Gli esseri umani sono strani, tendono ad addossarsi colpe che non hanno e a caricare le loro sulle spalle di altri.
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Gli esseri umani sono strani, tendono ad addossarsi colpe che non hanno e a caricare le loro sulle spalle di altri.
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Ladri tendono un’agguato e speronano una Volante
Il racconto di uno dei due agenti coinvolti: «Volevano investirci e farci del male» «Hanno atteso al buio che salissi in auto e con un’Audi A6 ci sono venuti addosso» – GUARDA LA FOTO
«Ci sono venuti addosso per farci male. E ci sono riusciti. Hanno atteso che io, dopo l’inseguimento, salissi sull’auto della Volante e ci hanno colpito, è stato un agguato: improvvisamente io e il mio collega d’equipaggio abbiamo visto due fari, due luci nel buio della strada e poi un boato fortissimo. Ci avevano speronato, centrati in pieno muso con un’Audi A6, un macchinone tipo Suv. Noi ci siamo come ribaltati all’interno, quasi aggrovigliati l’un l’altro come conseguenza dell’impatto. Eravamo malconci, acciaccati, c’era del sangue. Abbiamo reagito, cercato di mettere in moto per non darla vinta a qui due. Ma la macchina era fracassata. Non c’era verso di farla partire». È acciaccato, con botte e lividi dappertutto e in particolare ha le mani “incappucciate” da bende, cerotti e medicamenti vari dopo che se le è tagliate profondamente in più punti cercando di scavalcare l’ultima cancellata.
È un poliziotto, un agente della Volante che non si metterà in congedo, dice, perché «nonostante tutto abbiamo il dovere di continuare. Siamo in pochi ma non molliamo, dobbiamo combattere malviventi che salgono su auto da 50mila euro e con questa cercano di schiacciarci, di investirci. Non possiamo dargliela vinta». Già, dargliela vinta. Nella stessa nottata la Volante aveva già effettuato tre sopralluoghi di furto per colpi messi a segno nelle via Allegri, Ulivi e Marco Polo. Le festività natalizie si avvicinano e puntuali come le tasse i malviventi riprendono a prendere d’assalto case e garage.
E dire che questo poliziotto, se non fosse stato per quell’ultima maledetta cancellata con le punte metalliche affusolate, era ormai a un passo dalla cattura di due ladri che fuggivano dopo un colpo in un appartamento in via Gazzadi. Nel cuore della notte, verso le 4 e mezza, arriva alla centrale una chiamata di soccorso. Una coppia che abita in una villetta si era svegliata a causa di alcuni rumori e ha scoperto i ladri in casa, si è trovata davanti a due uomini col passamontagna, non tanto alti, con giacca a vento. Gli inquilini hanno urlato e i due si sono precipitati in strada con in tasca 300 euro. Ad attendere loro forse c’era un palo, in auto.
«Siamo arrivati sul posto – racconta il poliziotto – abbiamo ascoltato i derubati che ci hanno descritto come erano vestiti. Mi sono messo a girare, a cercare nelle vie vicine, Sant’Anna, Cassiani. Poi in una laterale ecco due: non erano alti, vestiti di scuro. Ci vedono e iniziano a correre. Scendo, gli corro dietro. Questi imboccano una laterale, penso Benedetto Croce, poi un’altra. Gli sto dietro, loro scavalcano e scavalco pure io, nonostante il peso del cinturone a farmi da zavorra. Poi c’è la cancellata con le punte: “ci lascio” letteralmente le mani. Si allontanano e allora torno in auto. Eravamo in via Pellico. Prendo il microfono, do l’allarme alle altre pattuglie e in quel’istante ecco due luci, due abbaglianti e la botta terribile. Ci hanno aspettato, un agguato per colpirci, per farci male e bloccarci». Lui mani scorticate e lividi, l’altro agente con un colpo di frusta tremendo e altre botte. Ora è caccia a questi due malviventi, comunque ladruncoli inesperti ma proprio per questo violenti e imprevedibili.
stefano totaro – Gazzetta di Modena
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