I Perchè dell’Umanità Artificiale
Ci sono dei momenti nella vita in cui diventa fondamentale chiedersi il perché delle cose. Di quelle che si fanno, si scelgono. O anche meglio di quelle che non si fanno, non si scelgono. Perché hai lasciato il tuo posto fisso? Perché hai scelto questo master? Perché vuoi occuparti di (digital) transformation? Non sempre la risposta è facile, anzi, la maggior parte delle volte ti mette in difficoltà più di quanto mai ti saresti aspettato. In più, stai attento, a scavare con il "gioco dei perché". Potresti perderti. O trovare qualcosa che non ti piace affatto… Riflettevo su un famosissimo TED Talk di Simon Sinek, ormai anche un po’ datato; e giuro che ero partita con scopi accademici, legati allo studio delle scelte strategiche e del posizionamento delle aziende; solo che poi la mia testolina da neo frikkettona mi è sfuggita un attimo ed è ripartita per il suo viaggio… La questione è che se cerco di rispondere con una certa sincerità e onestà ai miei di perché, innanzi tutto mi accorgo che le scelte che ho fatto non mi rendono davvero migliore o peggiore di nessuno. Semplicemente, non avrei potuto fare diversamente da così. Però una cosa l'ho notata. Anzi due.
Uno. Non in tanti si chiedono il perché di ciò che fanno. In fondo siamo assopiti nelle routine e nelle comode logiche che ci siamo costruiti. E questo ci "vizia", ma soprattutto annienta qualsiasi nostro "colpo di testa" anche se in gioco c'è la possibilità di diventare…ciò che vogliamo. (Care brave bambine, come me, la lotta è durissima, sappiatelo. Le vostre mamme andranno molto in crisi se deciderete di farlo.)
Due. Man mano che scendi nelle profondità dei tuoi perché, sempre con onestà e sincerità, fra le increspature della personalità, della cultura…scoprirai che i tuoi perché non sono poi così diversi da quelli di chiunque altro. Che alla fine siamo mossi tutti dalle stesse ragioni. Al massimo di diverso ci può essere il MODO in cui le viviamo - o ce le giustifichiamo.
Ora però mi torna di nuovo così vividamente alla mente la tematica del Machine Learning: in pratica l'apprendimento da parte delle macchine basato sul riconoscimento di schemi comportamentali che permettono loro di fare deduzioni predittive sul comportamento da tenere in futuro. Diciamo così: per un certo periodo di tempo si è pensato che una macchina avrebbe capito come agire solo se fossimo riusciti a fornirle un set sufficiente di informazioni e regole base su come usarle. Ora invece gli scienziati hanno iniziato a smettere di preoccuparsi di dire in anticipo "quali sono le regole del gioco" ma hanno dotato le macchine di strumenti statistici molto avanzati che permettono loro di capire da sole quali sono i comportamenti da seguire, tentativo dopo tentativo, errore dopo errore. Di fatto fregandosene dei perché. E funziona piuttosto bene. Cerco di spiegarmi ancora meglio. Uno pensa di essere molto "speciale", che le scelte che fa siano coraggiose, eccezionali, giuste…sbagliate… Mh. No. In realtà sappiate che alla fine siamo molto più prevedibili di quanto possiamo pensare. Una macchina con un buona potenza di calcolo può fingere in maniera abbastanza credibile di essere un umano. Perché forse non sono le nostre ragioni a renderci umani. Non c'è proprio niente che dall'esterno, idealmente, ci differenzi da una macchina abbastanza intelligente. Il Dr. Ford di Antony Hopkins lo diceva anche in Westword, ma davvero non avevo capito la profondità di quel dialogo finora forse.
"Non c'è limite oltre il quale siamo migliori della somma delle nostre parti. Né un punto dal quale si diventa completamente vivi. Non possiamo definire la coscienza perché la coscienza non esiste. Noi umani sogniamo che ci sia qualcosa di speciale nel modo in cui noi percepiamo il mondo, ma viviamo in cicli tanto stretti e tanto chiusi quanto quelli dei Residenti. Senza dubitare delle nostre scelte. Contenti per lo più di sentirci dire cosa fare dopo."
(qui il dialogo completo)
Il tema dell'intelligenza artificiale ha aperto spazi di discussione intorno al vero senso dell'umanità quasi più di quanto non lo abbia fatto la Bibbia. E chi ragiona tutto il giorno sulle macchine intelligenti, sulla loro capacità di apprendimento, di evoluzione e di creazione sapete cosa ci dice a riguardo? Anche con una certa veemenza, a ben guardare. Ci dicono che l'umanità non è qualcosa da capire, ma che probabilmente è qualcosa da sentire. Dobbiamo sentire se quello che facciamo ha un senso, un valore…e in fondo nemmeno questo ci rendere squisitamente umani. Ma è davvero tutto quello che abbiamo per essere Reali. E non artificiali.












