Edgetown è esplosa, piegata sotto quelli che chiamano Razziatori. Li ho visti sbucare dai tombini, ma cosa sono? Né umani né macchine, solo strumenti di morte. È successo tutto così in fretta e c’erano già addosso. Ci ho provato a lottare, ad aggrapparmi a questa vita con le unghie, ma quella cosa era sempre un passo avanti su ogni mia mossa. Mi ha inchiodato al muro con un aculeo che mi ha perforato la spalla e mirava al cuore. Non so ancora come ho fatto a trovare la forza per parare quel dannato affare e salvarmi la vita. Di sicuro da sola non ce l’avrei mai fatta.
La voce di James mi arrivava così lontana. Lo potevo vedere a terra, era ferito e io non potevo fare niente per aiutarlo. Mi sono sentita così inerme e senza difese da odiarmi. Per la prima volta ho avuto davvero paura di perderlo. Ero inchiodata al muro, perdevo sangue e attorno a me c’erano solo caos, fumo e urla. Poi è successo qualcosa: i suoi occhi hanno cambiato colore e una luce mi ha quasi accecato. Poi una sensazione densa di terrore mi ha pervaso tutto il corpo. Una profonda, intensa e lunga paura mai provata prima mi ha immobilizzato i muscoli per parecchi secondi. Avrei voluto chiudere gli occhi, piangere, avrei voluto urlare, scappare, e strapparmi il cuore dal petto pur di smettere di avere paura di lui. Qualsiasi cosa fosse, è riuscito a mettere in fuga i razziatori e forse ci ha salvato il culo a tutti. Quando ho ripreso lucidità, ero un fascio di nervi. Avrei voluto scappare e mettermi in salvo, lasciarmi indietro tutto e non pensarci più. Ma non ci sono riuscita, è una brutta cosa averlo anche solo pensato?
Ho avuto paura dei razziatori. Ho avuto paura di morire. Ho avuto paura per James. Ho avuto paura di James. Eppure appena ho potuto sono corsa da lui, come se non avesse senso andarmene senza di lui. Gli ho tolto l’aculeo dalla pancia...c’era sangue ovunque. E così ho peggiorato solo le cose. Kitty è tornata indietro, è tornata per noi senza che glielo chiedesse nessuno. Non aveva nessun interesse ad aiutarmi. Eppure lo ha fatto e lo abbiamo portato alla safe zone. Di sicuro da sola non ce l’avrei mai fatta.
Alla safe zone ho trovato Americas e Stanley. Stanno bene. Non ho mai smesso di premere sulla ferita di James anche se mi tremavano le mani, sapevo di non poter scappare, era una mia responsabilità. Mi sembrava che i medici non arrivassero mai e che tutti gli altri fossero troppo calmi. Non mi sento parte di niente, neanche nel caos. They all seem unknown. Everything appears to me far away. Eppure Americas e Stanley hanno ancora la capacità di farmi ragionare.
Is this perhaps what it means to have friends?
Sam: «Sono contenta che tu sia qui con me.»
Americas: «Anch'io sono contenta che tu sia qui. Sopravviveremo anche stavolta, con tutte le nostre ferite. »
James è ancora senza sensi. Io sono guarita con delle piante che Lena mi ha procurato. Mi sono lavata via il sangue mio e di James appena ho potuto... però non riesco a togliermi di dosso il pensiero che la paura di perderlo sia ora la più grande paura che ho.
Starò con lui finché non si sveglierà. Non ho fretta di tornare là fuori.
Alla fine non ho neanche ringraziato Kitty.