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Forse una delle descrizioni che più si avvicina al senso del proprio Scopo.
Prenditi cura del tuo umano.
(fonte video: unconventional_thinkers - TikTok)
I veri eroi sono i secondi, quelli che arrivano dopo, cani, gatti, umani, che hanno il grande e delicato compito di curare un cuore che non hanno spezzato loro.
Lucrezia Beha
Noi e gli altri
Con il dolore e la paura addomestichi e controlli qualsiasi essere vivente, compresi gli umani
La normalità non è mai esistita ❥
La parola 𝒏𝒐𝒓𝒎𝒂𝒍𝒊𝒕𝒂̀ è spesso utilizzata per descrivere ciò che è considerato "comune" o "accettabile" dalla maggioranza della società. Tuttavia, è importante capire che 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚 e che non esiste una 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ universale quando si tratta di comportamenti umani.
È una mia riflessione, perché vedo spesso utilizzata la parola "normale" in più ambiti.
La moralità è una brutta bestia da estirpare: anche una persona molto colta più essere bigotta.
Quel limite, a cui ti riferisci, di cui stiamo parlando, lo stabilisce la moralità: è un difetto imparato, non naturale.
" Erano degli eroi. Come ne moriva uno, un altro si faceva avanti per sostituirlo. Isolarono per primi il germe a Londra. La notizia fu telegrafata ovunque. L’uomo che aveva portato a termine l’impresa si chiamava Trask, ma nel giro di trenta ore era morto. Poi tutti i laboratori si impegnarono nella ricerca di qualcosa che uccidesse i germi della peste. Non si trovava un farmaco adatto. Il problema, vedete, era trovare un farmaco, o siero, che uccidesse i germi presenti nel corpo senza uccidere il corpo. Cercarono di combatterlo con altri germi, di iniettare nel corpo di un malato germi nemici dei germi della peste…». «E ’sti cosi, ’sti germi, non si vedono,» obiettò Labbro Leporino «e tu, Nonno, bla-bla-blateri come se fossero qualcosa, mentre non sono niente di niente. Quello che non si vede non c’è, punto e basta. Combattere cose che non ci sono con cose che non ci sono! Dovevano essere tutti bacati, a quei tempi. Per questo ci hanno rimesso la cotenna. Sai che ti dico: tu a me certe balle non le dai a bere». Il Nonno riattaccò con le lacrime, mentre Edwin prendeva animatamente le sue difese. «Guarda che anche tu credi a un sacco di cose che non si vedono, Labbro Leporino». Labbro Leporino scosse il capo. «Tu credi che i morti vanno in giro. E quando mai ne hai visto uno?». «E invece sì. Li ho visti l’inverno scorso, mentre andavo a caccia di lupi con mio padre». «Però sputi sempre quando attraversi un corso d’acqua» lo provocò Edwin. «Lo faccio per scacciare la sfortuna» si difese Labbro Leporino. "
Jack London, La peste scarlatta, a cura di Ottavio Fatica, Adelphi (collana Gli Adelphi, n. 353), 2023¹⁰, pp. 39-40.
[Edizione originale: The Scarlet Plague, Macmillan Inc., NYC, 1912]
"A nulla e a nessuno
è dato di restare fermi;
non agli uomini;
non all'acqua e
neppure al tempo."
— Ian McEwan
Sai York, noi esseri umani abbiamo un grosso problema chiamato cervello. Pensiamo di essere i padroni del mondo, manipoliamo la natura, vi torturiamo, ce ne freghiamo dell'ambiente e siamo convinti di avere inventato tutto. Viviamo la vita sempre proiettati nel futuro, sempre a dire farò, sarò, diventerò. Fingiamo di essere immortali e poi un giorno incontriamo la morte e diventiamo pazzi e il resto dei nostri giorni lo impieghiamo per trovare una spiegazione che non c'è. Pensa che ci sono persone che come lavoro pensano ai perché della vita, si chiamano filosofi! Voi invece vivete adesso, amate sinceramente senza secondi fini, senza aspettarvi nemmeno di essere ricambiati, non avete bisogno di diventare qualcuno, non siete ossessionati da successo, vi basta una carezza, una cuccia, un po' di pappa e di compagnia e poi quando sentite che il vostro momento si avvicina, ve ne andate a morire dignitosamente da soli, lontano da sguardi indiscreti. E noi vi chiamiamo animali!
Federica Bosco “Il mio angelo segreto”