Oh quante volte avrebbe voluto abbordarlo con dolci parole a rivolgergli tenere preghiere! La sua natura si oppone, non le permette di cominciare; pero’ - questo le e’ permesso - sta pronta ad afferrare i suoni, per rimandargli le sue stesse parole. Per caso il fanciullo si sperde dai suoi fedeli compagni e dice: “C'e’ qualcuno?”, ed Eco risponde: “Qualcuno”. Lui si meraviglia, e cercando con gli occhi da tutte le parti grida a gran voce “Vieni!” E lei chiama lui che la chiama. Egli si guarda dietro le spalle, e poiche’ anche questa volta nessuno viene fuori, “Perche’ - dice - mi sfuggi?”, e quante parole pronuncia, altrettante ne riceve. Insiste, e smarrito dal rimbalzare della voce dice: “Qui riuniamoci!”, ed Eco, che a nessun suono mai risponderebbe piu’ volentieri, “Uniamoci!” ripete. E decisa a far come dice esce dal bosco e si fa avanti per gettargli bramosamente le braccia al collo. Lui fugge, e nel fuggire: “Giu’ le mani, non mi abbracciare! - esclama. - Preferisco morire piuttosto che darmi a te!” Eco non risponde altro che “Darmi a te!”
Ovidio, Metamorfosi













