Quindi, anche tu hai finto un orgasmo a fin di bene.
Al di là delle tue autocritiche, lo rifaresti?
Buongiorno Anonimo,
sospetto tu ti riferisca alla conversazione che ho avuto qui https://ceraunagattache.tumblr.com/post/673889739026382848/prendo-spunto-da-una-conversazione-avete-mai con @ceraunagattache (che vado esplicitamente a chiamare in causa perché farlo, quando si parla di qualcuno, è buona educazione).
Tornando alla tua domanda: mi metti in grande difficoltà, perché si tratta di una di quelle domande la cui costruzione logico-lessicale rende dovuta ed inevitabile la risposta! Pensaci un attimo, se la tua domanda la riduciamo ai suoi minimi termini rivela uno schema del tipo ''se non mi rispondi di no, mi rispondi di sì?'', ed è palese, senza necessità di entrare in noiose scritture in termini di insiemistica, che la risposta corretta (o sincera, se non vogliamo fare i matematici) non può essere che una.
Quel tuo ''al di là delle tue autocritiche'' è esattamente un ''se non mi rispondi di no'', è esattamente una premessa iniziale esclusiva di altro se non del contrario di quanto premette.
Laddove l'argomento (non quello degli orgasmi finti, quello della strutture logiche) vi interessasse, vi vado a citare un autore che se ne occupò tutta la vita, tanto a livello accademico quanto a livello lessicale: Raymond Merrill Smullyan, un genio assoluto, di raro eclettismo (spaziò dalla matematica alla prestidigitazione, passando per il pianoforte), ed in particolare un suo libro, ''Satana, Cantor e l'infinito'', se ancora riusciste a trovarlo.
Comunque, mi fareste cosa gradita se le domande me le faceste qui: https://parolerandagierisponde.tumblr.com/ .












