Non so minimamente da dove cominciare a parlare di questo meetup, ci sarebbero così tante cose da dire e così tante persone da ringraziare. Parto con un ringraziamento generale a tutti quelli che hanno partecipato, dal primo all'ultimo, da chi si è fermato per poche ore a chi a passato con me ogni istante. Grazie perchè io sono una che fa molta fatica ad aprirsi con delle persone, figurarsi con gente mai vista proprio, mentre con voi è stato facile (escludendo il momento di disagio iniziale nel quale io e steverogersdoesnotfondue spiavamo il gruppo chiedendoci se effettivamente fosse quello), facile come bere il primo bicchiere di spritz. Grazie perchè mi avete fatto sentire a casa. Grazie perchè avete sopportato me, il mio carattere e le mie minacce di morte. Grazie perchè mi avete fatto mangiare il mio primo hamburger al mio primo meetup.
Detto ciò parto con la carrellata di nomi delle persone con cui ho più legato, sperando che nessuno di quelli non citati non si offenda perchè non è proprio mia intenzione.
Normanora: non ho parole per descrivere quanto tu sia bella, dentro, fuori e pure intorno. Hai organizzato una delle serate più belle a cui io abbia mai partecipato, sei gentile, autoironica, disponibile e hai altri mille pregi che non sto qua ad elencare che se no si fa notte. Non ti ringrazierò mai abbastanza. "Ti devo tenere qualcosa? NOOOOOOOOOO!". A breve si aprirà il merdonblog, ricorda.
Ionondormo-sogno: chiedo venia per le minacce di morte, ma non puoi paragonarmi a Babi! A parte ciò, te e il tuo respiro pesante siete stati degli ottimi compagni di stanza. Ti aspetto a settembre da me in stile medievale, mi raccomando!
Steverogersdoesnotfondue: compagna di stanza e di disagio iniziale al meetup, sei una personcina incredibilmente dolce che fa le espressioni migliori del mondo. Da questo meetup usciranno migliaia di gif sulla tua faccia, sappilo e preparati. Ricordati di mangiare che se no mi arrabbio.
Nellamiamente: ho perso il conto di quante volte ti ho ringraziato per l'ospitalità, ma una in più non può far male e quindi grazie. Le tue foto sono fantastiche e quella che hai pubblicato mi ha fatta piangere davvero. Scusa per la molestia in auto e per il navigatore pazzo. Quando stamattina hai messo la musica è stato perfetto.
Hulabalu: non usciranno mai dalla mia testa le tue foto da calendario, per non parlare dei tuoi balletti e dello stupro che hai subito dalla vecchina.
Isbrealiomtu: potrei minacciare di morte pure te perchè mi hai fatto le foto nel mio momento "psicodramma", ma farò finta di nulla. Grazie per avermi truccata, visto il mio essere un'incapace, e grazie per avermi offerto un posto dove cambiarmi e dove avere le mie crisi d'abbigliamento. Non vedo l'ora di vedere le foto, le stamperò tutte e ci farò un poster gigante.
Viaggiostanco: mi hai regalato un Minions nel momento del bisogno e quindi non mi scorderò mai di te, anche se mi hai traumatizzata quando mi hai detto che non ti chiamavi Jimmy. Se avrò delle crisi di identità sarà anche colpa tua.
Cocchino: maledetta pure te che mi traumatizzi dicendomi che sei due persone! Non puoi! Non si fa! Giuro che se non ti rivedo mi arrabbio tantissimo e quindi fatti rivedere, anche perchè dobbiamo parlare dell'Argomento: Doctor Who.
Pane-et-tempesta: dico solo CAPELLI. Sei stata gentilissima e bravissima ad acconciarci un po' tutti, ti ricordo che è sempre valida l'offerta per diventare la mia hair stylist a vita in cambio di vitto e alloggio.
Ilfrigovuoto: anche detto IL FIGO dopo che hai fatto colpo sulla vecchina all'aperitivo insieme a Hulabalu. Hai portato gioia in tutto il gruppo con la tua presenza e con il tuo look alla Fonzie e quindi grazie.
Nicconoh: sei ultimo perchè in realtà dovresti essere il primo. Ormai non so davvero più come dirti quanto sei speciale e quanto sei importate per me. Ogni volta che ti vedo è sempre più brutto doverti salutare. Dai gli abbracci migliori del mondo, ricordalo.
Ok, mi sono appena resa conto di aver scritto un poema che nessuno leggerà quindi finisco qua, ringraziando ancora quelle persone speciali che mi hanno accompagnata a prendere il treno di ritorno a casa e che mi hanno salutato da fuori sventolando i fazzoletti bianchi, mentre io dentro ero fissata da mezzo vagone mentre piangevo come una scema.