A volte lo devo ammettere a me stessa; a volte ho paura.
Charlotte mi disegna un sole sul dorso della mano, è una cosa così bella che mi farei un vero e proprio tatuaggio, proprio lì, proprio quello.
Charlotte, affettuosa e bellissima, una figlia ideale, al quale darei tutto l'amore di questo mondo se potessi. Bambina sorella di Matilda, la quale racconta, come un'adulta, come una conversazione a cui è abituata, senza una lacrima né una ruga di tormento, che il suo papà ha spinto la sua mamma, che avviene della violenza domestica tra le mura di casa sua, e che quindi i suoi genitori si separano.
un'altra bambina aggiunge ''io non mi sposerò mai''
i miei occhi si sgranano al sentire queste parole, mi sembrano parole superiori alla loro età, in qualche modo.
E poi è tutto un lavoro di regolazione emotiva, trascorrere tutto il giorno dietro Matthi, che è da tutto il giorno impegnato a dare sberle ad altri bambini e si rifiuta di spiegare come mai.
C'é quella bambina dal cuore meravigliosamente buono, Agatha, viene a scuola sempre curata e ben vestita, ma all'asilo mi da l'idea di avere sempre lo sguardo rivolto all'orizzonte, come fosse spesso altrove. Oggi ha pianto, sembra che dei bambini le abbiano rovinato il disegno; a mio segreto parere: uno dei più belli che abbia mai visto; estremamente colorato e ricco di natura: oserei dire che rispecchia il mondo interiore di una fanciulla serena e sensibile.
Purtroppo, così appare, alcuni aspetti del carattere umano, cercano di spegnere le luci che brillano.
Per questo mi impegnavo tanto, cercavo di comprendere da cosa nascesse cosa, ho pensato di studiare psicologia per salvare me e per salvare il buono che ci può essere in questo mondo, ed alcune cose, diversi meccanismi oggi so come funzionano, e chiunque potrebbe sperimentarli, viverli, in determinate circostanze, quindi il mio livello di indulgenza si è relativamente innalzato.
Tuttavia ci sono giorni in cui tutto è davvero troppo, giorni in cui nemmeno un abbraccio consola le loro lacrime, giorni in cui ti rendi conto di avere tu stesso dei limiti.
E allora prenderesti certi cuori e li metteresti sotto un'ombrello. Illudendoti che almeno lì, possano essere in salvo.
Ma la verità è che ho paura ogni giorno, che alcune volte mi capita di essere fatalista e vedere certe meraviglie sprecarsi al tocco del lato guasto umano, che temo ma non mi auguro, possa divenire in alcune circostanze, davvero troppo, davvero troppo.
Così saluto questo fine settimana, ed il sipario si chiude sopra una riflessione che mi appare preludio di prossime considerazioni suggerenti nuovi prospettive e/o cambiamenti, che in qualche modo il mio animo mi sta domandando. E nel mentre, mi sento mancare il respiro.












