Cronache dall'Ospedale #1
Ieri la mia compagna di stanza ha espresso il desiderio di morire a casa sua. È una signora sulla sessantina attaccata all'ossigeno e a una macchina per l'alimentazione che ti spacca le fottute vene; è una malata terminale .
Chiunque si dica contro l’eutanasia dando per scontato che basti fornire qualsiasi (tortura) cura medica per (accanirsi) fargli desiderare di vivere ancora o è un idiota o non ha mai visto in faccia certe persone; individui coscienti intrappolati tra le pareti del cranio montato su un corpo marcescente. Una poltiglia di carne, ossa e dolore dolore dolore . Quale nobilta, dov'è la dignità in tutto questo? Dov'è la pietà? Non certo per il paziente. La pietà è per i familiari, affinché s'illudano di poterlo trattenere. In attesa di un miracolo. Egoisticamente. Ma forse non è neanche questo. In quei momenti alcuni pregano affinché tutto finisca . Ma non si può. C'è il carcere. Omicidio. Bla bla bla.
La verità è che la Morte è naturale e ineluttabile come la Vita ma a renderla tabù è la Paura. La vigliaccheria di tanti la pagano in relativamente pochi. Incapaci di guardare negli occhi la Morte, pavidi imbecilli che si avvolgono tra le calde pieghe d'una coperta intrecciata di etica e religione non impermeabile ai liquidi putridi che erodono i tuoi organi dall'interno - nonostante tutto ciò che fai il tuo più letale nemico è già all'interno. Sta lì da sempre, da quando sei nato. Puoi chiamarlo DNA. O Destino se ti va .










