#AssessingPalmyra: il modello 3D del tetrapilo per documentare e conservare la memoria di un sito culturale di importanza mondiale
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In collaborazione con la DGAM, siamo stati a Palmira per studiare lo stato di conservazione dei monumenti prima e dopo gli attacchi dei militanti dell’ISIS.
Nel caso del tetrapilo, come per il teatro Romano, l’elaborazione di un modello 3D dettagliato è stata possibile grazie alla documentazione fotografica raccolta sul sito dopo la distruzione del monumento.
Al contrario, il modello 3D del tetrapilo nella sua integrità non è stato elaborato da Iconem ma dal progetto New Palmyra Project, i quali ringraziamo per il magnifico lavoro.
Sketchfab Viewer API example
Switch between April 2016 and April 2017 var iframe = document.getElementById( 'api-frame' ); var version = '1.0.0'; //var urlid = '240f716462b8408ea7c4f3e9966e954f'; //'82b74a33787341f8881aec33c933a6f0'; var urlid = 'c17bc13761904764a7ab21e8d02b75f5'; var client = new Sketchfab( version, iframe ); var theApi; var show_before = true; client.init( urlid, { success: function onSuccess( api ){ theApi = api; api.start(); api.addEventListener( 'viewerready', function() { console.log( 'Viewer is ready' ); Util.SwitchBeforeAfter(); } ); }, error: function onError() { console.log( 'Viewer error' ); } } ); var Util = { getNodeMap: function(theApi) { theApi.getNodeMap( function( err, nodes ) { if ( !err ) { console.log( nodes ); } } ); }, ShowMeshByPattern: function(theApi,pattern,doshow) { theApi.getNodeMap( function( err, nodes ) { if (err) { console.log('Error getting nodes'); return; }; var keys = Object.keys(nodes); //the node array is a set of numbered objects. Here we get an array of keys to those objects var isOption; for (var n = 0; n < keys.length; n++) { var node = nodes[keys[n]]; //show or hide the meshes which match the pattern isOption = node.name && (node.name.indexOf(pattern) !== -1) && (node.type === 'MatrixTransform'); if (isOption) { if (doshow) { theApi.show(node.instanceID); }else{ theApi.hide(node.instanceID); } } } }); }, SwitchBeforeAfter: function() { before_name = 'Avant'; after_name = 'Apres'; if (true) { if (show_before) { Util.ShowMeshByPattern(theApi, 'Thetra_Avant', true); Util.ShowMeshByPattern(theApi, 'Thetra_Apres', false); Util.ShowMeshByPattern(theApi, 'OUTLINE', false); Util.ShowMeshByPattern(theApi, 'Modelisation_Tetra', true); } else { Util.ShowMeshByPattern(theApi, 'Thetra_Avant', false); Util.ShowMeshByPattern(theApi, 'Thetra_Apres', true); Util.ShowMeshByPattern(theApi, 'OUTLINE', true); Util.ShowMeshByPattern(theApi, 'Modelisation_Tetra', false); } } else { if (show_before) { Util.ShowMeshByPattern(theApi, before_name, show_before); Util.ShowMeshByPattern(theApi, after_name, show_before); } else { Util.ShowMeshByPattern(theApi, after_name, !show_before); Util.ShowMeshByPattern(theApi, before_name, show_before); } } show_before = !show_before; } } console.log('util defined');
Tutti i crediti per il modello 3D prima della distruzione sono del New Palmyra Project (Licenza creative commons, CC0).
Fotografie a livello del suolo e centinaia di immagini aeree scattate dal drone hanno permesso di crerare una dettagliata riproduzione digitale del monumento.
Questo modello rappresenta in primo luogo una documentazione dei beni culturali sia nella loro interezza che nello stato alterato: una nuova fonte storica da trasmettere a future generazioni secondo gli obbiettivi del progetto #AssessingPalmyra.
In secondo luogo è uno strumento di supporto agli esperti per effettuare decisioni che riguaradno il restauro del documento. Il tetrapilo è oggi quasi interamente distrutto (per maggiori informazioni vi rimandiamo al primo post sul Tertrapilo, arte e contesto storico recente) ed è quindi di estrema importanza poter osservare il monumento com’era antecedentemente alla guerra. E’ cosi’ che dal modello 3D possiamo risalire a informazioni molto importanti, sia architettoniche che artistiche.
Questi nuovi strumenti per conservare la memoria del patrimonio in pericolo sono essenziali anche per rendere l’arte e la sua storia più accessibili: essi permettono infatti di ossevare e godere dei beni culturali che si trovano in luoghi non più accessibili fisicamente (come le zone di conflitto).












