“Non vorrei mai offendere nessuno, ma sono così stupidamente timido che spesso sembro freddo e indifferente mentre invece sono trattenuto soltanto dalla mia goffaggine naturale.”
— Jane Austen - Ragione e sentimento

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“Non vorrei mai offendere nessuno, ma sono così stupidamente timido che spesso sembro freddo e indifferente mentre invece sono trattenuto soltanto dalla mia goffaggine naturale.”
— Jane Austen - Ragione e sentimento
C’è qualcosa di trattenuto
di sospeso, che spezza il respiro, mi spacca il torace e mi chiede di urlare. Che mi stringe il cuore e lo sento in gola, e vorrei solo fermarlo, per un attimo o per sempre poco importa.
Giusto il tempo di recuperarne le fila, di sapere che succede, da dove viene la costante idea di pugnalarmi il cervello per riuscire a dormire.
Quella sensazione di assenza, quella fame di altro che mi invade lo stomaco e mi lascia così, con la paura che scappando non resterà più nulla, e col dubbio che ne sopravvivró.
E intanto consumo le energie, le ossa, i pezzi di me, e ho la certezza che nessuno mi crederebbe se, finalmente, dicessi “Non sto bene”. Se in ultimo ammettessi di essere sull’orlo, in bilico col solo desiderio di andare giù.
Perché ci sarà comunque spazio per tutti, un po’ di tempo per ciascuno, un po’ di amore diviso in parti uguali, e sembrerà infinito, al limite dell’assurdo.
E ne rideremo, e ne moriró.
Fui trattenuto solo dalla dolcezza di averla tanto vicina a me dopo di aver temuto di averla perduta per sempre.
La Coscienza di Zeno, Italo Svevo