un sotterraneo-soffitta;
“Devi venire con me” sono le parole che sottovoce Charlotte ha detto, ordinato per lo più, a Jeremy non appena l’ha trovato dentro la biblioteca. « Oggi vediamo se sei davvero tu, il gemello intelligente. » punzecchiandoli il braccio con il dito della mancina che va proprio su quello a premere. « Sicuramente scoprire dove si trova un posto super-segreto è molto più favoloso che studiare quello che stavi facendo, no? » facendo spallucce, detto con l’aria angelica facendo finta di non averlo appena tolto dallo studio e dai compiti da fare. « Secondo te è possibile che un sotterraneo sia una soffitta? Mpf! » lo dice, ridacchiando della sua stessa sciocca idea e convinzione.
A quel sorriso non può che inclinare leggermente il capo, restando comunque un pochino a disagio « il fatto che tu ancora te lo chieda mi fa paura » tenta di punzecchiarla di rimando in maniera scherzosa, fallendo miseramente dato che tutto ciò che traspare dal suo tono è una certa ansia sociale. « Più favoloso dei GUFO, qualunque cosa » ammette addirittura, con un piccolo sbuffo. Si blocca, sbattendo le palpebre un paio di volte e iniziando a guardarsi intorno « perchè no? » con tono serio. Non trova che abbia detto una sciocchezza, pare « e poi alto o basso sono molto soggettivi, dipende sempre da come sei messo » ma cosa stai dicendo Jeremy. « Solo che... come ci arriviamo al soffitto, se anche fosse lì? »
« Me lo chiedo perché ho una teoria su voi Corvonero. » dice alzando il mento, con un vago accenno di presunzione. « La vostra presunta conoscenza è tutta una pluffa ammosciata, ma visto che mi sei simpatico ti do una chance. » una eh, perché poi altre anche no. Si mordicchia le labbra inferiore coi denti quando vede l’altro incuriosirsi segno che almeno ha catturato la sua attenzione e sa di avere un po’ di spazio per sé e vedere cosa si può fare.
« Ora, tu sei un tipo sveglio, no? Chi dice di sapere dove si trova questo posto dice di… puntare in alto, o comunque indicano l’alto. » guardando verso il soffitto piegando il collo per avere gli occhi puntati per l’appunto verso l’alto.
« Okay, cerchiamo... puntare in alto? » le fa eco, piegando a sua volta il collo per andare a guardare il soffitto.
« Sì, così ha detto Osbert… ma vabè, cioè. Magari c’ha un po’ troppe pozioni per dimenticare sul groppone. » ridacchiando alla possibilità che la memoria del prof sia un po’ vacillante.
« Puntare in alto » ripete, lentamente. Allunga la mano verso il suo braccio, cercando di tirare con delicatezza la manica della serpeverde « le lance puntano in alto, sì... e anche le punte delle finestre, mh? » ipotizza, senza troppa convinzione, continuando a guardare verso l`alto e facendo un paio di passi verso le finestre, tentando di portarsi via anche lei. « e se ti sollevo? » le propone, senza smettere di guardare in alto. Gli verrà il torcicollo.
« Le punte delle finestre.. mh. » guardando adesso verso le stesse che, effettivamente, vanno verso l’alto. « Mi sollevi? » chiede con l’aria un pelino più preoccupata. « Ma sei sicuro di farcela? » lei è un fuscellino, per carità « Quindi anche tu sei un Avery coi muscoli, eh? Non solo tuo fratello. » poi guarda verso le finestre. Il suo istinto di autoconservazione le sconsiglia di farlo, ma la curiosità è tanta. « Vabè, proviamo dai. » avvicinandosi a lui, così che possa sollevarla come meglio crede. « Basta che non la usi come scusa per toccarmi il culo. » ecco.
« Non lo so, proviamo? Non sono esattamente muscoloso, no » le rivela, come se fosse un segreto poi. Si morde il labbro, nervosissimo, rimanendo impalato quando l`altra si avvicina. Arrossisce anche, a quell`uscita così naturale della favolosa « ... m-ma io n-non » tilt, addio. Inspira profondamente e scuote il capo, cercando di riprendersi e non entrare in iperventilazione « Non faccio certe cose » dice, premurandosi di guardare altrove per un paio di secondi. poi torna a guardarla, ma solo perchè ormai si è impegnato in questa cosa e bisogna quantomeno provarci. Poggia la borsa, girandole un po` intorno per cercare di capire come prenderla senza uccidersi troppo. « Menomale che sei minuta » anche tu Jer, non sappiamo come dirtelo. « Allora, facciamo così » e cerca di nuovo di prenderle una manica per trascinarla dolcemente vicino a una parete. A questo punto poggia un ginocchio a terra, porgendole entrambe le mani « sali quì » la invita, indicando l`altra coscia che dovrebbe fare circa da gradino. « Poi puoi calpestarmi tipo una scala » ma cos. Tiene entrambe le punte dei piedi piantate a terra. Se lei salisse sulla sua coscia, cercherebbe di far leva sulle punte dei piedi per tirarsi un po` su, mollando la presa sulle sue mani per andare ad cercare di afferrarle... i fianchi - non senza un istante di smarrimento, non sapendo bene dove mettere le mani dato anche che lei ha tutte le cosce di fuori e indossa la gonna, il che non è il massimo in questa posizione - per TENTARE di aiutarla a protendersi verso l`alto.
« Checcarino, Remy, c’hai tutta la faccia rossa. » e la cosa potrebbe non aiutare. « Maddai lo so che non lo fai.. cioè non lo so. Ma te lo dicevo così, per ricordartelo. » perché effettivamente porta la gonna e vedere, toccare… è facile se deve essere sollevata, sai com’è. « Già, menomale. Non farmi cadere o ti schianto tutti i giorni fino ai MAGO. » nemmeno i GUFO, direttamente i MAGO e potrebbero essere due anni di inferno se ci pensa bene. Ad ogni mdoo si lascia prendere dall’altro per i fianchi così che possa esser sollevata, sbuffando proprio perché sa che quello può vedere cose. « Non distrarti, Remy, stai andando abbastanza ben.. bene. » Non è una cheerleader ma potrebbe anche pensarci un domani. « Ohi, cioè.. non so se ci sono cose da queste parti non mi sembra almeno. » dall’alto della loro insolita posizione. « E poi è un po’ scomodo secondo me entrare in un posto in ‘sto modo, ti pare? » provando ad abbassare la testa e guardare l’altro che chissà come si sta nascondendo. Poi ammette con naturalezza « Anche una bacchetta può puntare verso l’alto. Oh, e se facessimo un Alohomora per tutto il soffitto? »
Occhiatina tattica a Charlotte, come ad attendere il suo via intanto che si inizia a concentrare. Punta lo sguardo e la bacchetta verso il soffitto, chiudendo gli occhi per qualche secondo e concentrandosi sulla volontà di aprire un passaggio. Immagina il soffitto come una grande porta, ed è ancora lì che punta mentre dopo aver riaperto gli occhi dice « Alohomòra! »
Lancia proprio quello sguardo tattico di cui Remy ha fatto quasi richiesta con la propria, di occhiatina e poi con un cenno della testa, e sfoderando la bacchetta ecco che prova a castare l’incantesimo. La volontà e la concentrazione adeguata a fare in modo che si apra una specie di porta, una porta che possa anche poi far scendere scalette o funi magiche ma insomma l’intento è l’apertura di una porta d’accesso. « Alohomòra! » pronuncerebbe anche lei, qualche passo poco più in là. « Dài, proviamo per tutto il piano!! » wiii, molto meglio che stare a studiare in biblioteca, no? Ecco.

















