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La tredicenne è diventate una diciannovenne appena arrivata all’università.

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La tredicenne è diventate una diciannovenne appena arrivata all’università.
Tredicenne uccisa dopo un tentativo di stupro, dopo 66 anni Lucia Mantione ha avuto il suo funerale
Tredicenne uccisa dopo un tentativo di stupro, dopo 66 anni Lucia Mantione ha avuto il suo funerale
Tredicenne uccisa dopo un tentativo di stupro, dopo 66 anni Lucia Mantione ha avuto il suo funerale. Lucia Mantione, per la sua famiglia “Lucietta”, ha dovuto aspettare 66 anni per avere un funerale. Sparì il 6 gennaio 1955 e dopo tre giorni fu trovata morta: la tredicenne di Montedoro (Caltanissetta) fu strangolata al termine di un tentativo di stupro. All’epoca le esequie vennero negate dal…
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Sono pronto a perdere una ventina di followers
Ma non se ne può più di tredicenni che su tumblr pubblicano foto dei One Direction,citazioni random che neanche capiscono o foto dei loro tagli del tipo "la mamma non mi fa andare in disco,nessuno mi capisce" . Ma andate a fanculo ,avete distrutto questo sito.
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Romeno ubriaco massacra di botte il figlio tredicenne
Ubriaco picchia il figlio tredicenne Completamente ubriaco, ha iniziato a picchiare il figlio di 13 anni, che si è rifugiato in cameretta per non prenderle dal padre manesco. Il genitore lo ha poi chiuso dentro e stava per alzare le mani anche contro moglie e figlia di 17 anni, per sfogare la rabbia. E’ stato […] Tutti i Crimini degli ImmigratiTutti i Crimini degli Immigrati
Un pezzo di un racconto che scrissi quando avevo 13 anni.
Doveva essere un libro. Questo è parte del terzo capitolo. Ne ho scritti 4, avrebbero dovuto essere una ventina. Non finirò mai quello che avevo iniziato ma vale la pena pubblicarlo. L'ho lasciato scritto com'era. Errori compresi.
Tornata a casa si sdraiò contenta sul letto, quel pomeriggio avrebbe visto il suo Giovanni, era talmente eccitata all'idea che non poté neanche pranzare, si mise subito davanti allo specchio di camera sua, prese una decina di vestiti dall'armadio e iniziò a provarseli, uno ad uno, alla fine scelse i suoi jeans preferiti e una semplice canotta azzurra. Si infilò le scarpe nere con la zeppa, e iniziò a cercare la cintura che le sue amiche le avevano regalato per il compleanno; in quel momento si catapultò nella stanza sua madre: - Jasmine che fai? Oggi non pranzi? E poi, non dirmi che stai uscendo! Dove vai? Con chi? - Jasmine non alzò nemmeno lo sguardo da cassetto delle cinture e, proseguendo la sua ricerca, disse semplicemente: -Mamma non ho fame, e fra un ora esco con Giada e le altre. - Bugia, beh, Jasmine diceva tante di quelle frottole ai suoi genitori che ormai le veniva naturale mentire. Sua mamma non tollerava che lei uscisse con i ragazzi, quindi doveva per forza inventarsi una scusa no? Un ora esatta dopo Jasmine era al parco, perfettamente pettinata e truccata, con la cintura nera borchiata. Era seduta sulla solita panchina, la panchina che da sempre era stata di lei e Giovanni, era la solita ora, ovvero le tre e un quarto di pomeriggio, lei aspettava impaziente con il cellulare in mano facendo finta di scrivere sms. Da lontano Jasmine intravide arrivare un ragazzo, alto con i capelli biondo cenere, indossava una maglietta smanicata rossa, dei jeans larghi e un paio di converse blu ai piedi: sì, non cerano dubbi, era Giovanni, il suo Giovanni. La ragazza si trattenne con tutte le sue forze, aveva voglia di correggi incontro, ma aveva anche paura di sembrare una pazza che correva per il parco incontro ad un ragazzo bellissimo. Giovanni le si avvicinò piano, dolcemente, sorrideva di più ogni passo che faceva verso di lei, quando le fu vicinissimo abbassò lo sguardo poi, senza dirle una sola parola le si sedette accanto, la guardò per lunghi secondi negli occhi e la baciò, fu un bacio lungo, appassionato, carico d’amore e dolcezza, quel bacio era un modo per recuperare tutto il tempo nel quale non erano stati vicini, serviva a recuperare la lontananza, il distacco, era un bacio che ne valeva altri mille. Jasmine sapeva di amare Giovanni, ne era pazza, ma non era certa che anche Giovanni provasse i suoi stessi sentimenti, si sentiva inadeguata, vedeva quel ragazzo tanto bello e tanto più grande di lei. Quando le loro labbra si staccarono lui l’abbracciò forte, più che poteva, poi le prese il viso tra le mani:
- Amore, sei bellissima, mi sei mancata tanto - .
A quelle parole entrambi arrossirono. Poi si guardavano di nuovo intensamente, si scrutavano a vicenda aspettavano una risposta da parte dell’altro, Jasmine lo osservò profondamente, gli occhi di lui erano troppo belli e guardavano fissi i suoi come poteva non baciarlo? Ancora le loro labbra si incontrarono Jasmine ogni tanto sorrideva nel bacio, ridevano mentre si baciavano, e il loro anche il cuore rideva felice. Passò un ora, due, per Jasmine era già tardi, doveva tornare a casa, si allontanò dalla panchina.
– Ci vediamo presto! Amore mi mancherai! –
Giovanni di scatto le prese una mano :
- Amore, quando ci rivediamo? –
-Domenica prossima - rispose lei con un sorriso – Mi manchi già, come farò senza di te? –
Jasmine tirò fuori dalla tasca il suo cellulare e scattò di fretta una foto al ragazzo, il quale protestò:
- No, esco male in foto! – la risposta fu immediata:
- Come fai ad uscire male se sei bellissimo? E poi la foto mi serve, devo guardarla per addormentarmi la sera e sognarti anche la notte. –
Jasmine si mise a correre, si allontanò da lui, poi camminò all'indietro salutando con la mano finché non fu tanto distante. I saluti erano sempre la parte più triste dei loro appuntamenti per questo dovevano essere più corti e veloci possibile. Tornata a casa riguardò la foto che aveva scattato, Giovanni aveva ragione, in foto lui esce decisamente male!
Secondo natale senza lui.
Mi si appiccica la pioggia sulla faccia, l'umidità mi entra nelle ossa, l'erba mi inzuppa la schiena e i vestiti, ma che posso fare, aspetto la sua stella. E quest'anno cos'hai desiderato in paradiso? Una macchina fotografica per ricordarti ancora di noi? Ho paura di dimenticarti. Non ti voglio dimenticare. Voglio te, sotto l'albero come regalo, oppure me al tuo fianco. Prendimi...