Ho potuto constatare, in collegio, una quasi completa corrispondenza fra i metodi punitivi del regime nazionalsocialista e i metodi del regime cattolico, e anche lì, nel collegio cattolico, benché sotto altro nome e non più con gli stivali da ufficiale o delle SA, ma con gli scarponcini neri tipici dei sacerdoti, e non più in grigio o marrone, ma con la veste talare nera, e non sempre con le spalline luccicanti di decorazioni, bensì con i colletti di carta, c’era di nuovo, nel prefetto di disciplina, un Grünkranz, così come c’era stato, nella persona di Grünkranz, un prefetto di disciplina dell’èra cosiddetta nazista. A questo punto mi sento obbligato a ripetere che io annoto o anche solo abbozzo o soltanto accenno ciò che ho provato allora, non ciò che penso oggi, perché il provare di allora è stato una cosa diversa dal mio pensare di oggi, e la difficoltà, in queste annotazioni e in questi accenni, consiste nel tradurre ciò che allora provavo e ciò che oggi penso in annotazioni e accenni che corrispondano ai fatti di allora, alla mia esperienza di allora quando ero un allievo, ed è questo un tentativo che voglio fare, anche se probabilmente si rivelerà inadeguato.