Da quando ti ho conosciuto le domeniche sono sempre state: a casa da scuola, cappelletti in brodo e le tue vittorie. Le tue gare risolte all'ultimo giro, in quel modo guascone che prima ci teneva col fiato sospeso e poi ci faceva saltare in piedi sul divano come matti sono quelle che mi hanno fatto innamorare di te e appassionare a uno sport che prima non conoscevo. Vederti correre era una gioia immensa e non c'era nulla che credevo non fossi in grado di fare. Poi sono arrivati i tempi duri, prima mediateci poi sportivi. Gli altri ti davano del bollito ma non sapevano che dovevi ancora dare inizio al secondo atto della tua vita sportiva, quella della ressurrezione e della consacrazione finale. Abbiamo pianto a Valencia 2006, abbiamo sofferto con te, increduli, lungo i rettilinei del 2007 e il tuo colpo di coda forte e rabbioso l'anno successivo lo abbiamo dato insieme a te. A Laguna Seca mi hai lasciato incredulo e a Barcellona hai suonato la tua nona sinfonia, la dimostrazione che fossi il fenomeno che tutti scrivevano e celebravano. Sei una delle più grandi rockstar delle moto e dello sport ma ciò che fa di te un uomo e un campione di vita straordinario io l'ho capita guardando l'autografo che hai scribacchiato sul cappellino di mio fratello (che quanto a tifo mi ha dato due giri!): ROSSIFUMI, il soprannome con cui hai iniziato la tua carriera e che celebrava il tuo idolo Norifumi Abe. Questo è il tuo segreto: l'amore per quello che fai e l'umiltà con cui l'hai sempre fatto. via @preview.app
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