Posso permettermi di essere poetica sta sera? (S)fortunatamente ho sempre creduto nella puntualità del destino (Dio, Buddah, fato, Superman chiamatelo come vi pare). Da lettrice ossessiva quale sono, io non leggo un libro. No, io lo leggo, lo rileggo, sottolineo le parti che mi piacciono di piú, lo rileggo e sottolineo le parti che mi fanno riflettere particolarmente poi infine lo rileggo per l'ennesima volta ma solo dopo aver fatto tutte le ricerche necessarie sui luoghi/fatti/persone realmente esistenti. Questo ovviamente per la stragrande maggioranza dei libri presenti nella mia libreria che sono a priori una selezione tra il numero ancor più grande di libri che ho letto. Ma, il ma è dovuto, esistono alcuni libri che sono sopra la media, quelli che ti catturano l'anima, le fanno vivere esperienze, le fanno conoscere penonaggi, le fanno vedere luoghi e poi te la restituiscono leggermente (a volte, ancora più raramente, molto) cambiata. Sono quelli i momenti in cui credo nella puntualità del destino. Perchè magari quel libro là, quello che ti ha stravolto più di tutti non è nulla di speciale, semplicemente ti è capitato di leggerlo nel momento esatto. Proprio quando ne avevi bisogno. Proprio quando ti ci rispecchiavi di più. Quelli sono i libri che leggo e ripongo immacolati sugli scaffali, terrorizzata all'idea che rileggendoli la loro magia sparisca. Credetemi se vi dico che quei libri lá, quelli "immacolati" sono per me molto rari. Attualmente in una libreria che conta 122 libri solo 4 sono quelli immacolati. Eppure esiste qualcosa di ancor più raro. C'é quel libro, e si uno solo tra quelli che ho letto (ahimè troppo pochi rispetto a quello che vorrei) che dopo aver trascorso un periodo da "immacolato" ha acquistato un valore ancor più grande. Non so bene come sia accaduto. Una notte, una di quelle in cui non importa cosa fai, Morfeo si rifiuta categoricamente di accoglierti nelle sue grazie, mi son semplecemente messa a rileggerlo. Ho ri-ri-riletto quel libro circa 30 volte, forse più, e ogni volta ci ho trovato dentro nuove cose, nuove parti di me, nuovi punti di vista, nuova forza. Quei libri là che indipendentemente da dove, quando, come o perchè li leggi, quei libri ti lasciano dentro qualcosa di indissolubile. O forse è il contrario, forse sei tu a lasciarci dentro qualcosa di te. O, ancora, probabilmente qualcosa di tuo c'era già quando l'auotore ha deciso di scriverlo. Che non deve essere per forza tutto il libro. Magari è un capitolo, la descrizione di un determinato luogo, o il modo che ha di affrontare le cose un personaggio, un dialogo semplice, la prefazione o la conclusione o magari solo una frase messa proprio lì, nel punto giusto. Magari è tutto o forse niente ma dentro quel libro ci sei tu. Oppure è quel libro a essere dentro di te. Non lo so di preciso, è qualcosa di troppo grande che in pochi (o magari solo io) hanno il piacere di provare. Ma è una certezza. La certezza che non importa dove sei, in che stato d'animo, quante fatiche hai dovuto sopportare, quale immensa felicità tu stia provando, se hai trovato quel libro lá, proprio quello, sai di essere a casa.