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Quando Zavattini definisce il neorealismo come un’arte dell’incontro, incontri frammentari, effimeri, spezzati, mancati, cosa intende? Questo è vero per gli incontri di Paisà di Rossellini, o di Ladri di biciclette di De Sica. E in Umberto D. De Sica costruisce la celebre sequenza che Bazin citava come esempio, la giovane servetta che al mattino entra in cucina, compie una serie di gesti meccanici e stanchi, pulisce un po’, caccia le formiche con un getto d’acqua, prende il macinino da caffè, chiude la porta allungando la punta del piede. E i suoi occhi incrociano il proprio ventre di donna incinta: è come se nascesse tutta la miseria del mondo. Ed ecco che in una situazione comune o quotidiana, durante una serie di gesti insignificanti ma tanto piú obbedienti a schemi senso-motori semplici, ciò che di colpo sorge è una situazione ottica pura, per la quale la servetta non ha né risposta né reazione. Gli occhi, il ventre, ecco un incontro…
Gilles Deleuze
Vittorio de Sica - Umberto D (1952)
being a film student is fun sometimes cause i feel like im going crazy when i tell my non-film gf that:
a.) a black and white film about a poor old man and his little dog exists;
and b.) is really good;
Umberto D , Vittorio De Sica , 1952.