Se dovessi chiedere un regalo vorrei di nuovo il tuo numero di telefono...
Sasha🌷
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Se dovessi chiedere un regalo vorrei di nuovo il tuo numero di telefono...
Sasha🌷
Il segreto è tenersi forte in questo tempo dove tutto si perde.
(Antonio Cuomo)
Nottata semi insonne, nessuna voglia di leggere, stanco cerco qualcosa da guardare in TV. Ad un certo punto un flash. Goldrake. E la testa vola con un sorriso a quell'aprile del '78 quando uscì in Italia su Rai2. Il piccolo AElf di sette anni che sale al volo dietro il motorino di suo fratello quindicenne per andare a vedere la puntata al bar nella piazza del centro storico, l'unica TV a colori in qualche modo pubblica dell'epoca, a casa ancora quasi tutti con la TV in bianco e nero, tutti i ragazzini lì a sfidare la pazienza del barista e a guardare l'ennesima puntata prima di rientrare a casa per cena. C'è un mondo di felicità ed innocenza in quel ricordo, la gioia di sentire, prima ancora che vedere, arrivare mio fratello sul motorino, il suo: "dai corri, salta su che sta per cominciare!" Quella corsa capelli al vento a tutto gas lungo la discesa che dalla chiesa grande porta in piazza, è bello stare sul motorino con lui, ti fa sentire amato ed importante. Il correre dentro e cercare un angolino in piedi in quel bar allora minuscolo per vedere Goldrake, le esplosioni, cavolo, le esplosioni a colori. Lame rotantiiiii, alabarda spazialeeee, ed è un cantare la sigla tutti insieme. Il fare la salita per tornare a casa esaltati giocando ad essere Goldrake. Innocenza e gioia. E poco importa se sul muro davanti alla bottega di alimentari, a metà salita, ci sia il simbolo delle BR tracciato con uno spray rosso, all'epoca dell'innocenza bambina sono solo due lettere rosse su di un muro. C'è Goldrake, che significa stare stretto a tutta velocità sul motorino di mio fratello sentendosi invincibile, ed i colori di un mondo che sta per correre veloce.
Stamani sono uscito a piedi e sono andato a prendere un caffè in quel bar ora così diverso, ho sorriso e per un attimo ho avuto la tentazione di cantare la sigla.
Ho un milione di pensieri nella testa. Alcuni mi tengono sveglio la notte, altri non li so nemmeno spiegare. Vivo costantemente in mezzo a questo caos silenzioso, eppure se mi chiedi come sto, io sorrido. Non perché va tutto bene, ma perché non so dirti veramente quanto pesa tutto quello che ho dentro. Il sorriso diventa il mio modo per semplificare ciò che semplice non è. Un po come dire “non chiedermi troppo, non saprei da dove iniziare” e allora mi limito a sorridere perché è più facile che spiegare. Perché certe cose non entrano nelle parole. Perché nessuno vuole davvero ascoltare tutto quel rumore che porto con me. La verità è che dietro ogni sorriso ci sono mondi che nessuno vede. Scelte che ho fatto e che non racconto. Paure che non confesso. Battaglie che combatto senza testimoni. E quel sorriso non è finzione, è il mio modo di sopravvivere, di restare in piedi quando tutto barcolla.
Ho un milioni di pensieri nella testa e se sorrido non è perché non li sento, è perché non so più come mostrarli
♠️…Le tue risate contro la mia pelle… e ogni tocco diventava promessa, ogni respiro, resa.
Ho bisogno di un abbraccio, di essere ascoltata, di sentirmi compresa.
A volte ti penso, sorrido e ti scrivo. Il problema è quando mi chiami...