Si lasciava sempre da amica. Non c'era un solo uomo incontrato di cui avesse cancellato il numero di telefono. Ogni volta che ci si rompeva qualcosa in casa, non ci mandava un vero muratore o un idraulico, ma uno dei suoi vecchi amanti. Per anni ho preparato tazze di tè agli uomini sempre uguali che venivano a sistemare i danni: avevano tutti una band e un divorzio alle spalle. La mia proprietaria di casa è la quintessenza di quella che io e la mia amica Sara definiamo la vera gattara: una donna che ha avuto molti corteggiatori ma ne ha amato davvero solo uno, e da quel momento non ha più aperto il suo cuore. Mantiene solo relazioni di letto che finiscono con reciproca stima; a pranzo riceve gli ex fidanzati preparando loro il caffè e ascoltando i loro patemi d'animo, poi li liquida con la sua saggezza spiccia e torna a dare da mangiare ai gatti. Per noi la gattara è un'eroina; a volte facciamo morire il suo vero amore in motocicletta.
CLAUDIA DURASTANTI, La straniera, La nave di Teseo, Milano 2019, pp. 158-159











