A due passi dall'apocalisse...a 300 da casa.
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A due passi dall'apocalisse...a 300 da casa.
Unico
Sabato passato a farmi la dichiarazione dei redditi. Caldo, fretta e confusione l’hanno fatta da padrona. Da solo non ce l’avrei mai fatta, ma per fortuna avevo una segretaria che quest’anno ha deciso di darmi una mano!
Human
E’ domenica sera e sono seduto sul mio divano con Sara, è un po’ il tramonto della settimana, quando non è più week end, ma non è ancora lunedì. Mezzi stanchi e mezzi pronti a ricominciare si guarda la tv, e comincia una delle solite scenette estive tra me e l’adorata fanciulla... “che film è?” “non so, vediamolo, sembra carino...” “Sara, cazzo, ma non sarà un horror, vero?” “ma va! no no, non vedi?” “dimmi il titolo” “no” (le rubo il telecomando, leggo Godsend) “ma porca troia, si che è un horror! Cambia!” “no” “si” “no”...e avanti così finchè non si impietosisce...zapping fino a quello che sembra un documentario, belle immagini fatte con droni o da elicotteri, di paesaggi incredibili, e la solita voce fuori campo che ti conduce verso altri mondi. Purtroppo però ci rendiamo conto che non è un documentario. E’ un film che assomiglia ad un documentario, forse lo si potrebbe anche chiamare documentario, ma non lo è per come viene normalmente inteso, dura un’ora e mezza. Passata tutta in silenzio, senza dire una parola, nessuna smorfia, con gli occhi sbarrati e col magone. Non ti proietta in altri mondi, ma nel nostro mondo, parla di noi, ci racconta...e noi vuol dire noi, anche tu fai parte del noi...
Il film si chiama Human, e se volete lo trovate qui, ma voglio mettere qui sotto uno dei passaggi che più mi ha lasciato il magone e che dopo tanti giorni continua a farmi pensare e ripensare...
Forse quando avrò metabolizzato ne riparlerò...
Sin da quando giocavo a NeverWinter Nights
Oggi per la prima volta sono uscito di casa in bici senza paracadute, con solo una t-shirt. Il cielo è azzurro, senza nessuna nuvola visibile. E' iniziato ufficialmente (spero) il mio mese! Non tanto per la bella stagione in quanto tale, ma per quello che concede. Ultimamente, da qualche anno, mi piace il bel tempo, il sole, il caldo, ma il reale motivo della contentezza dell'arrivo della primavera è che ora mi sento socialmente più accettato. Come mi hanno detto un po' di tempo fa, mi mancano diversi “skills” in abbigliamento, che è un modo carino di dirmi che mi vesto alla cazzo di cane. Oltre ad avere problemi con le taglie e più in generale con le mode (su per giù mi vesto come quando avevo 20 anni), ho dei seri problemi con gli abbinamenti dei colori. Sostanzialmente non li abbino, non abbino niente. Apro un cassetto, un'anta dell'armadio e mi vesto, fine. Per me quello che ho sta sempre bene comunque vengano accoppiati pantaloni e magliette o maglioni. Mi rendo però conto che non sempre è così, ogni tanto dovrei fingere di essere daltonico per non fare proprio figuracce. Ultimamente per ovviare al problema cerco di comprarmi solo cose nere bianche o al massimo grigie. Chissà come mai però con il sole e il caldo viene accettato tutto o quasi. Insomma, va bene tutto, vale tutto, con il sole sta bene tutto, i peggiori smissioti di colori ci possono stare! E io mi sento finalmente giusto, anch'io non sembro più un uomo di mezza età che si compra qualcosa di nuovo da vestire al massimo due volte l'anno.
Il mio essere conformato durerà un mese, non di più, poi cominceranno a mancarmi skills in abbronzatura, e tutti mi diranno “Ale, ma sei bianchissimo, prendi un po di sole!”, e così se ne andrà per un altro lunghissimo anno il mio stato di socialmente inserito. Ma adesso non ci penso, godiamoci il momento!
Breaking better
Ormai saranno passate due settimane da quando ho finito il corso che avevo cominciato...era un corso fatto apposta per chi come me non sapeva disegnare. E’ stato davvero bello per molti motivi, ma quello dominante è sicuramente il fatto che il disegno sia riuscito a farmi allontanare un po’ dalla musica suonata. Adesso quando ho tempo mi metto con il mio blocco e la matita e non sul piano, mi ci voleva davvero una pausa, provare qualcosa di diverso.
Sono diventato bravo? No, affatto, ma continuo ad imparare e provare cose diverse...
Di sicuro qualche miglioramento c’è stato. Alla prima lezione abbiamo dovuto disegnare senza nessun insegnamento, la nostra mano e farci un autoritratto. Questo era il mio disegno
Poi ho continuato a fare prove, cercare di VEDERE davvero una mano, cercare di migliorare il segno, leggere e disegnare le ombre.
Continuavano ad avere difetti più o meno grossi, ma ad ogni volta imparavo e capivo qualcosa in più. Finchè alla fine, all’ultima lezione abbiamo dovuto rifarla...Ha sempre qualche problema, qualcosa che non funziona, ma adesso so che la prossima sarà migliore, che non si nasce con la capacità di disegnare, ma che c’è del margine...
Se ho una mela in mano, la perdo, vado al mercato e ne compro un’altra, rimettendo via il portafogli rivedo la prima mela che mi era caduta in borsa, cosa dovrei fare? Tenermi due mele, buttare via quella nuova perchè la prima è la mia vera mela, chiamare Radio Maria e chiedere se posso mangiare la mela o se in realtà è peccato?
Lo ammetto, non seguo abitualmente Radio Maria, e ammetto anche che fino a poche ore fa quasi ignoravo la presenza sul pianeta Terra di un essere vivente che si chiamasse Adinolfi Mario.
Per chi non lo sapesse, oggi ha avuto una discussione illuminante con Fabio Volo che ho ascoltato in diretta...qui c’è la pacifica telefonata intercorsa tra i due.
Adesso, diciamo che non sono la persona migliore per esprimere pareri in merito, sono uno di quelli che si chiede come sia possibile che nel 2016 esistano ancora le religioni, sicchè figuriamoci se posso concepire ogni forma di ragionamento che parta da dei postulati espressi (imposti) in libri scritti sotto dettatura di entità impalpabili. Ma mi chiedo, davvero una persona così cieca e ottusa può fare il giornalista? Davvero può concorrere a diventare sindaco di Roma? Ma sono serie le persone che gli danno retta? Ma soprattutto esistono sul serio?
Io credo davvero nella democrazia, sono capace di accettare la decisione di una maggioranza anche se sono in totale disaccordo, ma in casi come questo riesco solo a chiedermi se sia intellettualmente ammissibile accettare “pensieri” (già definire capaci di pensare, a certe persone si fa un grande favore) così ottusi, ipocriti, anacronistici per non dire primitivi, stupidi, decontestualizzati e strumentalizzati.
P.S. Io sono un po’ come Fabio Volo, quando mi trovo in situazioni simili inizio a spaccare le cose, divento un tantino irascibile...probabilmente non avrei lanciato solo la sedia contro il muro, già adesso mi sta salendo un’incazzatura di quelle che fanno prudere le mani.
Ristrutturazioni
Ormai sono passati due anni, quasi. Avevo comprato casa più o meno in questo periodo, ma i lavori li ho cominciati un po' più in la, ero tiratissimo con i soldi e non sapevo cosa sarei riuscito a fare, sicchè prima ho passato al vaglio migliaia di preventivi, compilato fogli excel, e poi ho deciso di arrangiarmi e fare quasi tutto da solo. In pratica ho buttato giù tutti i muri di quell'appartamentino, a parte due pezzetti infinitesimi e mi sono spaccato la schiena. E' stato un periodo abbastanza duro fisicamente e molto più duro psicologicamente, a tratti mi sentivo schiacciare dai tempi, dalla mole di lavoro che ancora mi mancava da fare. E in uno di quei momenti ad un certo punto in fondo all'appartamento è comparsa quella scritta. Avevo in mano una bomboletta spray che mi serviva a segnare dove sarebbero dovuti passare gli impianti e dove sarebbero dovuti sorgere i nuovi muri, avevo da poco finito di vedere breaking bad, e che dovevo fare se non una copia della casa di mr White dopo che era dovuto scappare? Così mi sono scritto Heisenberg lì in fondo e ogni volta che entravo mi veniva da ridere per l'idiota che sono immaginando le bestemmie che avrei tirato per coprirla, ma non era a quello che mi serviva in realtà...mi serviva a ricordarmi di Walter White, anzi, di Heisenberg. Poi quella scritta è rimasta, non l'ho tolta, è solamente dietro a della carta da parati.
Il motivo per cui volevo ricordarmi di quel personaggio è lo stesso per cui mi ero appassionato alla serie. Certo, è coinvolgente ed è un vortice da cui è impossibile uscire, una discesa continua, appena ci si sentiva fuori e di poter respirare ritornavi dentro molto più in fondo di quanto non lo fossi un attimo prima, ma il vero motivo è la trasformazione e la presa di coscienza. Un uomo di mezza età che ad un certo punto si rende conto di non essere più come era sempre stato, lotta per un po' contro il suo nuovo io, ma alla fine si abbandona a se stesso e si mostra per quello che è davvero. Impara, conosce e si migliora, diventa quello che vuole inseguendo quello che si sente di fare e non quello che dovrebbe o la logica sociale per cui bisogna essere in un certo modo. Questo è il vero motivo per cui mi è piaciuta tanto, la speranza che mi ha dato di poter continuare alla mia età a migliorarmi, a cambiare e a cercare la strada migliore per quello che sono ORA e non per quello che sono stato, o avrei voluto essere o quello che gli altri vorrebbero che fossi.
Il telefilm si chiama Breaking Bad, e ovviamente la sua metamorfosi non poteva che essere in un personaggio, per quanto divertente ed affascinante, "brutto", "cattivo", negativo. Nel mio piccolo sto cercando di imitarlo, non nel punto d'arrivo, ma nel percorso. Negli ultimi due anni ho fatto un corso di canto, iniziato a suonare il pianoforte, iniziato a correre, iniziato a nuotare, perso peso, fatto corsi di aggiornamento professionale e adesso ho iniziato un corso di disegno...e in settembre ne inizierò uno di inglese...i risultati non sono più di tanto importanti (sono sempre stonato, corro talmente piano che anche un bambino in triciclo potrebbe superarmi, faccio dei disegni orrendi...), ma ti fa sentire bene sapere che stai facendo esattamente quello che ti va di fare indipendentemente dall'utilità, sentire che ti stai migliorando, che stai imparando, che sei ancora vivo, che non ti stai facendo trascinare dalla corrente...
Ecco, in mezzo al pessimismo che di solito mi accompagna, mi fa sospirare e sorridere sentire che sto "breaking better".
I’m in love with “coco”
Coco era come mia nonna chiamava tutti i bambini, non è quello che intendeva la canzone maranza...Comunque si, sono inlove e non me ne ero reso conto, è bastato vederlo e ciao, il vecchio burbero scostante e sociopatico si è rincoglionito. Ciao PupattoloLuca detto coco, sappi che qui è una merda, ma forò di tutto perchè tu possa non sentire la puzza!
Ma guarda un po?
Si, tanto per cambiare sono in ritardo, sempre...questa volta riguarda il post precedente a questo. Venivo qui e vedevo quello che avevo scritto uno o due giorni troppo presto. Mi sembrava solo brutto e che fosse tornato in me quel Mr. Pignolo che da tanto si vedeva, e fatalità nel momento sbagliato. Ci sono rimasto male come poche altre volte, davvero e senza retorica. Non vedevo l’ora di scrivere qualcos altro, senza fare finta di niente, per non vederlo più lì, davanti a tutto con quella cagata che era solo uno schiaffo che mi arrivava in faccia.
Ricordo quando l’ho conosciuto, si l’avevo sentito nominare prima, conoscevo qualcosa di lui, ma non bene, in modo veramente superficiale. Credo fosse il 2005, si ero in ritardo, altro motivo per cui dovrei smettere di criticare chi si affeziona fuori tempo massimo, e in macchina con Daniele ascoltavamo musica. “Ma sono i Third Eye Blind o i Manic street preachers?” - “Eh?” - “Non è una cover dei Bauhaus?” - “No, è David Bowie...” (con quella sua aria saccente e gongolante...e pure un po’ disgustata) da quel momento è diventata una delle mie canzoni preferite in assoluto, e dal giorno dopo ho cominciato a conoscerlo davvero e niente, peccato...
Ne avevo già parlato, ma un altro ricordo è con la criptonite nella borsa e Sara al cinema, insieme ai titoli di testa di guerre stellari, una delle cose più emozionanti vissute in quel posto buio, quel crescendo con quel impianto è stato incredibile.
Lazarus for the jugolar
Ma che tra gli autori ci sia anche Finn Andrews? O è un sample preso e messo lì come si fa nell’hip hop? Oh, è sempre David Bowie e che cazzo vuoi dirgli, è una figata la canzone e non vedo l’ora di sentire tutto il cd, ma quella chitarra lì mi pare di averla già sentita...
Anche se è meglio quando non si è da soli
Se il calore non viene da fuori
Da qualche giorno è Natale anche a casa mia. Se penso al Natale quello che mi viene in mente è il caldo. E’ una sensazione decisamente diffusa, anzi, direi che è universalmente condivisa, ma è proprio quello il bello di questo periodo, fuori fa freddissimo, ma dentro (e con dentro non intendo solo dentro alle case, ma dentro lo stomaco) fa caldo, c’è un tepore inspiegabile.
Dopo una giornata difficile come quella di ieri è bello svegliarsi, accendere le lucine al buio e sentirsi bene, al sicuro, quasi accarezzati.
La malattia di Polly Anna
Ne ho già parlato un sacco di volte, lo so, ma posso permettermelo, ormai sono pronto al prepensionamento e ci mancherebbe altro che mi facessi dei problemi a ripetermi ciclicamente...
Ovviamente non sto parlando ne di lentiggini, ne di capelli rossi, ne di schizofrenia (se non sbaglio parlava con animali, esseri inesistenti, e tanto da sola!), ma di quella cose che io avevo preso come un insegnamento divino, quel modo di vivere per cui ogni cosa che ti succede è una benedizione che il fato ti manda per farti stare meglio, poi, più in la nel tempo. In questi giorni mi sono reso conto che è una grande cazzata. Cerco di spiegarmi meglio senza essere troppo drastico e disfattista come al solito. Almeno ho imparato a non essere integralista e a contemplare l’esistenza delle sfumature di grigio.
Ho passato almeno l’ultimo anno, se non di più, a cercare di essere sempre contento di quello che mi accadeva, a non scoraggiarmi, a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, a sorridere, a non mostrarmi mai triste per qualcosa. Non ci voleva molto a capire che era un atteggiamento che prima o poi mi avrebbe portato allo sfinimento. E’ semplicemente stupido, non ci sono molte altre definizioni. E’ antievolutivo, ti autoanestetizzi di fronte a qualunque emozione. Perchè ostinarsi a dire che va tutto bene quando le cose non vanno bene? Perchè sorridere quando vorresti solo bestemmiare e prendere a pugni qualcosa o piangere? Si, non ha senso lo so, ma l’ho fatto. E non lo faccio solo io, è proprio vedere altre persone (mio papà nella fattispecie) che si comportano così, che mi ha fatto capire. E’ come se la tua mente e il tuo corpo si convincessero del mantra che ti ripeti continuamente “va tutto bene, io sono contento”, e non reagissero di più di fronte agli avvenimenti dolorosi o che semplicemente non ti vanno bene. La cosa buffa è che non reagiscono nemmeno di fronte alle cose belle, perchè tanto andava già tutto bene. E poi, che male c’è ad essere triste? Non sei socialmente accettato? E quindi? Non lo sono (siamo) per tanti altri motivi. E poi mica è una cosa da ostentare, ma almeno con le persone che ti stanno più vicine...
Questo non vuol dire abbattersi sempre e comunque per qualsiasi cosa, anzi...ecco, si, forse era stato questo a farmi entrare in quel tunnel, l’autocommiserazione...a parlare delle cose che vanno male, a sentirsi schiacciati da quello che non va, dal male, ci si predispone per la depressione vera, all’immobilismo, ed era da questo che volevo scappare, solo che come dicevo all’inizio non conoscevo le vie di mezzo e sono saltato direttamente dall’altra parte, ad essere uno scemo che si prende gli schiaffi e sorride.
Così una domenica pomeriggio mi ha chiamato Matthew, dato il grande successo avuto con i Lumine mi ha chiesto di dare una mano ad Adele visto che Nile Rodgers era impegnato…e che facevo, gli dovevo dire di no?
P.S. ho scoperto la tag “mic feed” e adesso mi faccio di quelle jam a casa che non si possono neanche immaginare…
Boh, si insomma, sono stati uno dei miei gruppi preferiti...mi dispiace, non so le cause, ma credo sia durato molto più di quanto si potesse immaginare. Questa fu la colonna sonora della mia prima volta a Parigi. Un grazie ed un ascolto col volume a manetta cantandola tutta, ci sta, 20 anni dopo.
Dicembre
E’ passato Novembre e con lui anche il mio mese di “rinunce”.
Lo ammetto, non è stato facile, ma nemmeno troppo difficile, l’obiettivo era quello di cambiare le regole della quotidianità e soprattutto cercare di sfidarmi per vedere se ho ancora un minimo di forza di volontà. Onestamente, sono abbastanza soddisfatto di me, anche se sarebbe potuta andare meglio.
I risultati sono stati questi:
Ho fatto stretching quasi tutte le mattine, esclusi i giorni in cui la sera sarei andato a correre o a nuotare, in pratica l’ho fatto quasi tutti i giorni del mese. Fatta esclusione degli ultimi dieci, ma non è stata colpa mia, aiutando mio fratello a fare il trasloco mi sono fatto una rampa di scale col culo e la schiena mi si è praticamente rotta in due. Con quel male non mi sembrava il caso di sforzare facendo esercizi. Indipendentemente dalla botta comunque ho sempre mal di schiena, non so quanto mi abbia aiutato l’esercizio, ma riuscire a toccarsi i piedi con la punta delle dita è una soddisfazione indescrivibile...
Questo è stato il vero scoglio, rinunciare ai dolci. Non l'avevo fatto per dimagrire, infatti il mio peso è rimasto praticamente lo stesso, ma per disintossicarmi. Ne mangiavo davvero troppi, ed è stata proprio dura! Ma ce l'ho fatta...concedendomi solo un muffin per il compleanno di Sara, ma era da contratto, e l'unico sgarro sono stati 3 m&m's sabato scorso, di sera, dopo due settimana a sfacchinare a casa di mio fratello, me li ero meritati! E poi erano lì, in casa da una settimana che mi chiamavano, era già tanto che fossero ancora tutti lì sani e salvi. Adesso che ho ricominciato con un paio di biscotti a colazione, e anche con gli m&m's, devo dire che il gusto è diverso. Non so se sia per l'astinenza, ma tutto mi sembra molto meno buono di prima. Dai che forse ce l'ho fatta...
Infine il fumo. Il mio obiettivo era quello di più o meno dimezzare le sigarette invece non ce l'ho fatta. Purtroppo non sono riuscito a togliermene così tante. Credo di aver fumato un quarto in meno rispetto al normale, ma niente di più. La sera soprattutto, dopo lavoro le avevo tolte quasi tutte, me ne rimaneva giusta una dopo cena, ma quelle della giornata finchè lavoro no, non sono riuscito a diminuire la quantità...Però dai, era il terzo punto, non era facile! La prossima volta proverò a fare meglio, anche perchè vorrei almeno mantenere lo standard nuovo.
Soddisfatto, sono pronto ad abbracciare Natale!
...ai germi
...il seguito
Forse è una convinzione solo italiana, forse è una convinzione globalmente provinciale, non lo so, ma a quanto pare per cambiare le cose ci vogliono grandi uomini che facciano qualcosa di eclatante e sconvolgente. “Io lo farei anche, ma chi mi segue? Nessun altro lo fa, non servirebbe a niente se lo facessi io” è una delle cose che più spesso vengono dette o solo pensate. E' un luogo comune e me ne rendo conto, è una frase fatta che quando la senti ti entra da una parte e ti esce dall'altra, ma io sono convinto che tutti possiamo cambiare il nostro rapporto con una persona che ci è molto vicina, condominio, il nostro quartiere, la città e forse anche qualcosa di più grande se in silenzio facciamo le cose giuste, senza proclami, senza pareri, senza imposizioni.
Scopri che il bene e che il male Non hanno effetto
Mai come in questo periodo sono stato nauseato e schifato e sconvolto da qualcosa. Mi riferisco a quello che è successo a Parigi una decina di giorni fa...Io a Parigi ci ho abitato, io il Bataclan lo conoscevo, io gli Eagles of death metal sarei andato a vedermeli. Come tanti avranno pensati, io sarei potuto essere lì. Col passare dei giorni il mio coinvolgimento emotivo è andato aumentando invece di scemare a poco a poco, come se il tempo mi servisse per rendermi conto che era reale, non un film o un videogioco. Ogni giorno ero sempre più sconvolto, nel vero senso della parola. Ho pianto. Ma siccome essere in quello stato, come immagino lo fossero tante altre persone, non era evidentemente abbastanza, c'è stato chi ha fatto di tutto per farmi stare peggio. Ho letto, e visto cose che per me erano assurde. Ero e sono intollerante a qualsiasi parere, tutti, senza distinzioni. Mi sarebbe piaciuto ascoltare delle trasmissioni o leggere degli articoli in cui fossero raccontati gli eventi, invece era tutto infarcito da pareri, opinioni, soluzioni, azioni globali da intraprendere. Tutte cazzate! Davanti ad una cosa del genere non puo' esserci giusto o sbagiato, vero o falso, perchè è tutto valido, o meglio è tutto invalidato dal fatto che il contrario è altrettanto giusto. Attaccare, non fare niente, aver paura, essere refrattari, sono tutti terroristi, questo non è l'islam, usciamo, io resto a casa, chiudiamoci, lasciamoli venire, odio, stringiamoci forte insieme, rabbia, tanatosi...ogni volta che sentivo una di queste cose mi infuriavo perchè riconoscevo come vero il contrario di quello che diceva l'intervistato-inviato-esperto-giornalista-politico di turno.
Cos'è? Cos'è? Cos'è? Si riproduce vivo in me
Penso che in occasioni come queste si possa fare solo una cosa, stare zitti, tutti. Perchè stare zitti non vuol dire fregarsene o essere impermeabili o menefreghisti. Non sparare opinioni non vuol dire stare fermi, anzi credo che col silenzio si agisca meglio. Quello che intendo dire è che proprio di fronte a cose del genere ci sia da guardare il proprio piccolo giardino e sistemarlo il meglio possibile, ci sia da pensare alla propria felicità, si debba trovare la spinta per sistemare tutte quelle cose che nel proprio piccolo mondo non vanno bene. E' questo che è contagioso, è questo che può sistemare le cose in un condominio, nel proprio quartiere ecc...Facendo la raccolta differenziata, accendendo per un'ora in meno la caldaia, comprando un maglione in meno di quelli fatti in Cina ed uno in più di quelli fatti nel proprio paese, cercare di essere coerenti con se stessi, accettare meno compromessi possibili. Io sono convinto che le rivoluzioni classiche siano inutili, prima o poi (più prima che poi) si ritorna al punto di partenza, ma partendo dal presupposto che ci vorrà tempo si può cambiare tutto dal profondo, bisogna smettere di pensare a quello che fanno o non fanno gli altri, ma pensare solo a noi per noi.
Forse se smetto di respirare Se ne va via da se cos'è? Cos'è? cos'è? Si riproduce vivo in me