Sei stanca, sei sfiduciata, sei triste, sei arrabbiata. Ripeti in continuazione quello che ti hanno detto, tre persone tre pareri differenti e forse ne serve un quarto. Non sai che fare, non sai dove andare, sento solo la voce che ti si incrina. Provo a farti ragionare, sono stanco anche io di sentire le stesse identiche cose. Me le hai dette cento volte, me le sono ripetute mille, ma non cambiano, neppure se le ripeti un milione di volte. Sei lì a farti mille problemi, a spaccarti la testa a domandarti e a domandarmi cosa è giusto fare e cosa no. Non ho risposte, nemmeno io. So che non posso vacillare, però, neppure per un momento non davanti a te. Ti stringo. Non dico nulla ma ti stringo. Solo allora sento i tuoi singhiozzi e il calore delle tue lacrime. Finalmente, penso, ti stai sfogando. Ti dico che ci penserò io. Stai tranquilla, perché ci penserò io. So quanto è dura. Ti stringo. Più forte. Non parlare più e sfogati. Ci penserò io. Ti stringo. Non ti lascio. Ti stringo.