♪ Lewis & Sarah Flashback 24/10/19 Sarah’s office #metahumansrpg
Non riusciva ancora a capire perché la signora Coleman lo avesse convocato nel suo ufficio per parlare; lo aveva fermato qualche giorno prima, durante l’evento di beneficenza a cui aveva partecipato per accompagnare una giovane donna d’affari che aveva bisogno di un accompagnatore, gli aveva detto che aveva un’offerta di lavoro da fargli ma non si aspettava di doverne parlare di persona. Di solito tutte le proposte gli venivano fatte per telefono e quasi sempre era Kenny a trattare con le persone, questa volta aveva fatto un'eccezione, dato che aveva già parlato con l'interessata. Non capiva però perché le servisse il suo aiuto, solitamente non si interessava molto agli affari personali degli altri, ma sapeva che la donna fosse sposata. Quindi perché chiamare un accompagnatore? Scosse la testa cercando di scacciare dalla mente tutti i suoi pensieri, non aveva senso rimuginarci in quel momento, quando mancavano pochi minuti all'incontro. Allungò il passo, varcando finalmente le porte dell'edificio di Vogue Magazine, spiegò alla segretaria che aveva un appuntamento con la signora Coleman e si mise a sedere non appena venne invitato ad attendere. Non dovette aspettare molto, in realtà aveva temuto di dover rimanere delle ore lì in attesa, quindi di sorprese nell'accorgersi che aveva aspettato solo una mezz'oretta. Si alzò dalla sedia, quando la segretaria lo invitò a entrare, raggiungendo con pochi passi la porta dello studio.
<<Salve Signora Coleman, mi aveva chiesto di presentarmi qui per parlare.>> Sarah Lo aspettava seduta alla scrivania. Si era tenuta il pomeriggio libero proprio per incontrare quel giovane aitante lavoratore. Informata a dovere - o almeno così riteneva - sulla sua professione e sulla sua persona, perché logicamente ai suoi assistenti aveva dato il piccolo incarico di scoprire il più possibile sul suo conto, aveva ritenuto facesse proprio al caso suo, Lewis Walker: carismatico, evidentemente bisognoso di soldi e sveglio quanto basta da essersi fatto strada da solo. Non certo il tipo di scagnozzo che avrebbe mandato a recuperare Jonas da qualche bettola o a pedinarlo, così da impedirgli direttamente di infilarcisi. È chiaro. Ma per Gideon, il suo amato ed innocente figlio, sarebbe stato più che sufficiente. Il bisogno, per la verità, neppure c’era. Tuttavia Sarah, negli anni, aveva sviluppato l’esigenza di avere sotto controllo ogni aspetto della sua vita. Era inevitabile, dunque, che prima o poi finisse per subirne le conseguenze anche il suo prediletto. Giacché era l’unico sulla faccia della terra a non usare il telefono - dunque a non essere quasi mai reperibile. Fuori dal suo radar. « Ciao, sì, accomodati » sollevò le lunghe e raffinate ciglia dal tablet e sorrise, circostanziale. « Posso farti portare qualcosa? » domandò - solo quando si fu accomodato. Era sempre molto ospitale quando doveva assumere. https://66.media.tumblr.com/.../tumblr... « Io devo ancora pranzare, chiedi pure tutto quello che vuoi » e pigiò il pulsante sul telefono per mettersi in comunicazione con la sua segretaria; pronta a darle direttive.












