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En el borde
En España tenemos una ley que permite la eutanasia. Una ley valiente, serena, profundamente garantista. Pero ninguna norma, por justa que sea, puede preparar del todo para lo que se siente al estar cerca de quien ha tomado esa decisión desde la lucidez, la libertad y el sufrimiento.
A veces, como profesionales del sistema sanitario, puede tocarnos participar en ese proceso. En uno de esos momentos, casi todo el mundo miró hacia otro lado. No todos. A veces, alguien decide no apartar la mirada, no porque se sienta más fuerte, sino porque entiende que no se puede dejar solas a las personas cuando aún conservan su capacidad de decidir, su autonomía, su dignidad.
Vivir algo así puede ser durísimo, profundamente conmovedor y, al mismo tiempo, extrañamente liberador. Duele ver cómo se prolonga un tormento inmerecido. Duele el silencio de los demás. Duele incluso el sentido de la espera, cuando todo ya está dicho y decidido, y lo único que falta es el valor o la compasión de estar al lado.
Pero también hay claridad. Mirar a los ojos, escuchar, cobijar una verdad así, dejarse atravesar por una decisión tomada con serenidad, sin rabia ni miedo, puede acompañar a quien transita otro dolor profundo, aportando consuelo y sentido. Puede transformar a quien forma parte del procedimiento desde lo ético y lo técnico. Puede devolverle la certeza de que estar ahí también es una forma de cuidado. Porque incluso cuando ya no hay soluciones, seguir estando sigue siendo un acto de amor.
No se puede decir más, por confidencialidad y porque resulta muy difícil expresarlo mejor.
Queda el eco de un encuentro que sostuvo a alguien en el borde. Un silencio distinto, que no duele. Un silencio que no se olvida.
Monte Santa Trega, donde lo celta mira al Atlántico.
Lääkärinvala on tavallaan aika hauska. Sen taakse paetaan söpösti omia lupauksia. Sitä ollaan niin ihmisten auttamisen kannalla, mut sit kun huomataan ettei potilasta voi auttaa, kannatetaan mieluummin itsemurhaa kun eutanasiaa. Perustellaan eutanasiavastaisuutta sillä, että lääkärinvalan mukaan ei saisi satuttaa potilasta. No kumpikohan sattuu enemmän, epäonnistunut itsemurhayritys, joka voi jättää ihmisen kitumaan entistä enemmän vai ammattilaisten valvonnassa suoritettu tuskista päästäminen?
" Come si può tornare indietro e ripercorrere un'altra strada, fare un'altra scelta? Anche cosi, solo per curiosità, dire: «Guarda, solo un momento, fammi vedere cosa sarebbe accaduto se quella volta lì fosse andata diversamente. Dai, fammi vedere, così, per scherzo, poi ritorno esattamente sulla mia strada, in questa vita qua, riprendo tutto da dove avevo lasciato, senza cambiare nulla». Ma no, non si può, sono tarli della mente. E a chi chiederlo dopotutto? Nessuno può sapere come sarebbe stata la propria vita se in quel momento, a tale giorno e a tale ora, avesse preso una decisione diversa, ma non una decisione importante come, ad esempio, scegliere un lavoro o la città dove abitare. No, non una così, ma ben più lieve, una cosa da niente, insomma, una variazione che lì per lì apparentemente non comporta nulla. È da queste inezie che svolta la vita. No, sapere come sarebbe andata non è possibile. Chi diceva che dobbiamo essere noi a costruire la nostra vita? Siamo sicuri che davvero potremmo? Non è piuttosto vero che siamo trascinati come pesci dall'acqua del torrente? Si, forse possiamo fare delle scelte, scartare di lato se c'è un poco di spazio, ma restiamo sempre intrappolati. Siamo nati nel fiume e non possiamo sfuggire alla corrente. A meno che, a meno che non salti l'argine. "
Bepi Mele, Contrappunti, Progedit (Collana Romanzi e racconti), Bari, 2024¹; p. 56.
Mi hermosa m e l a n c o l í a
nostalgia en los alrededores
tus ojos los miro en las nubes
tus labios presentes en mi cuello
con pequeñas marcas de beso
tu dulce aroma
nueces, almendras, frutal
✿◌ ۪ ꫀ
Mi melancolía
algún dia volverías?
Me siento vacía, me faltas
como el aire, como la playa al mar
te siento presente
y aún así no estas, en mi cama, en mi cocina, dime, ¿Hice algo mal?
Si mi nostalgia te serviría
si mis manos te llevarían
si mi boca te llamaría
tu estarías con vida?
Yo te aviso, yo te escribo todos los malditos dias
Vuelve a mi ser, esta melancolía duele más que una sola herida
Veo por mi ventana y no estas,
veo por mis ojos y cada vez me ciego más.
Amor mio, no te quiero decir adios, amo este sentimiento
Amo esta melancolía, esta nostalgia.
Un bellissimo modo di ricordare un padre estinto
"Oggi mio padre è scomparso. Lo scrivo qui per diffondere la notizia anche alla cerchia meno stretta, scusate se non risponderò a eventuali telefonate. Ringrazio tutte le persone che sono state con me e la mia famiglia. Ringrazio anche Fondazione ANT Italia ONLUS per il vitale supporto, chi vuole commemorarlo faccia loro una donazione.
Il giorno in cui mio padre ha ritirato l’analisi nefasta eravamo soli – mia madre era ricoverata in ospedale per via di una complicazione causata dalla chemio appena conclusa. Ho cenato con lui e mi ha detto che a suo parere siamo composti da pattern di caratteristiche che si ritrovano sparsi ma identici in altre persone diffuse nel tempo e nello spazio. Gli dissi che ero d’accordo, infatti Alessia ha la sua stessa fissa maniacale per i parcheggi, che spero mi accompagni a vita.
A essere scomparso stamattina non è mio padre ma il suo dolore: lui è diffuso in tutto quel che ha fatto. In me resta il suo amore per i libri, la curiosità, la passione filosofica, letteraria e scientifica, l’ironia, la distrazione, la totale incapacità manuale, lo “stronzometro” per valutare le persone, l’odio per la classe politica e per chiunque imponga la sua volontà agli altri.
La morte è amore universale, ma raggiungerla può essere faticoso. Non è bello augurare a proprio padre la morte, ma per come stava negli ultimi tempi (nonostante la morfina) era tutto ciò che desideravo. E per questo ribadisco: ogni persona dovrebbe avere il diritto di scegliere quando porre fine alla propria vita. Chiunque neghi questo diritto ad altri fa violenza a chi sta come mio padre – e vorrei che conoscesse cosa significa tale violenza, ora che ne ho visti i risultati in chi amo. Finalmente posso rispondere a chi obietta con una citazione che è indelicato criticare, il "vada a fan..." di mio padre. Il dolore grida che siamo fratelli e sorelle.
(Una foto di Luigi quando non l'ho mai visto, a 27 anni. È buffo perché questo ragazzo più giovane di me potrebbe essere un amico)."
Francesco d'Isa
Intervista al padre della giovane dopo la sentenza della Corte dei Conti che ha condannato il dg della sanità a rip
Beppino fagli il culo.