SMART CITY, SMART HERITAGE, SMART COMMUNITY - Rio de Janeiro, Brazil

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SMART CITY, SMART HERITAGE, SMART COMMUNITY - Rio de Janeiro, Brazil
The terms "Smart City" and "Smart Community" can become a complement, contributing valuable goals to the construction of intelligent cities.
Promotional video for the competition project LATINApartecipa!, Civic platform for participation and citymaking in Latina (Italy)
presented for Smart City Lab (LazioInnova + Comune di Latina)
SMART CITY: verso la nascita della città intelligente.
L’argomento che ho cercato di analizzare questa settimana e di cui mi piacerebbe parlare riguarda lo sviluppo del modello Smart City nel nostro Paese.
Lo scorso ottobre si è svolto a Bologna lo Smart City Exhibition 2014 (SCE2014). Un evento di tre giorni che nasce dalla collaborazione di ForumPa e Bologna Fiere. La manifestazione, come si può leggere nella presentazione dell’evento, propone una visione completamente nuova del concetto di città, intesa come insieme di flussi informativi e reti di relazioni e comunicazioni, fisiche e digitali, caratterizzate dalla capacità di creare capitale sociale, benessere per le persone, migliore qualità della vita. L’attenzione principale di questa terza edizione è stata rivolta soprattutto alle politiche della Smart City, con l’obiettivo di trasformare idee, progetti e singole iniziative che si sono susseguite in questi ultimi anni, in politiche concrete di trasformazione e gestione del territorio. Si tratta quindi di concretizzare e sistematizzare esperienze e modelli emergenti attraverso momenti di condivisione e collaborazione tra la politica e i vari stakeholders coinvolti.
E’ un tema assolutamente attuale che merita la nostra attenzione e credo che il primo passo sia quello di cercare di capire cosa sia una Smart City e analizzare quale sia la situazione del nostro Paese relativamente al suo sviluppo.
Smart City, letteralmente “città intelligente”, nasce in seguito allo sviluppo delle nuove tecnologie, che determinano un cambiamento nel rapporto tra le infrastrutture urbane e il contesto sociale. Il territorio da semplice agglomerato di cose e persone si trasforma in una smart community efficiente e innovativa, che grazie agli investimenti nelle nuove tecnologie è in grado di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni.
Alla base della nascita del modello di Smart City, c’è sicuramente un ripensamento delle aree urbane, diventata priorità di intervento, che si basa sulla necessità di procedere alla riorganizzazione del contesto urbano. La creazione di Smart City viene individuata come strumento per poter risolvere la situazione di crisi economica e finanziaria che negli ultimi anni ha interessato l’intera società , senza però spesso essere effettivamente consapevoli di cosa significhi gestire la propria città attraverso questo strumento.
Bisogna pensare alla città e alla sua forma di governo in un’ottica innovativa. Da un’analisi del contesto attuale, emergono 2 approcci con i quali le città si riferiscono al tema della Smart City:
- verticale: affronta aspetti legati alla dimensione urbana come mobilità, energia, trasporti
- sistemico: che analizza e si riferisce alla città nel suo insieme e nelle sue diverse dimensioni, come luogo adatto a sostenere e sviluppare l’innovazione.
Come spesso accade, si è pensato che l’elemento principale per la nascita di una Smart City fosse rappresentato dalla tecnologia. Al contrario questa deve essere considerata come fattore strumentale per la realizzazione della “città intelligente”. A questo proposito vediamo ora le 3 dimensioni principali che entrano in gioco nella creazione di una Smart City:
- quella economica, legata alla presenza di attività innovative, di ricerca, alla capacità di attirare capitali economici e professionali;
- quella del capitale umano e sociale, una città è smart quando sono smart i suoi abitanti in termini di competenze, di capacità relazionale di inclusione e tolleranza;
- quella della governance, intesa come l'adozione di modelli di governo improntati a dare centralità ai beni relazionali e attenzione ai beni comuni, ma anche creazione di opportunità per favorire la partecipazione civica nella creazione di valore pubblico.
Nel nostro Paese il tema delle Smart Cities si è sviluppato anche grazie al contributo da parte del Miur che nel 2012, con l’Avviso per la presentazione di Idee progettuali per Smart Cities and Communities and Social Innovation di cui al Decreto Direttoriale prot. n. 391/Ric del 5 luglio 2012, ha previsto l’assegnazione di 655,5 milioni di euro per interventi e per lo sviluppo di Città intelligenti su tutto il territorio nazionale.
Cerchiamo di capire qual’è attualmente il livello di sviluppo delle città intelligenti nel nostro paese.
L’ultimo rapporto ICity Rate 2014, realizzato da ICity Lab (iniziativa di ForumPA che nasce per supportare tutti coloro che lavorano per rendere le nostre città più “intelligenti”, ovvero più vivibili, sostenibili, inclusive, competitive), presentato all’evento Smart City Exhibition 2014, ha individuato Milano, Bologna e Firenze come le città attualmente più smart d’Italia. L’analisi ha come punto di riferimento un metodo ormai consolidato, che si basa sulla suddivisione degli indicatori, che valutano il livello smart di una città, in sei dimensioni tematiche : economy, living, environment, people, mobility e governance.
I dati di tutte le città italiane possono essere facilmente verificati e consultati sul sito ICityLab.
Analizziamo brevemente la situazione delle città vincitrici.
Milano, che si colloca al primo posto praticamente in tutte le dimensioni, ha promosso 70 progetti smart, per un valore di oltre 200 milioni di euro, finanziati con risorse interne ed esterne, volti a promuovere l'innovazione tecnologica e sociale, la mobilità sostenibile, il risparmio energetico, la semplificazione. Progetti, dedicati all'innovazione e alla mobilità, che hanno permesso a Milano di scalare in tre anni la classifica delle città più smart d'Italia, passando dal quinto posto del 2012 al primo posto di oggi.
Bologna ottiene il secondo posto con uno scarto molto ridotto e difende la sua tradizione in termini di vivibilità: resta prima ad esempio nella cura dell’infanzia e registra punteggi molto elevati nell’assistenza ospedaliera, nell’assistenza domiciliare agli anziani, oltre che nella coesione sociale, grazie alla modesta quota di popolazione in condizione di povertà relativa. Contribuiscono al secondo posto le buone performance in termini di mobilità e governance.
Firenze conquista la terza posizione grazie in particolare all’ottima performance in termini di governance e una forte capacità di adeguarsi ai cambiamenti. Molto buoni i risultati anche dal punto di vista della qualità del capitale umano e sociale (people), della vivibilità (living), e in termini economici (economy).
Sicuramente il ruolo di protagonista in questa fase è svolto dalle città. Le città intelligenti hanno però necessariamente bisogno di cittadini intelligenti che capiscano gli strumenti che gli vengono offerti. Alla base di tutto c’è sempre una ridefinizione del rapporto tra città e i cittadini, il tutto nell’ottica del dialogo e della comunicazione 2.0.
Credo che rispecchino al meglio questa “nuova” visione della città nell’ottica di sviluppo del modello della Smart City, le parole di Francesco Profumo, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca:
“Al centro della sfida vi è la costruzione di un nuovo genere di bene comune, una grande infrastruttura tecnologica e immateriale che faccia dialogare persone e oggetti, integrando informazioni e generando intelligenza, producendo inclusione e migliorando il nostro vivere quotidiano”.
Secondo questo approccio al modello della Smart City, alla base della creazione di un nuovo rapporto tra infrastrutture urbane e cittadini, c’è l’ascolto e il coinvolgimento dei diversi attori locali, che permetterà la creazione di condizioni di governo, infrastrutturali e tecnologiche per produrre innovazione sociale e risolvere i problemi legati alla crescita e alla qualità della vita.
Sicuramente la situazione del nostro Paese non è delle migliori, soprattutto per quanto riguarda la diffusione globale del modello di Smart City, ma credo che il primo passo fondamentale sia quello di considerare lo sviluppo delle “città intelligenti” come una necessità, piuttosto che un’opzione o una possibilità. Solo in questo modo sarà possibile superare l’archetipo tradizionale di società, e compiere il passaggio verso una nuova realtà sociale, che risulta appunto necessaria per rispondere ai cambiamenti che hanno interessato la società nel suo complesso. Questo compito può essere affidato alla Smart City proprio perché coglie e amplifica gli aspetti positivi della società grazie ad una progettazione “intelligente” degli ambiti chiave che mira ad assicurare elevati standard di qualità della vita.
Grazie per l’attenzione.
Elena
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