STRARTE 8#
Il lato oscuro dell’essere umano è una Musa che opera nell’ombra, ispirando da secoli artisti e letterati.
Dopo essere stati dipinti come esseri deformi, da aborrire, secolo dopo secolo i vizi sono diventati cifra di libertà, per intellettuali e artisti che hanno deviato la poesia dalle strade bordate con le aiuole fiorite del perbenismo. Sperimentare il vizio, il basso, deformare e destrutturare le regole imposte non significa fare un inchino di benvenuto alla barbarie, ma aprirsi all’analisi critica delle convenzioni sociali, per permettere all’individuo di riplasmare sè stesso. Scomporre le regole per liberare il desiderio attraverso l’arte e la poesia, che sono convulsione e spada nel cuore della menzogna. Saper capire le metafore.
Ecco perchè nella storia e nei romanzi la mente “porca” e sfacciatamente vitale dell’artista lo connota come anticonformista, sovvertitore delle apparenze pronto ad accorrere al richiamo del vizio. “Porca” perchè capace di passare con nonchalance dall’eleganza alla turpitudine, con eclettismo concettuale e spirituale.
Se la ricerca di sè è un fatto intellettuale, implicarvi l’aspetto instintuale significa cercare la completezza di corpo/spirito/intelletto. Ma il vizio implica questioni etiche e morali su cui ci si scontra mentre grandi idoli vengono eretti a sostegno dell’uno o l’altro vizio al dominio. Certo al potere abbiamo già artisti del vizio avido e lussurioso, superbamente ancorati a troni di avara indifferenza che stordisca ire e invidie, mentre l’accidia resta libera di innamorarsi del popolo. Ma ci sono gli artisti dell’atto poetico che sanno ribellarsi e recuperare l’essenza magica delle cose e dell’individuo.
Altrimenti, se non altro un artista oggi ha la libertà di sbeffeggiare il potere, come Maurizio Cattelan con il dito medio marmoreo a Piazza Affari. //EdN
Vi svelo un piccolo mistero











