Ho bisogno di un attimo. Ho la testa completamente nel pallone. Sono confuso e confusionario. Ho abbandonato la certificazione energetica che stavo finendo, ora devo scrivere.
Sono giorni che vorrei scrivere qualcosa, ma manca sempre il tempo, mancano le forze, e la voglia non è mai abbastanza da far si che si superi il tutto.
Ieri sera avevo deciso che oggi avrei scritto, l'avevo detto a Sara, ma ieri sera era tutto diverso rispetto a questa mattina.
Solo una piccola premessa prima di partire: scusa Sara se ieri sera o stamattina non ti ho detto niente, ma è stato difficile accettare la cosa e capire che stava succedendo davvero.
Ora mi spiego. Sto passando un periodo di merda, tanta merda, uno schifo. Ieri sera però qualcosa era cambiato, non so bene come o perché, ma le sensazioni erano diverse, era tutto in secondo piano e io stavo bene! Niente più assilli di conti in banca in rosso, lavori, cose da fare, frustrazioni varie ed eventuali. Ero contento, forse addirittura felice. E con cosa? Pochissimo. Mi è bastato cucinare e stare con la mia ragazza. Ho fatto una pasta con la zucca e un po' troppo prezzemolo (cazzo, quando sei abituato ad usare quello congelato sei fottuto! se usi quello fresco ne basta un quarto...), e poi una torta di mele con glassa al cioccolato fondente per il compleanno di Daniele. Ho cucinato per un'ora e mezza assistito dal mio fido aiuto chef, ed ero in paradiso! Davvero...poi però arriva quello che non ti aspetti...
Le notizie sono due, una non mi ha lasciato dormire la notte, l'altra che ovviamente si somma alla prima non mi lascia in pace adesso.
E' morto Marco Simoncelli
Di problemi ne abbiamo sempre avuti, troppi. Passi avanti sempre pochi. Stimoli sempre più scarsi. Le premesse erano evidenti. Pare ufficiale che tutti e tre si sia ormai troppo lontani e stando alla chiacchierata di ieri molleremo la saletta. E' di questo che non ti ho parlato e mi sento in colpa, scusa...non ce la facevo. Nicola forse non c'è mai stato, io voglio registrare il vecchio, Daniele vuole imparare e gli basta starsene a casa sua. Fine. Dovrò trovarmi uno spazio per me dove posso suonare col volume a cui voglio suonare. solamente mio...Daniele ha ragione, sono giorni che ci penso. Forse da quando è morto Steve Jobs. Ho rivisto il suo discorso all'università e ho pensato a quello che ha detto...sto facendo veramente tutto quello che posso per fare quello che voglio? ho 30 anni passati, tutti e tre abbiamo quasi trent'anni, non faccio un lavoro pericoloso come quello di Marco, ma si sa mai...cazzo, non si può stare sempre ad aspettare. Devo fare quello che voglio fare, senza compromessi, a maggior ragione che l'alternativa è l'immobilità. Mi viene da piangere, ancora, non so come finirà la faccenda, non so neanche come voglio che vada, so solo che così non è come voglio. E mi dispiace tantissimo per Simoncelli. E tutto finisce e dopo le cose devono cambiare, perché se di fronte a degli scossoni si rimane uguali si è veramente dei coglioni.
Ho preso degli impegni che porterò a termine, ma poi...boh, di sicuro le cose non rimarranno così.