziosa e i Boomer hanno attinto a risorse che non appartenevano a loro, ma alle generazioni successive (il debito pubblico).
La Silent Generation ha vissuto i tempi durissimi e ha costruito i "tempi facili" per i propri figli (i Boomer), ma nel farlo ha dimenticato di costruire un sistema che fosse sostenibile anche per i nipoti.
Il "tappo generazionale" rappresentato da Generazione Silenziosa e Boomer impedisce il ricambio di idee, leadership e risorse.
Demograficamente, i Boomer e la Silent Generation sono la maggioranza degli elettori.
I partiti tendono quindi a proporre programmi che tutelano i loro interessi (come le pensioni) piuttosto che investire in futuro e innovazione, poiché è lì che si prendono i voti.
Solo con l'uscita di scena delle generazioni pre-digitali si potrà avere una classe dirigente che mastica nativamente tecnologie e temi come la crisi climatica, senza vederli come minacce allo status quo.
Le generazioni Millennial e Gen Z vengono spesso etichettate dalla stampa o dai "boomer" sui social come "pigre" o "choosy".
Questo è un classico esempio di proiezione: si criticano i giovani per non avere quella stabilità che però è stata resa strutturalmente impossibile dalle scelte del passato.
Nel 2000, con uno stipendio medio e la garanzia di un genitore si poteva ambire a un mutuo.
Oggi, tra precarietà lavorativa e inflazione immobiliare, l'autonomia è diventata un bene di lusso.
L'Italia ha un sistema di welfare che non si basa sullo Stato, ma sulla famiglia, il che significa che il benessere di una persona giovane è tutto nelle mani della sua famiglia.
Nasci nella famiglia sbagliata: il tuo futuro è del tutto compromesso.
Poiché lo Stato ha usato le risorse per proteggere chi era già "dentro" il sistema (pensioni e diritti acquisiti), i giovani sono costretti a dipendere dai genitori o dai nonni per l'anticipo di una casa o per arrivare a fine mese.
Non puoi ribellarti o cambiare il sistema se la tua sopravvivenza dipende economicamente da chi quel sistema lo rappresenta.
Generazione Silenziosa e Boomer lasciano in eredità un territorio fragile e città pensate per le auto, non per le persone.
Le conseguenze ambientali di un modello di crescita illimitata ora ricadono su chi ha meno strumenti economici per difendersi.
La generazione che ha "avuto tutto" (boomer) sembra non rendersi conto che le regole del gioco sono cambiate: non è che i giovani non vogliano uscire di casa, è che la porta è stata chiusa a chiave dall'esterno e le chiavi sono in mano a chi sta invecchiando dentro.
L'afflusso massiccio della Silent Generation e dei Boomer su piattaforme come Facebook e X (ex Twitter) ha cambiato il volto di questi spazi.
Esiste una tendenza alla radicalizzazione verbale da parte di chi non è "nativo digitale" e spesso non percepisce il peso delle parole scritte online.
Il potere politico, per proteggere lo status quo della base elettorale più anziana e conservatrice, sta usando il pugno di ferro contro le istanze dei giovani.
Manifestazioni per il clima o per i diritti civili vengono spesso etichettate come "atti di vandalismo" o "disturbo della quiete", spostando l'attenzione dal perché si protesta (il futuro invivibile, lasciato in eredità da Generazione Silenziosa e Boomer) al come si protesta.
Che ruolo hanno le Forze dell'Ordine in tutto questo?
Gli scontri di piazza (come quelli recenti nelle università o durante i cortei studenteschi) vengono percepiti come un messaggio chiaro: il sistema non è disposto a negoziare con chi mette in discussione le basi economiche e sociali ereditate.
Le stesse generazioni passate che rivendicano con orgoglio le loro lotte giovanili (come il '68), oggi sono le stesse persone che condannano chi manifesta, definendoli "viziati" o "privi di valori".
In un'economia stagnante, il consumo dei pensionati e dei proprietari di immobili è l'unico motore rimasto. Questo li rende una "classe protetta" a cui è permesso quasi tutto, anche l'insulto pubblico verso i giovani.
È un paradosso sociologico la generazione dei nostri anziani: è una generazione che si auto-incensa come "dura e pura", ma nel contempo manifesta reazioni emotive e di intolleranza simili a capricci infantili quando il proprio stile di vita viene messo in discussione
Questa è la profonda ingiustizia che vivono i più giovani:
viene lasciato loro un mondo inquinato e indebitato
viene impedito loro di essere indipendenti
E se provano a protestare, vengono aggrediti verbalmente online e fisicamente in piazza.
L'Italia non è da tempo un paese democratico, ma vive la "dittatura del presente": un sistema che si occupa solo di chi vota e spende oggi, ignorando chi dovrà vivere domani.